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L'ipocrisia di chiamarsi Giorgio
Inviato da ilBuonPeppe il 8/7/2010 21:00:00 (53 letture)
Non credo proprio

Diciamo la verità: nessuno si è sorpreso di vedere i rappresentanti del governo e i suoi sostenitori applaudire alle dimissioni di Aldo Brancher, come se avesse fatto chissà quale nobile gesto. Certo, le dimissioni in Italia sono un evento di tale rarità da risultare sempre e comunque eccezionale; ma le dimissioni di Brancher dalla carica di "ministro per l'attuazione di un pezzetto del programma", ben lungi dall'essere l'atto di eroismo che qualche anima bella gli attribuisce, sono solo il sigillo dell'ennesimo fallimento di questo governo.
La fanfara, tanto ipocrita quanto scontata, che ha accompagnato le dimissioni del non-ministro ha però ottenuto un risultato non da poco: far dimenticare ai più il nome del vero responsabile di questa vergogna. Giorgio Napolitano.

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Il padrone e il servo
Inviato da ilBuonPeppe il 21/6/2010 1:13:38 (101 letture)
Non credo proprio

Oggi alla trasmissione “In mezz'ora” su RAI 3, condotta da Lucia Annunziata, si parlava dei problemi dello stabilimento FIAT di Pomigliano d'Arco; e per approfondire degnamente l'argomento, la redazione ha pensato bene di coinvolgere i rappresentanti delle due parti in causa. Quindi era presente Maurizio Landini, segretario della FIOM, l'unico sindacato che ancora si oppone all'accordo (ma sarebbe meglio chiamarlo “diktat”) con l'azienda. E di fronte a lui Sergio Marchionne, amministratore delegato della FIAT... no, non era Marchionne; c'era il capo del personale della FIAT... no, neanche lui; c'era il direttore dello stabilimento di Pomigliano... no.
Chi sosteneva le posizioni della FIAT nel confronto con il sindacato oggi? Maurizio Sacconi, ministro del welfare (lo so, non è bello ricordarlo) dell'attuale governo.

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Non lo so e non me ne frega niente
Inviato da ilBuonPeppe il 14/12/2009 1:03:28 (337 letture)
Non credo proprio

Un imbecille ha tirato una statuetta in faccia ad un criminale. E allora?
In realtà io non so se l'imbecille sia veramente tale, di sicuro lo è il suo gesto. E non so se è un disturbato mentale come dice qualcuno o se è stato manovrato come dice qualcun altro. E comunque questo non cambia le cose.
Non so se si è trattato di un raptus improvviso dovuto alla quantità inverosimile di puttanate che il criminale era riuscito a dire poco prima, o se è stato il culmine di un periodo di tensione per una situazione non più sopportabile. O se addirittura l'abbia premeditato perché stufo di vederselo sempre davanti ad ogni ora del giorno e della notte con quel sorriso bastardo. Perché neanche questo cambia le cose.
Non lo so e non me ne frega niente del come e del perché. Però alcune cose le so.
So che tutti quelli che contano sono già lì a sbavare messaggi di solidarietà insulsi e ipocriti.
So che il malcapitato imbecille sarà l'occasione per dimostrare che, una volta tanto, la giustizia italiana funziona, veloce e spietata come non mai.
So che ci sono (per ora) oltre ventimila idioti che hanno dichiarato di essere fan dell'imbecille.
So che questo offrirà il pretesto per l'ennesimo provvedimento restrittivo delle nostre libertà.
So che tutta questa storia tornerà a vantaggio del criminale, che per l'ennesima volta potrà presentarsi come una vittima.
E allora io non do la mia solidarietà a nessuno dei due, perché non la meritano; la tengo per tutte le persone che ogni giorno si sacrificano per i propri cari e per il prossimo.
E non auspico “assoluta severità”, perché non si può invocarla solo quando viene colpito qualcuno più uguale degli altri.
E non spenderò un'altra parola per condannare la schiera di servi che sono già all'opera e che ci stracceranno i coglioni per i prossimi giorni, con cretinate che meriterebbero cose ben peggiori di una statuetta in faccia.
All'imbecille, al criminale, a tutti i servi, agli ipocriti solidali, agli idioti contenti: andate tutti affanculo!

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Senza Berlusconi avremo un’Italia migliore?
Inviato da redazione il 7/12/2009 9:30:28 (333 letture)
Non credo proprio

L’altro ieri si è consumata l’ennesima manifestazione contro Berlusconi. Ne avevamo bisogno? Secondo me no. Berlusconi è un simulacro dietro al quale tutti noi abbiamo nascosto le nostre colpe, non importa che lo si ami o lo si odi, non tutte le divinità hanno caratteristiche positive. Da queste parti abbiamo già fatto notare come una buona parte degli abitanti di questa nazione senta il bisogno di affidarsi ad una guida per andare avanti, da ciò si desume che Berlusconi non è altro che uno degli Sherpa ai quali ci affidiamo ciecamente sperando di raggiungere la vetta. Abbiamo anche fatto notare come l’impegno civile del cittadino si risolva il più delle volte un po’ di indignazione prêt-à-porter, una discesa in piazza qui, una raccolta firme là, cose che non costano sudore e sacrificio e soprattutto che non cambiano assolutamente lo stato delle cose.

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La sicurezza... di aver fatto un casino
Inviato da ilBuonPeppe il 18/7/2009 1:07:03 (415 letture)
Non credo proprio

Lo dico sempre: basta leggere. Non c'è bisogno di lambiccarsi il cervello, immaginare oscuri scenari, chiedersi se sia vero, se ci sono secondi fini, se c'è qualcosa di nascosto. Si recupera la fonte originale e si legge. E molto spesso si scoprono cose ben più grosse di quelle che si sarebbero potute immaginare facendosi le seghe mentali. Si legge e si scopre la verità. Che bisogno c'è di credere a Tizio o a Caio, quando la verità è lì a disposizione di tutti?
Così sono andato a cercare la lettera che Napolitano ha scritto al governo a proposito della nuova normativa sulla sicurezza approvata dal Senato in via definitiva il 2 luglio scorso. E dove li trovo i documenti originali? Semplice: la legge sul sito del Parlamento, la lettera sul sito del Quirinale. E leggo.

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Cronache dal cimitero
Inviato da ilBuonPeppe il 7/6/2009 0:17:05 (186 letture)
Non credo proprio

Sono le 17.58 del 6 giugno 2009. Le urne nei cimiteri sono aperte, pronte per raccogliere le ceneri di colei che tutti noi consideriamo come una mamma. Ognuno porta mestamente la sua parte di cenere, senza neanche manifestare dolore; quel dolore profondo che è ormai parte di noi, al punto che riusciamo a non sentirlo più. Si prende un pugno di cenere e si deposita nell'urna, a sancire un distacco ormai inevitabile, un addio rassegnato. Ancora una volta.

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Caccia ai fannulloni telematici
Inviato da ilBuonPeppe il 28/5/2009 0:38:09 (315 letture)
Non credo proprio

Ormai ho perso il conto. Da quando al dipartimento della funzione pubblica c'è Brunetta, non passa settimana senza una presa di posizione contro il malcostume dilagante nel pubblico impiego; oggi i fannulloni, domani i falsi malati, poi quelli che vanno a fare la spesa, fino a chi fa il doppio lavoro e addirittura chi utilizza per interesse personale le dotazioni dell'ufficio. Azz! Fortuna che è arrivato Brunetta che li mette in riga tutti questi parassiti.
Già, perché questo sono (anzi, siamo) i pubblici dipendenti: niente più che dei parassiti, dediti allo sfruttamento per fini personali di quel poco di risorse pubbliche che ci restano; decenni di vergogne che finalmente vengono messe a nudo. Davvero ci voleva un uomo della statura di Brunetta!
Perché ne parlo? Perché spulciando i titoli dei giornali ho trovato sul Sole 24 ore “Brunetta vieta l'uso privato di Internet ai dipendenti pubblici”. Non occorre che lo dica, sono di parte e non me ne vergogno, mi sono limitato a fare una smorfia, ho pensato con superficialità “siamo alle solite”, e sono passato oltre.
Però qualcosa mi stuzzicava, forse perché io uso Internet in maniera intensiva sia per lavoro che per diletto; così sono tornato indietro a leggere l'articolo.

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Perché cambiare?
Inviato da ilBuonPeppe il 17/12/2008 0:20:00 (291 letture)
Non credo proprio

Le elezioni regionali in Abruzzo, al di là del fatto che si tratta di una questione locale, hanno una forte rilevanza politica nazionale, se non altro per l'impegno che i vari leader ci hanno investito. Il risultato non mi sembra sorprendente: era abbastanza ovvio che la coalizione di sinistra avrebbe dovuto pagare il prezzo del caso giudiziario che ha coinvolto Del Turco, e così è stato.
Anzi, forse gli è andata anche troppo bene; in fondo, aver raccolto il 42,67% dei voti dopo aver visto il proprio presidente sbattuto in galera e una buona fetta della classe politica coinvolta in faccende decisamente poco edificanti, poteva far temere risultati ben peggiori.

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Ma i pagliacci non erano a sinistra?
Inviato da redazione il 12/12/2008 9:15:24 (254 letture)
Non credo proprio

Riporto il breve, ma esauriente, articolo pubblicato dall'ottimo Gennaro Carotenuto sulle ultime novità che il ministro Gelmini ha regalato alla tanto disastrata scuola italiana: in sintesi, si sono calati le braghe e hanno fatto marcia indietro.
Come ha detto un commentatore su l'Occidentale, blog solitamente molto favorevole a questo governo: "Ma i pagliacci non erano a sinistra?"

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Così parlò Zarathustra
Inviato da ilBuonPeppe il 24/10/2008 0:12:18 (352 letture)
Non credo proprio

Avrei un sacco di cose da dire, ma a volte stare in silenzio è più difficile e ha maggior valore di mille parole. Quindi mi limito a riportare tre interventi di questi ultimissimi giorni, senza aggiungere commenti, opinioni o altro: per chi ha ancora la capacità di ragionare con la propria testa sarebbe superfluo, per gli altri sarebbe inutile.
Buona lettura.

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Potrebbe essere definito così Pleonastico.it: un blog aperto. Un luogo dove ci si incontra e si discute liberamente, ma seriamente, di politica e di società: della nostra vita insomma.
Nel manifesto, i cui documenti sono raggiungibili tramite il menù di destra, sono spiegate in dettaglio le ragioni e gli obiettivi che mi hanno indotto a realizzare questo sito. Naturalmente, prima di pubblicare qualcosa, è opportuno leggere questi documenti, per capire lo spirito che anima questo spazio.
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