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Lo SME, l'euro e la sinistra italiana
Inviato da redazione il 11/9/2012 (521 letture)
Fatti e misfatti

Riporto questo articolo di Fabrizio Tringali che descrive in maniera accurata una fase importante della nostra storia economica. Una fase che ha un peso notevole perché getta le basi di ciò che viviamo oggi.
(i grassetti sono miei)


Nei dibattiti sull'entusiastica adesione all'euro da parte della sinistra italiana si finisce spesso per ripercorre le tappe che hanno portato il nostro Paese dentro un sistema monetario europeo a cambi fissi.
E' ancora più importante farlo oggi, mentre la BCE probabilmente sta già scrivendo il durissimo memorandum che l'Italia dovrà rispettare per restare nell'euro, ultimo atto del percorso di commissariamento del nostro Paese.
Infatti, già durante la discussione sull'adesione dell'Italia allo SME emersero i rischi che l'Italia avrebbe corso legando il valore del cambio della lira a quello di monete di Paesi come la Germania: deflazione, spinta al ribasso dei diritti e dei salari dei ceti medi e popolari, innalzamento della disoccupazione, politiche di rigore destinate a portare il Paese ad avvitarsi in spirali recessive.
In molti ricordano che il PCI si oppose allo SME, mentre furono proprio i partiti suoi eredi (cioè quelli nati dal suo scioglimento), a portarci nell'attuale moneta unica europea.
E' utile ritornare al 1978 per capire meglio cosa successe allora. Anche perché, come sempre, la comprensione di ciò che è accaduto nel passato, aiuta a mettere a fuoco le ragioni di quel che accade nel presente.

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Monti, la CGIA e le balle sui suicidi
Inviato da redazione il 9/5/2012 (369 letture)
Fatti e misfatti

Molti commentatori hanno rilevato come l’attuale attenzione dei media per i suicidi causati dalla crisi economica, non rifletta una realtà confermata dai dati. Non solo è assurdo legare un evento complesso come il suicidio a un unico motivo scatenante, ma i media e i politici sono andati più in là, falsando la realtà in maniera sconsiderata e dolosa, anche perché un dato invece certo è che il parlarne attivi fenomeni d’emulazione.
Merita il primo premio Mario Monti, per il suo discorso nel quale ha affermato di voler evitare all’Italia il gran numero di suicidi registrato in Grecia. Perché in Grecia non c’è alcun aumento statistico anomalo che segnali un’impennata dei suicidi per motivi economici e per di più perché i greci che si suicidano, sono percentualmente la metà degli italiani. Sarebbe quindi il caso di “fare la fine dei greci” in questo senso.
Tale improvvida uscita è stata probabilmente suscitata da alcuni dati diffusi da mani interessate dopo un’opportuna cosmesi, ad esempio da soggetti come la CGIA di Mestre, che al comunicato con il quale lanciava l’allarme per i suicidi degli imprenditori aggiungeva questa tabella.

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Quando le Poste consegnavano la posta...
Inviato da ilBuonPeppe il 12/3/2012 (318 letture)
Fatti e misfatti

C'era una volta un ente pubblico che aveva due compiti importanti, due funzioni che gli davano anche il nome: Poste e Telegrafi.
Poi il tempo e l'innovazione hanno prodotto gli inevitabili cambiamenti. Il telegrafo è sparito e il suo posto è stato preso dal telefono, la cui competenza però è passata in altre mani. Rimaneva così il servizio postale che, evidentemente, deve essere sembrata ben poca cosa agli amministratori degli ultimi anni. Tanto che le Poste si sono messe a fare la banca, l'assicurazione, l'operatore di telefonia, il venditore di libri e CD, il consulente finanziario e chi più ne ha più ne metta.

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Terza guerra mondiale: il saccheggio
Inviato da ilBuonPeppe il 23/2/2012 (652 letture)
Fatti e misfatti

Cazzo! Non ti puoi rilassare un momento che subito ne arriva un'altra. Mai un attimo di respiro.
Da poco finito di leggere, e di scriverne, della porcata con cui si stanno per svuotare le tesorerie degli enti pubblici, mi chiedevo cosa avrebbero nascosto nel prossimo decreto. Ovviamente sbagliavo. Non è nel prossimo decreto, ma sempre nello stesso, solo qualche articolo più avanti.
Decreto legge n. 1/2012, sempre lui, articolo 66.

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Terza guerra mondiale: la Grecia è fallita
Inviato da ilBuonPeppe il 28/10/2011 (746 letture)
Fatti e misfatti

Si affannano tutti ad abbellire la cosa, a trovare espressioni diverse e, più in generale, a mantenere il tutto sotto tono per evitare che le persone si rendano realmente conto di ciò che è successo. La verità nuda e cruda però è tanto grave quanto semplice: la Grecia è fallita.
Dopo una trattativa che, a quanto pare, è stata piuttosto dura, il debito greco, pari complessivamente a circa 350 miliardi di Euro, è stato tagliato di un centinaio di miliardi. Il che non significa, ovviamente, che la Grecia lo ha rimborsato e quindi estinto, ma che i creditori lo hanno dichiarato perso, per cui accettano un rimborso parziale dei titoli che possiedono.
E quando un soggetto non paga i propri debiti, c’è poco da fare giri di parole: é fallito.

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Terza guerra mondiale: i nodi vengono al pettine
Inviato da ilBuonPeppe il 7/9/2011 (910 letture)
Fatti e misfatti

Ci provo. Voglio tentare di fare un po’ d’ordine, che in mezzo a questo casino non ci si capisce più niente. E sì che l’Italia ne ha passati di momenti duri, ma ho l’impressione che il senso di smarrimento e la paura del futuro non siano mai stati tanto forti.
Dunque, come ogni azienda grande o piccola che sia, ma anche come tante famiglie, ogni anno lo Stato fa il bilancio preventivo: stabilisce quello che andrà ad incassare l’anno successivo e decide come utilizzare quei soldi. Il tutto si traduce nella legge di bilancio, la cosiddetta “finanziaria”. Quella di quest’anno era la legge 220 del 13/12/2010.
Poi a luglio, quindi dopo soli sette mesi, si è resa necessaria una manovra correttiva di circa 30 miliardi di euro che poi, nel corso di un paio di settimane, sono progressivamente cresciuti fino a diventare quasi 70. Questo significa una cosa piuttosto semplice: a dicembre avevano sbagliato tutti i conti. Ma c’è la crisi. Certo, ma la crisi c’è da tre anni, quindi dov’è la novità? C’è un debito enorme che pesa. Ma va? Quello invece è lì da molto più di tre anni. La verità (ad essere buoni e non voler fare dietrologia) è che non hanno capito un tubo e hanno toppato alla grande. E, a giudicare da come l’importo della manovra di luglio è variato in pochi giorni, hanno continuato a non capire niente dei propri conti. E’ rassicurante...

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Irresponsabilità nazionale
Inviato da ilBuonPeppe il 13/8/2011 (617 letture)
Fatti e misfatti

Allora, vediamo di capirci. Se è la BCE che impone di tagliare la spesa pubblica, aumentare le tasse, dilazionare le pensioni, privatizzare le aziende pubbliche e via discorrendo, allora che lo faccia la BCE. Trichet viene in Italia, si organizza una conferenza stampa in cui presenta il suo piano, firma il decreto, va da Napolitano e se lo fa controfirmare, lo fa pubblicare, poi avvia l'iter parlamentare di conversione.
Ecco, si fa così. Se veramente questo bagno di lacrime e sangue che ci aspetta è voluto dal signor Trichet, e se è una persona appena appena seria, si prende le sue responsabilità e ci mette la faccia. Altrimenti è un buffone.
Oppure non è vero che il diktat arriva dalla BCE, e allora il buffone è un altro ed è molto più vicino a noi. Ed è meglio che non se la meni tanto con “il cuore che gronda sangue” che tanto non è sangue suo, e a qualcuno potrebbero anche venire in mente strane idee: così, tanto per dare un senso di concretezza alle parole.
Ma forse c'è un'altra ipotesi. Che sono entrambi dei buffoni, che nessuno dei due conta un soldo bucato, che prendono ordini da qualche eminenza grigia. E che se quei tre o quattro, tra i nostri ministri, che capiscono quello che sta succedendo stanno ancora lì è solo perché stavano trattando la loro liquidazione personale. Ora evidentemente hanno raggiunto l'accordo e, non avendo più niente da perdere, calano la mazzata.

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I costi della “giustizia infinita” di George Bush: 250.000 morti in dieci anni
Inviato da redazione il 4/7/2011 (337 letture)
Fatti e misfatti

Secondo una ricerca della Brown University, firmata dalle studiose Neta Crawford e Catherine Lutz, le campagne militari condotte dall’esercito degli Stati Uniti dal 2001 ad oggi sono costate la vita ad un numero compreso tra 224 e 258.000 vittime civili, 7.8 milioni di persone si sono dovute rifugiare altrove e, in termini economici, sono già costate finora l’incommensurabile somma di 3700 miliardi di dollari (2650 miliardi di Euro).
Quindi, per ogni morto degli attentati dell’11 settembre, oggi sappiamo che la “giustizia infinita” ha ucciso 75 civili in quelli che George W Bush definiva gli angoli oscuri del pianeta.
Quelle citate sono solo le più macroscopiche cifre del bilancio di 10 anni di guerre volute da George W. Bush e dal complesso militare industriale statunitense dopo l’11 settembre 2001. Lo studio della Brown University, reso necessario -come sostiene il gruppo di oltre venti accademici che ha lavorato al progetto di ricerca- dall’opacità delle cifre fornite nei documenti ufficiali del Congresso degli Stati Uniti sui veri costi dei conflitti, rivelano una realtà devastante dal punto di vista sia umano che materiale. La maggior parte delle vittime civili si condensa in tre paesi, Iraq, con oltre 125.000 morti, Afghanistan e Pakistan. A tali numeri vanno aggiunti almeno 350.000 feriti documentati.

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La banda del buco
Inviato da redazione il 29/6/2011 (376 letture)
Fatti e misfatti

Strano ma vero. Tra le pieghe dei giornali e i fumi dei gas lacrimogeni si trova una notizia che ha dell'incredibile: i partiti dell'intero arco parlamentare, per una volta, sono tutti d'accordo su qualcosa: spendere venti miliardi di euro per avere, tra vent'anni, un nuovo traforo in Val Susa. Può essere vero? Con la stessa cifra potrebbero lucrare su opere molto più appariscenti e popolari, come ad esempio un ponte sospeso tra Villa Certosa e Gallipoli, o il trasloco del colle Viminale a Pontida.
Evidentemente qualcosa non torna. Nel 2030 potrebbero essere tutti a godersi la pensione o il bottino in qualche sperduta isola dei Caraibi, tranne forse Fassino che secondo alcune voci potrebbe intraprendere una dignitosa carriera come copia vivente della mummia di Kha al museo egizio. Allora perché lo fanno?

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Chernobyl
Inviato da redazione il 26/4/2011 (275 letture)
Fatti e misfatti

Un triste anniversario, per il quale cedo la parola all'ottimo prof. Montanari.
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Fa un quarto di secolo oggi: tanto se n’è andato da quando ci fu l’“incidente” a Chernobyl. Tempo passato invano?
Fukushima (l’Isola della Buona Fortuna, ironicamente, in giapponese) è appena partita. Ne avremo del tempo da aspettare, e non basteranno le vite nostre, quelle dei nostri figli, dei nostri nipoti e dei nipoti dei nostri nipoti.
A 25 anni di distanza, un raggio di 30 km da Chernobyl resta off-limits e qualche centinaio di tonnellate di materiale radioattivo è in attesa di un botto. Noi europei contribuiremo con 110 milioni di Euro a “mettere in sicurezza” (scusate se rido) quella roba, e saranno denari che noi non avevamo messo in bilancio quando gli allora sovietici cascarono nella trappola dell’illusione nucleare.
Migliaia di casi di cancro, soprattutto alla tiroide, e leucemie. Io ho visto qualche bambino che “viene a respirare l’aria buona” per qualche settimana ogni anno da noi. Creperanno tutti come cani.
L’economia della zona? Distrutta, se mai esisteva un’economia laggiù. Il ministro competente ucraino, tale Valery Pyatnitsky, ha detto, en passant, che tra 500 anni la zona si potrà considerare decontaminata. Ottimo: nel 2511 tutti a fare Pasquetta a Chernobyl!
Intanto da noi un imbecille criminale – e chiedo perdono se mi esprimo così ma dentro ho mille volte peggio – che insegna (!) al’università scrive libri ed articoli su quanto è bella l’energia nucleare, su come questa energia sia a buon mercato e su come a Chernobyl, in fondo, i morti siano stati appena 31. Gli altri? Quali altri?
E intanto l’ineffabile Chicco Testa (che battutaccia mi verrebbe da appiccicare al cognome!) spiega al volgo che l’ultimo incidente nucleare universalmente noto, quello di Fukushima, ha solo un impatto emotivo e basta. Il che ha un fondo di verità: chi parla mai del centinaio d’incidenti “minori” che ogni anno capitano nella vicina Francia? Non se ne parla, non ci si emoziona.
E intanto c’è chi maledice la malasorte che ha scelto così inopportunamente la data per far saltare in aria una centrale e sta cercando di cancellare un referendum che, se gl’italiani riaccendessero per un giorno il cervello, segnerebbe una disfatta per politicanti, imprenditori con i soldi altrui e tutte le quattro mafie del nostro Belpaese.

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