| Ridicolo a chi? |
| Inviato da ilBuonPeppe il 24/8/2010 15:40:00 (272 letture) |
 Leggo oggi sul Fatto Quotidiano l'articolo in prima pagina di Marco Travaglio che se la prende con Corrado Passera, amministratore delegato di Banca Intesa, per l'intervento fatto al meeting di CL: un intervento infarcito di ipocrisie tali da lasciare il dubbio "ma ce è o ce fa?". Partendo dalla vergogna Alitalia-CAI e del relativo conflitto di interessi (di cui Sua Bassezza, incredibile ma vero, non è l'unico portatore) il passero viene infilzato come un tordo da Travaglio che, con la consueta feroce ironia, ne mette in risalto le contraddizioni. Tutto giusto. Poi però il Travaglio si fa un paio di domande che, detto sinceramente, stonano un po': "Che bisogno hanno questi cervelloni di rendersi ridicoli? E non sarà che, al posto dell'ometto ridicolo che ci governa, ne arriveranno altri più ridicoli di lui?" |
|
| Ma se ti sposi una mignotta non ti puoi lamentare se ti mette le corna! |
| Inviato da ilBuonPeppe il 30/7/2010 15:30:00 (175 letture) |
 Ieri sera Belpietro, incredibile ma vero, è riuscito a dire una cosa giusta, anzi sacrosanta. A proposito della guerra tra Fini e Berlusconi ha detto che quando è stato fondato il PdL obiettivi e metodi erano ben chiari, il programma di governo era conosciuto, si sapeva esattamente cosa e come si sarebbe fatto. Lo sapevano tutti e, ovviamente, lo sapeva Fini che è uno dei fondatori del partito. Quindi, di che si lamenta? |
|
| La crisi finanziaria spiegata “da” mio figlio |
| Inviato da ilBuonPeppe il 8/5/2010 16:17:40 (149 letture) |
 Da un po' volevo scrivere qualcosa sulla crisi finanziaria e sulla Grecia, trattando l'argomento come se dovessi spiegarlo ad un bambino: impresa non facile. Poi oggi questo mio auspicio si è realizzato... al contrario. Ora di pranzo, il telegiornale parla della crisi finanziaria, della riunione urgente della commissione europea e degli aiuti che stiamo mettendo insieme per salvare la Grecia e l'Euro. Mio figlio mi chiede: “Quanti miliardi regaliamo alla Grecia?” “Non glieli regaliamo mica, è un prestito.” “Come sarebbe a dire un prestito? Che fanno, pagano un debito con un altro debito?” “Beh, veramente... sì.” “Ma è un cane che si morde la coda!” Ed ecco spiegata, con due battute, tutta la situazione. A proposito, mio figlio non è un economista, non ha fatto studi specifici, non è un esperto; ha 13 anni e sta finendo la terza media. |
|
| Significati e conseguenze: lettera aperta a Giorgio Napolitano |
| Inviato da ilBuonPeppe il 3/10/2009 17:42:54 (439 letture) |
 Signor presidente, rispondendo oggi ad un cittadino che le chiedeva di non firmare la legge che contiene lo scudo fiscale, lei ha detto che “non firmare non significa nulla”; e ha proseguito con la manfrina che la Costituzione stabilisce l'obbligo della firma se il Parlamento ripresenta poi la legge così com'era la prima volta. La ringrazio per la lezione di diritto costituzionale, anche se ero già a conoscenza di come funziona la promulgazione delle leggi. Mi permetto invece di farle io una lezioncina di italiano, e spero che lei non si offenda per questo. “Non significa nulla” si dice di qualcosa che non ha significato, è vuoto di contenuti, non rappresenta un'idea o una posizione precisa. Il non apporre la firma su una legge invece un significato ce l'ha, e molto preciso: vuol dire che non si condivide ciò che la legge prescrive o, per quanto riguarda il suo ambito di competenza, che quella legge non è conforme alla Costituzione. Quindi tanto l'atto di firmare una legge quanto quello di non firmarla hanno un significato ben preciso: sancire o meno la sua conformità con la Costituzione. Diverso sarebbe stato se lei avesse detto che “non firmare non avrebbe conseguenze”, proprio perché con ogni probabilità il Parlamento l'avrebbe nuovamente approvata tale e quale, e lei non si sarebbe potuto esimere dal mettere la firma. “Conseguenza” ha un significato diverso da “significato”, se mi perdona il bisticcio di parole. Sul fatto che negare la sua firma non avrebbe conseguenze sono d'accordo, che non abbia un significato invece no; anzi, di significato ne avrebbe molto, perché manderebbe ai cittadini un messaggio molto chiaro e potrebbe essere di stimolo per tutti ad interessarsi maggiormente alla vita pubblica. Proprio la scarsa partecipazione dei cittadini alla vita pubblica è causa della drammatica situazione in cui versa oggi l'Italia, e il suo comportamento, così benevolo nei confronti di provvedimenti che mi limito per decenza a definire vergognosi, non aiuta certo ad invertire questa tendenza. La rassegnazione signor presidente è una gran brutta cosa e non produce mai nulla di buono; avere un esempio dall'alto sarebbe di grande aiuto per tutti, uno stimolo forte per migliorare questo paese. C'è bisogno che qualcuno dia questo esempio. ------------- Lettera inviata mediante il servizio di posta disponibile in questa pagina. |
|
| E io mi candido a Papa |
| Inviato da ilBuonPeppe il 16/7/2009 0:26:46 (371 letture) |
 Ci voleva davvero. Già si vedevano i primi segnali: con il caldo torrido dell'estate, la politica cominciava ad arenarsi. Chi ha voglia di discutere, polemizzare, contestare, quando il termometro supera i 30 gradi? Succede tutti gli anni, e anche quest'anno ci si stava avviando a trascorrere un mese e poco più di soporifero rilassamento, lontani dalla politica e da tutto ciò che la riguarda. E invece no! Come un temporale estivo in piena regola ecco che ti arriva Beppe Grillo e si candida alla guida del partito democratico. Patatrac! Fa bene; fa male; è pazzo; è un genio; è solo una provocazione; finalmente entra in politica; non può farlo... Al di là di tutto, c'è da dire che per qualche giorno ci sarà di che parlare, e forse per un po' ci dimenticheremo dei 30 gradi e di qualcuna delle nostre tante disgrazie. Ma siccome i temporali estivi durano ben poco, sarà meglio prepararsi al caldo successivo; che purtroppo sarà ancora più afoso del precedente. |
|
| Una porcata tira l'altra |
| Inviato da ilBuonPeppe il 20/6/2009 19:40:00 (263 letture) |
 Ancora una volta c'è da votare per un pacchetto di referendum, e ancora una volta gli italiani vengono mandati alle urne senza avere le idee chiare, almeno una gran parte di loro. Il guaio maggiore è che ancora una volta i partiti, quelli a cui l'articolo 49 della Costituzione assegna il compito di “concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”, hanno fatto di tutto per spingere gli italiani a non votare, a non partecipare, a rinunciare ad esprimersi, a non esercitare un loro diritto; hanno fatto cioè l'esatto contrario di ciò che la Costituzione gli impone. Qualcuno lo ha fatto in maniera esplicita, altri diffondendo informazioni false e creando confusione, altri ancora semplicemente disinteressandosi della cosa. Mi piacerebbe vivere in un paese in cui chi vìola la legge, soprattutto se si tratta della legge fondamentale, fosse poi costretto a risponderne di fronte ad un giudice. Sarà per la prossima vita... |
|
| Nulla |
| Inviato da ilBuonPeppe il 4/6/2009 0:25:05 (184 letture) |
 La decenza di questo governo: nulla. Il coraggio dell'opposizione: nulla. La validità delle proposte politiche: nulla. I programmi elettorali: nulla. L'interesse della campagna elettorale: nulla. Le facce nuove: nulla. Le idee nuove: nulla. La democrazia dei partiti: nulla. La trasparenza dell'attività politica: nulla. L'informazione oggettiva: nulla. L'esistenza di un'alternativa: nulla. La difesa degli interessi comuni: nulla. Il rispetto per i più deboli: nulla.
La mia scheda nell'urna: nulla. |
|
| Storie d'altri tempi: il golpe del 2009 |
| Inviato da ilBuonPeppe il 8/2/2009 18:58:30 (255 letture) |
 Un sabato pomeriggio di quelli piovosi, quando la cosa migliore da fare è starsene tranquilli davanti al fuoco. Naturalmente con i nipoti da coccolare. C'è quello piccolo che è un portento: ha sì e no undici anni, ma ti tira fuori dei ragionamenti che ti lasciano senza parole per la loro maturità. E delle domande alla quali spesso non sai cosa rispondere. “Sai nonno Peppe, oggi a scuola ci hanno parlato del colpo di stato.” “Di quale colpo di stato?” “No, no. Dei colpi di stato in generale. Poi però la professoressa ci ha fatto degli esempi, e c'è una cosa che non ho capito.” “Un argomento difficile. Cos'è che non hai capito?” “Ci ha detto che un colpo di stato avviene quando qualcuno caccia via un governo con la forza; può essere un partito, oppure l'esercito, o addirittura una parte della popolazione.” “Sì, è esatto.” “Quando però ci ha parlato dei fatti del 2009, ha detto che è stato lo stesso governo a fare il colpo di stato. Tu te lo ricordi il 2009?” |
|
| Perché detesto il calcio? |
| Inviato da ilBuonPeppe il 21/1/2009 15:00:00 (400 letture) |
 Ricardo Izecson dos Santos Leite è un eroe. Certo, non un eroe qualunque, uno di quelli a cui ci hanno abituato i classici della letteratura e del cinema. Non è il soldato che attraversa le linee nemiche per salvare il compagno ferito; non è il medico che opera sotto i bombardamenti incurante del pericolo; non è il passante che si butta sotto un camion per salvare la vecchietta mentre attraversa la strada; non è neanche il poliziotto che ingaggia da solo un conflitto a fuoco con una squadra di narcotrafficanti per consentire ai testimoni di mettersi in salvo. Niente di tutto questo. Ricardo è un eroe moderno. Il suo gesto eroico? Aver rinunciato ad una manciata di milioni. |
|
| Freddie, Fannie e la favola del libero mercato |
| Inviato da ilBuonPeppe il 13/9/2008 11:40:00 (462 letture) |
 C'era una volta... le favole cominciano tutte così, per poi finire con ... e vissero per sempre felici e contenti. Peccato che non ci sia nessuno felice e contento in questa storia, e se c'è se ne sta ben nascosto. Ma andiamo con ordine. C'era una volta un villaggio in cui vivevano due giganti; non erano amici, si guardavano in cagnesco, se ne dicevano di tutti i colori, si sfidavano a chi aveva la casa più bella, ogni tanto si davano qualche schiaffone, ma senza mai esagerare. In fondo ognuno si faceva gli affari propri e dava fastidio come poteva ai rispettivi vicini di casa; vicini che, volenti o nolenti, ogni tanto diventavano la scusa per una scazzottata, e di solito ne pagavano le conseguenze. Il mondo, si sa, è dei prepotenti. Nonostante tutto c'era un certo equilibrio, forse perché ognuno dei due, per far vedere quanto era bravo, cercava di far funzionare le cose nel suo quartiere. Quartieri che, per rendere più evidente il tutto, erano stati separati da un muro. |
|
|