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Perchè quando le cose vanno male è importante fare attenzione a quelle poche che vanno bene. Perchè una rondine non fa primavera... ma è sempre meglio di niente. |
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05/06/2009 – Cuba è di nuovo America
Sono passati ben 47 anni da quel 1962 in cui il governo statunitense decise di cacciare Cuba dall'OEA, l'organizzazione degli stati americani; una decisione che, come al solito, vide gli USA decidere per proprio conto e gli altri stati accettare supinamente la cosa. Perché non va dimenticato che così stanno le cose da molto tempo, e non solo sul continente americano.
Oggi qualcosa è cambiato. Sarà che i tempi erano maturi, sarà che Fidel Castro nel frattempo si è ritirato, sarà che Obama ha dato una svolta decisa alla politica estera statunitense, sarà che la guerra fredda è finita da vent'anni; l'OEA, al vertice che si è tenuto in Honduras ha riammesso Cuba al suo interno. Gli USA hanno cercato di porre qualche condizione, ma alla fine hanno dovuto accettare a denti stretti una decisione che oggi tutto il sud America festeggia. Il governo cubano, coerentemente alla linea tenuta in questi 47 anni, ha rivendicato la vittoria politica e ha declinato l'invito: “Cuba non ha mai chiesto di tornare né tornerà in una organizzazione con una storia tenebrosa e succube. Però riconosce il valore politico, simbolico e l'orgoglio ribelle che muove questa decisione voluta dai governi popolari dell’America latina.”
Al di là del fatto in sé, comunque importante, questo sancisce un cambiamento nei rapporti tra gli USA e gli altri stati; un cambiamento che è evidente anche nelle parole dette da Obama nei giorni scorsi in visita in medio oriente. Il mondo sta cambiando; speriamo che anche in Europa qualcuno cominci a rendersene conto.
Oggi qualcosa è cambiato. Sarà che i tempi erano maturi, sarà che Fidel Castro nel frattempo si è ritirato, sarà che Obama ha dato una svolta decisa alla politica estera statunitense, sarà che la guerra fredda è finita da vent'anni; l'OEA, al vertice che si è tenuto in Honduras ha riammesso Cuba al suo interno. Gli USA hanno cercato di porre qualche condizione, ma alla fine hanno dovuto accettare a denti stretti una decisione che oggi tutto il sud America festeggia. Il governo cubano, coerentemente alla linea tenuta in questi 47 anni, ha rivendicato la vittoria politica e ha declinato l'invito: “Cuba non ha mai chiesto di tornare né tornerà in una organizzazione con una storia tenebrosa e succube. Però riconosce il valore politico, simbolico e l'orgoglio ribelle che muove questa decisione voluta dai governi popolari dell’America latina.”
Al di là del fatto in sé, comunque importante, questo sancisce un cambiamento nei rapporti tra gli USA e gli altri stati; un cambiamento che è evidente anche nelle parole dette da Obama nei giorni scorsi in visita in medio oriente. Il mondo sta cambiando; speriamo che anche in Europa qualcuno cominci a rendersene conto.
05/03/2009 - A scuola di civiltà
Il ministero dell'istruzione ha emanato il documento con cui si forniscono le linee di indirizzo per l'attivazione dell'insegnamento "Cittadinanza e Costituzione" in tutte le scuole italiane; insegnamento definito nella legge 169 del 30/10/2008. Una nuova versione di quella che tanti di noi ricordano come "Educazione civica", istituita per la prima volta nel 1958, e poi trasformata, cancellata e reintrodotta in diversi momenti ed in diverse forme. Spesso con scarsi risultati.
Ora ci si riprova, ed è una buona notizia, perché l'esigenza di approfondire i vari aspetti della vita in comune è forte. Ed è una buona notizia il fatto che questo insegnamento venga introdotto a pari dignità con le altre materie a tutti i livelli, dalle elementari alle superiori: ha una sua valutazione e fa media, quindi va studiata. Un'ora a settimana che verrà presa dalle materie dell'area storico-sociale (storico-geografica per le elementari); certo, piuttosto che toglierla all'insegnamento della storia, che non si studia mai abbastanza, sarebbe stato molto meglio sfruttare l'assurda ora di religione, ma non si può avere tutto dalla vita.
Resta da vedere quali saranno i reali contenuti: con la Costituzione sempre in procinto di essere stravolta c'è più di un motivo per essere preoccupati. Per non parlare di come certi professori potranno trattare argomenti come la cittadinanza, l'integrazione, la solidarietà e l'impegno civico, vista l'atmosfera sempre più razzista che si respira in Italia. Ma è presto per pensar male; ora prendiamo quello che c'è di buono in questa iniziativa, poi sicuramente bisognerà vigilare per evitare derive pericolose.
Appuntamento a settembre con la Costituzione sui banchi di scuola.
Ora ci si riprova, ed è una buona notizia, perché l'esigenza di approfondire i vari aspetti della vita in comune è forte. Ed è una buona notizia il fatto che questo insegnamento venga introdotto a pari dignità con le altre materie a tutti i livelli, dalle elementari alle superiori: ha una sua valutazione e fa media, quindi va studiata. Un'ora a settimana che verrà presa dalle materie dell'area storico-sociale (storico-geografica per le elementari); certo, piuttosto che toglierla all'insegnamento della storia, che non si studia mai abbastanza, sarebbe stato molto meglio sfruttare l'assurda ora di religione, ma non si può avere tutto dalla vita.
Resta da vedere quali saranno i reali contenuti: con la Costituzione sempre in procinto di essere stravolta c'è più di un motivo per essere preoccupati. Per non parlare di come certi professori potranno trattare argomenti come la cittadinanza, l'integrazione, la solidarietà e l'impegno civico, vista l'atmosfera sempre più razzista che si respira in Italia. Ma è presto per pensar male; ora prendiamo quello che c'è di buono in questa iniziativa, poi sicuramente bisognerà vigilare per evitare derive pericolose.
Appuntamento a settembre con la Costituzione sui banchi di scuola.
10/01/2008: Finalmente libere!
Era ora! Clara Rojas e Consuelo González de Perdomo sono state liberate. Erano state rapite in Colombia da un commando delle FARC (movimento di lotta armata che si oppone al governo) diversi anni fa, insieme ad altre persone; durante tutto questo tempo, nonostante diverse iniziative, non si era mai riusciti a giungere alla liberazione, anche perchè il presidente colombiano Alvaro Uribe ha sempre rifiutato qualsiasi trattativa con i ribelli.
L'accelerazione degli ultimi mesi ed il lieto fine, sono da attribuire al presidente venezuelano Hugo Chàvez che si è fatto garante tra le parti, ed ha tenacemente reistito a tutte le difficoltà incontrate.
Speriamo che questo primo risultato sia il prologo di quel processo di pacificazione che la Colombia da troppo tempo aspetta.
L'accelerazione degli ultimi mesi ed il lieto fine, sono da attribuire al presidente venezuelano Hugo Chàvez che si è fatto garante tra le parti, ed ha tenacemente reistito a tutte le difficoltà incontrate.
Speriamo che questo primo risultato sia il prologo di quel processo di pacificazione che la Colombia da troppo tempo aspetta.
15/12/2007: Giovani sportivi crescono
Tre squadre di calcio giovanile della "US Ponte a Elsa 2005", paese alle porte di Empoli, sono scese in sciopero. Il motivo? I genitori dei ragazzi sono troppo scalmanati. Già, non i ragazzi, ma i genitori. Chi ha avuto occasione di assistere ad una partita (non solo di calcio) tra squadre giovanili, sa che è drammaticamente vero: i genitori presenti sugli spalti si agitano, urlano come degli ossessi, tentano di dirigere il gioco. Per non parlare degli insulti nei confronti degli avversari, ma anche degli allenatori, e perfino dei giocatori della propria squadra, rei di non essere abbastanza bravi.
Uno spettacolo mortificante che non ha nulla di sportivo; poi ci sorprendiamo se i ragazzi crescendo diventano ultras...
L'iniziativa dei giovani empolesi (stimolati e supportati dai loro dirigenti) è quanto mai lodevole, e speriamo che sia di esempio per altri. Il senso della sportività va sviluppato fin dalla più tenera età, e i primi responsabili, nel bene e nel male, sono proprio i genitori.
Uno spettacolo mortificante che non ha nulla di sportivo; poi ci sorprendiamo se i ragazzi crescendo diventano ultras...
L'iniziativa dei giovani empolesi (stimolati e supportati dai loro dirigenti) è quanto mai lodevole, e speriamo che sia di esempio per altri. Il senso della sportività va sviluppato fin dalla più tenera età, e i primi responsabili, nel bene e nel male, sono proprio i genitori.
09/12/2007: Liberi dal liberismo
Da decenni, quando si guarda la politica (e non solo) che non funziona, si fa il paragone con il sud America (spesso anche con l'espressione "repubblica delle banane"), intendendo il rischio di finire come quei lontani paesi in cui la miseria e la disperazione fanno da padroni. Beh, ora non è più possibile.
I paesi del sud America (con l'eccezione di Cile, Perù e Colombia) hanno fondato il "Banco del Sur"; una operazione ritenuta sbagliata ed impossibile da gran parte del mondo politico ed economico mondiale, nonchè pesantemente osteggiata da questi, è giunta a coronamento in tempi anche piuttosto rapidi.
Il significato di tutto ciò è presto detto: libertà dalle politiche del Fondo monetario internazionale, rifiuto delle ingerenze straniere (e statunitensi in particolare), autonomia nelle scelte economiche. In poche parole, il sud America è ora libero di decidere autonomamente il proprio futuro. Un cambio di direzione epocale per tanti paesi che hanno vissuto, proprio a causa delle politiche criminali e fallimentari del FMI, dittature e crisi economiche devastanti.
Se e quanto sarà risolutivo per lo sviluppo del continente, è presto per dirlo; le difficoltà sono molte e questo è solo il primo passo di un cammino difficile. Ma è un inizio denso di speranze, e il segno che si può avere una visione del mondo diversa.
I paesi del sud America (con l'eccezione di Cile, Perù e Colombia) hanno fondato il "Banco del Sur"; una operazione ritenuta sbagliata ed impossibile da gran parte del mondo politico ed economico mondiale, nonchè pesantemente osteggiata da questi, è giunta a coronamento in tempi anche piuttosto rapidi.
Il significato di tutto ciò è presto detto: libertà dalle politiche del Fondo monetario internazionale, rifiuto delle ingerenze straniere (e statunitensi in particolare), autonomia nelle scelte economiche. In poche parole, il sud America è ora libero di decidere autonomamente il proprio futuro. Un cambio di direzione epocale per tanti paesi che hanno vissuto, proprio a causa delle politiche criminali e fallimentari del FMI, dittature e crisi economiche devastanti.
Se e quanto sarà risolutivo per lo sviluppo del continente, è presto per dirlo; le difficoltà sono molte e questo è solo il primo passo di un cammino difficile. Ma è un inizio denso di speranze, e il segno che si può avere una visione del mondo diversa.
15/11/2007: Mandiamo il boia in pensione
La terza commissione dell'assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato la risoluzione che chiede una moratoria internazionale sulla pena di morte. Ora si attende tra qualche settimana il voto definitivo dell'assemblea generale, ma sembra, almeno così dicono gli addetti, che non ci dovrebbero essere problemi.
Che dire di più? La notizia non è buona, è ottima. Basti ricordare che nel corso del 2006, le condanne a morte eseguite nel mondo sono state ben 1591 (fonte: Amnesty international); dato che include solo quelle di cui si ha documentazione, e che quindi è estremamente riduttivo rispetto alla realtà. Le stime più accreditate per il 2006 danno un totale compreso tra 7000 e 8000 esecuzioni.
Da osservare poi che tra i paesi responsabili di questi omicidi molti siano nostri partner commerciali, mete turistiche tra le più richieste, e alcuni considerati addirittura amici; forse dovremmo rivedere le compagnie che frequentiamo.
Ovviamente questo non significa che la pena di morte scompare dalla faccia della terra; le risoluzioni dell'ONU non sono vincolanti, ma costituiscono comunque un riferimento di grande peso morale. Non si tratta quindi di un punto di arrivo, ma di un punto di partenza: da qui in avanti la lotta per una giustizia più equa e più umana ha un nuovo, potente, argomento.
Che dire di più? La notizia non è buona, è ottima. Basti ricordare che nel corso del 2006, le condanne a morte eseguite nel mondo sono state ben 1591 (fonte: Amnesty international); dato che include solo quelle di cui si ha documentazione, e che quindi è estremamente riduttivo rispetto alla realtà. Le stime più accreditate per il 2006 danno un totale compreso tra 7000 e 8000 esecuzioni.
Da osservare poi che tra i paesi responsabili di questi omicidi molti siano nostri partner commerciali, mete turistiche tra le più richieste, e alcuni considerati addirittura amici; forse dovremmo rivedere le compagnie che frequentiamo.
Ovviamente questo non significa che la pena di morte scompare dalla faccia della terra; le risoluzioni dell'ONU non sono vincolanti, ma costituiscono comunque un riferimento di grande peso morale. Non si tratta quindi di un punto di arrivo, ma di un punto di partenza: da qui in avanti la lotta per una giustizia più equa e più umana ha un nuovo, potente, argomento.
19/10/2007: Il paradiso di Gussin
Da anni si parla e si straparla di ambiente, consumi, inquinamento e problematiche connesse; da una parte i catastrofisti, dall'altra i negazionisti. Risultato: Si discute senza combinare quasi niente.
A Gussin, piccola cittadina austriaca, hanno realizzato quello che potremmo definire un piccolo miracolo. Con il sole, il mais, il legno e i rifiuti producono l'elettricità, il gas e il carburante per le auto; e siccome l'energia che producono gli avanza, la rivendono anche incassando una bella somma. Le emissioni di biossido di carbonio sono scese del 90%, e scusate se è poco.
Se la smettessimo di fare tante chiacchiere inutili, e concentrassimo le energie sul "fare", probabilmente nascerebbero tante Gussin in giro per il mondo. Il miracoo infatti non è produrre da sè tutta l'energia necessaria, ma mettere in pratica le conoscenze che abbiamo senza perdere tempo.
A Gussin, piccola cittadina austriaca, hanno realizzato quello che potremmo definire un piccolo miracolo. Con il sole, il mais, il legno e i rifiuti producono l'elettricità, il gas e il carburante per le auto; e siccome l'energia che producono gli avanza, la rivendono anche incassando una bella somma. Le emissioni di biossido di carbonio sono scese del 90%, e scusate se è poco.
Se la smettessimo di fare tante chiacchiere inutili, e concentrassimo le energie sul "fare", probabilmente nascerebbero tante Gussin in giro per il mondo. Il miracoo infatti non è produrre da sè tutta l'energia necessaria, ma mettere in pratica le conoscenze che abbiamo senza perdere tempo.
04/10/2007: Insieme si può
Dal vertice intercoreano di Pyongyang arriva una notizia di quelle che ci restituiscono un po' di speranza nel futuro: i leader delle due Coree, Kim Jongil (nord) e Roh Moohyun (sud) annunciano che "La Corea del Nord e del Sud sono d'accordo che l'armistizio esistente fra loro debba essere sostituito da una sistemazione permanente di pace". Dopo la sanguinosa guerra che negli anni 50 ha devastato, complici gli Stati Uniti e la Cina, quei territori e quelle popolazioni, arriva finalmente una schiarita che ha l'aria di essere definitiva. Il tutto condito con accordi di collaborazione commerciale, e la prospettiva di una futura riunificazione.
Si potrebbe pensare che 54 anni per arrivare a questo non siano pochi, ma la pace non è cosa che si costruisce dall'oggi al domani.
Di questi tempi, abituati a vedere nascere nuove guerre ovunque, ad assistere impotenti alle divisioni di popoli che se solo volessero potrebbero vivvere insieme pacificamente, a considerare la sopraffazione come unico strumento di sopravvivenza, queste notizie ci dimostrano che è possibile seguire un'altra strada: la strada della pacificazione, della collaborazione, del rispetto.
Se fossimo più responsabili, e più "furbi", seguiremmo esempi come questo, nella vita quotidiana come nelle grandi scelte politiche.
Si potrebbe pensare che 54 anni per arrivare a questo non siano pochi, ma la pace non è cosa che si costruisce dall'oggi al domani.
Di questi tempi, abituati a vedere nascere nuove guerre ovunque, ad assistere impotenti alle divisioni di popoli che se solo volessero potrebbero vivvere insieme pacificamente, a considerare la sopraffazione come unico strumento di sopravvivenza, queste notizie ci dimostrano che è possibile seguire un'altra strada: la strada della pacificazione, della collaborazione, del rispetto.
Se fossimo più responsabili, e più "furbi", seguiremmo esempi come questo, nella vita quotidiana come nelle grandi scelte politiche.
18/09/2007: Libero è bello
Il ministero dell'istruzione indiano ha emesso una circolare con cui avvia una serie di iniziative per promuovere l'uso del software libero del paese. Da sottolineare, tra le più significative, l'obbligo per le scuole secondarie ad utilizzare software basato su Linux, sia per il sistema operativo che per gli applicativi; gli esami, di conseguenza, saranno svolti con tali software.
Si tratta di una mossa coraggiosa, ma non inattesa, che evidenzia una chiara volontà di non sottomettersi a logiche commerciali; del resto, fin dallo scorso anno il software libero era stato affiancato a quello proprietario come opzione per gli esaminandi.
Sarebbe bello se il nostro ministero, seguendo anche l'esempio e l'esperienza di alcune amministrazioni locali, facesse altrettanto. Non si tratta di stabilire se sia migliore o peggiore un programma piuttosto che un altro, ma di fare una precisa scelta culturale. Una scelta che, soprattutto nelle scuole, dovrebbe favorire l'uso di strumenti liberamente e legalmente disponibili; strumenti che, grazie alla disponibilità del codice, permettono agli studenti di studiarne i meccanismi e di allargare i propri orizzonti.
Si tratta di una mossa coraggiosa, ma non inattesa, che evidenzia una chiara volontà di non sottomettersi a logiche commerciali; del resto, fin dallo scorso anno il software libero era stato affiancato a quello proprietario come opzione per gli esaminandi.
Sarebbe bello se il nostro ministero, seguendo anche l'esempio e l'esperienza di alcune amministrazioni locali, facesse altrettanto. Non si tratta di stabilire se sia migliore o peggiore un programma piuttosto che un altro, ma di fare una precisa scelta culturale. Una scelta che, soprattutto nelle scuole, dovrebbe favorire l'uso di strumenti liberamente e legalmente disponibili; strumenti che, grazie alla disponibilità del codice, permettono agli studenti di studiarne i meccanismi e di allargare i propri orizzonti.
13/08/2007: Veri sportivi cercasi
Duncan Williams, è un inglese di 19 anni che gioca nella squadra di calcio del Garforth Town, in un campionato paragonabile alle nostre regionali; ed è anche piuttosto bravo se ben tre club del massimo campionato (la nostra serie A) gli hanno offerto un posto in squadra.
Oltre che bravo Duncan ha anche dei principi etici molto forti ed originali: infatti ha rifiutato le offerte per continuare a giocare nella sua squadra. Ovviamente gratis, dal momento che la squadra non può pagarlo; così, anche i soldi che gli arrivano da un piccolo sponsor, vengono devoluti in beneficenza ad una fondazione che aiuta i ragazzi svantaggiati.
"Non è giusto essere pagati per qualcosa che è divertimento, quando c'è gente che viene uccisa in giro per il mondo". Parole come queste, in bocca a chiunque altro sarebbero risultate di un'ipocrisia senza limiti; ma Duncan oltre a pronunciarle le mette in pratica. E lo fa in un ambiente tra i più ostici, quello del calcio, in cui tutto viene sacrificato al dio denaro.
Non so quanti Duncan ci siano in giro per il mondo, ma è senz'altro grazie a loro se possiamo avere ancora una speranza che lo sport (non solo il calcio) riconquisti la sua etica, e torni ad essere quello che dovrebbe: un gioco.
Oltre che bravo Duncan ha anche dei principi etici molto forti ed originali: infatti ha rifiutato le offerte per continuare a giocare nella sua squadra. Ovviamente gratis, dal momento che la squadra non può pagarlo; così, anche i soldi che gli arrivano da un piccolo sponsor, vengono devoluti in beneficenza ad una fondazione che aiuta i ragazzi svantaggiati.
"Non è giusto essere pagati per qualcosa che è divertimento, quando c'è gente che viene uccisa in giro per il mondo". Parole come queste, in bocca a chiunque altro sarebbero risultate di un'ipocrisia senza limiti; ma Duncan oltre a pronunciarle le mette in pratica. E lo fa in un ambiente tra i più ostici, quello del calcio, in cui tutto viene sacrificato al dio denaro.
Non so quanti Duncan ci siano in giro per il mondo, ma è senz'altro grazie a loro se possiamo avere ancora una speranza che lo sport (non solo il calcio) riconquisti la sua etica, e torni ad essere quello che dovrebbe: un gioco.
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