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Come a Monopoli
Inviato da ilBuonPeppe il 17/6/2012 (590 letture)
Secondo me

Simone, 15 anni: "Ma è come a Monopoli: se sei senza soldi devi vendere case e terreni; però poi se non hai più un patrimonio non incassi e ti indebiti sempre di più finché non fallisci".


Questo il commento, non sollecitato, alla notizia che il governo Monti ha deciso di vendere le proprietà dello stato per rifinanziarsi. Con tutte le ovvie semplificazioni, un ragazzo senza competenze specifiche capisce che se per ottenere liquidità vendi il tuo patrimonio, inneschi un circolo vizioso dal quale si esce in un modo solo: falliti.


Eppure sono tutti lì, sindacati in testa, ad applaudire il governo che, a detta loro, finalmente si è deciso a fare qualcosa di giusto. Anzi, secondo lor signori avrebbe dovuto farlo prima, ma a questo Monti ha risposto in maniera insolitamente chiara: non lo ha fatto prima “perché avrebbe trasmesso un messaggio sbagliato ai mercati”. In effetti fino a qualche mese fa chi avesse voluto comprare un immobile si sarebbe potuto preoccupare delle tasse; oggi invece, grazie all'esenzione dall'IMU per fondazioni bancarie, immobiliaristi, soggetti poco-profit e altri, sarà tutto più semplice. Ora le garanzie sono state date per cui si può procedere.


Già, ma chi lo compra il patrimonio immobiliare pubblico?

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In Grecia solo se vince Syriza l’Europa si salva
Inviato da redazione il 16/6/2012 (446 letture)
Buoni e cattivi

Ha voglia di sgolarsi Alexis Tsipras (foto), il dirigente della coalizione di sinistra Syriza che domani potrebbe vincere le elezioni greche, a ripetere “noi, come il 70% dei greci, siamo per l’Euro e per l’Europa”. Più lo dice e più i giornali reinterpretano: “Se vince Syriza è la fine dell’Euro”, “Referendum tra Euro e Dracma”, laddove Dracma vuol dire Tsipras ed Euro vuol dire continuare a far sopportare alla Grecia le misure draconiane decise dalla troika che hanno svuotato gli ospedali di medicine e portato alla fame bambini e anziani. Addirittura il Financial Times, nell’edizione tedesca, fa un appello a resistere alla demagogia di Tsipras e non votare Syriza. Dei balbettii su carta velina della stampa italiana non vale neanche la pena riferire, allineata e coperta dietro le parole d’ordine monetariste per le quali Syriza sarebbe una sorta di partito dei black bloc sui quali spargere terrore come fossero nuovi cosacchi pronti ad abbeverarsi alle fontane di San Pietro.

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Europa: ultima fermata
Inviato da ilBuonPeppe il 4/6/2012 (469 letture)
Non credo proprio

Tra circa un mese diventerà operativo il MES, il meccanismo europeo di stabilità; una struttura che dovrebbe in teoria provvedere al salvataggio degli stati in difficoltà. Bello. Come avverrebbe questo salvataggio? Semplice, dando dei soldi in prestito agli stati in crisi. E da chi vengono forniti questi soldi? Dagli stati, ovviamente.
Sarò io che sono fatto male, ma qualcosa non mi quadra. Dunque... Con la partenza del MES ogni stato verserà una quota nel cosiddetto fondo salva-stati, quota che per l'Italia sarà inizialmente pari a 125 miliardi di Euro. Miliardi che però l'Italia non ha, altrimenti potrebbe farci un mucchio di cose utili, per cui dovrà indebitarsi per ottenerli. Una volta versati questi soldi al MES ci sentiremo più tranquilli, perché se dovessimo trovarci con l'acqua alla gola ci penseranno loro. Così, quando, dopo la Grecia e la Spagna, verrà il nostro turno (molto presto a quanto pare), andremo a chiedere aiuto al MES che ci presterà i soldi di cui abbiamo bisogno.
Ricapitolando, prendiamo in prestito dei soldi, ovviamente pagandoci i relativi interessi, per darli ad una sorta di assicuratore che, quando saremo in difficoltà, ce li presterà ad un congruo tasso di interesse. Forte! Riusciamo a farci prestare due volte gli stessi soldi pagandoci due volte gli interessi. E lo chiamano fondo salva-stati? Io lo chiamo colpo di grazia.

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Del valore della moneta e altre stupidate
Inviato da ilBuonPeppe il 19/5/2012 (406 letture)
Secondo me

Ormai la domanda, per quanto si sia tentato di evitarla, è al centro dell'attenzione: “Ce la farà l'Euro a sopravvivere alla crisi?” Che sembra una questione di fondamentale importanza ma è in realtà la cosa più stupida del mondo.
Cosa è l'Euro? E' una moneta, e quindi uno strumento; uno strumento è qualcosa che utilizzo per uno scopo, non è lo scopo stesso. La moneta non fa eccezione: se il mio scopo è mangiare, uso la moneta per comprare del cibo, ma non posso mangiare la moneta. Di mangiare ho senz'altro bisogno, della moneta ho bisogno solo in quanto mi permette di comprare del cibo; lo scopo finale è mangiare. Se non ho moneta vado dal negoziante e gli propongo di tenergli la contabilità in cambio del cibo; io mangio e per lui cambia poco, tanto se i conti non glieli faccio io dovrà comunque pagare qualcun altro. E' un baratto, una cosa che esiste e funziona fin dalla notte dei tempi.
Senza voler pensare di tornare al baratto, che è oggettivamente poco pratico, c'è un punto fondamentale nel passaggio che ho descritto, che a dirlo oggi sembra rivoluzionario. Proponendo al negoziante i miei servizi contabili in cambio di cibo, io ho cambiato moneta.

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Monti, la CGIA e le balle sui suicidi
Inviato da redazione il 9/5/2012 (376 letture)
Fatti e misfatti

Molti commentatori hanno rilevato come l’attuale attenzione dei media per i suicidi causati dalla crisi economica, non rifletta una realtà confermata dai dati. Non solo è assurdo legare un evento complesso come il suicidio a un unico motivo scatenante, ma i media e i politici sono andati più in là, falsando la realtà in maniera sconsiderata e dolosa, anche perché un dato invece certo è che il parlarne attivi fenomeni d’emulazione.
Merita il primo premio Mario Monti, per il suo discorso nel quale ha affermato di voler evitare all’Italia il gran numero di suicidi registrato in Grecia. Perché in Grecia non c’è alcun aumento statistico anomalo che segnali un’impennata dei suicidi per motivi economici e per di più perché i greci che si suicidano, sono percentualmente la metà degli italiani. Sarebbe quindi il caso di “fare la fine dei greci” in questo senso.
Tale improvvida uscita è stata probabilmente suscitata da alcuni dati diffusi da mani interessate dopo un’opportuna cosmesi, ad esempio da soggetti come la CGIA di Mestre, che al comunicato con il quale lanciava l’allarme per i suicidi degli imprenditori aggiungeva questa tabella.

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La corazzata Potemkin del ministro Giarda
Inviato da ilBuonPeppe il 5/5/2012 (377 letture)
Buoni e cattivi

Dino Piero Giarda è stato presidente della “commissione tecnica per la spesa pubblica” istituita presso il ministero del tesoro dal 1986 al 1995. Io non so cosa abbia fatto in questi nove anni, quali siano state le sue proposte, che problemi possa aver incontrato. Però so qual è il risultato ottenuto da quella commissione: nulla. Per meglio dire, nulla se lo scopo era, come sembrerebbe logico, la razionalizzazione della spesa pubblica. Se invece l'obiettivo era quello di aumentarla senza controllo, favorendo sprechi e clientele di ogni tipo, allora sono stati bravissimi.
Dino Piero Giarda ha ricoperto dal 1995 al 2001 la carica di sottosegretario al ministero del tesoro, durante i quali ha continuato ad occuparsi di spesa pubblica anche per conto di singole amministrazioni locali. Io non so cosa abbia fatto i questi sei anni, quali proposte, quali problemi... Però so qual è il risultato: nulla.
Dino Piero Giarda è stato per sei anni con Tremonti al ministero dell'economia, dove ha svolto il ruolo di coordinatore di uno dei tavoli sull'analisi della spesa pubblica. Mi sembra ovvio: uno con la sua esperienza non poteva essere lasciato fuori, e i risultati ottenuti nei passati incarichi ne dimostravano le capacità. Io non so cosa abbia fatto in questi sei anni... eccetera. Ma so qual è il risultato: nulla.

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Se Monti volesse davvero il bene dell’Italia
Inviato da ilBuonPeppe il 28/4/2012 (444 letture)
Si può fare

Nonostante i fatti siano piuttosto espliciti, c’è ancora un mucchio di gente che sostiene Monti. No, non parlo dei partiti e degli sgherri che ne fanno parte: non sono un necrofilo quindi non mi occupo di loro. Parlo della gente comune, persone che ogni giorno vanno a lavorare (quelli che hanno un lavoro), che cercano faticosamente di costruire qualcosa di buono per i propri figli, che devono pagare le bollette ogni mese.
Non sono bastati l’aumento delle tasse, i tagli alla spesa pubblica, l’allungamento dell’età pensionabile, il cedimento di fronte alle solite corporazioni (tassisti, notai, farmacisti, ecc.), la presa in giro dell’IMU alla chiesa cattolica (che grazie ad un gioco di parole perverso non pagheranno neanche le fondazioni bancarie), la svendita dei terreni agricoli a far cambiare idea a coloro che a novembre esultavano per la cacciata di Sua Bassezza. Non è servita nemmeno la tragicommedia degli “esodati”: persone rimaste senza lavoro e senza pensione. Persone della cui esistenza il governo, per sua stessa ammissione, sapeva, ma che ha deciso di ignorare: c’era da fare la riforma delle pensioni “voluta dall’Europa”. Poi il problema è esploso e si è scoperto che il governo non sapeva nemmeno quanti fossero, cosa forse ancora più grave del fatto di averli ignorati.

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Si riscrive la Costituzione, ma in silenzio
Inviato da ilBuonPeppe il 11/4/2012 (404 letture)
Non credo proprio

Il 23 marzo 2011, l’onorevole Renato Cambursano dell’IdV (oggi migrato nel gruppo misto) insieme ad una quindicina di deputati del suo partito e non solo, presentava un disegno di legge costituzionale in materia di debito pubblico; provvedimento che poi è stato ribattezzato “Introduzione del principio del pareggio di bilancio nella Carta costituzionale”.
Qualcuno ne ha sentito parlare? No? Tranquilli, non c’è problema: lo vuole l’Europa.
Ma poi, figuriamoci se una modifica costituzionale proposta dall’opposizione (tale era l’anno scorso) riesce a passare in un Parlamento che è completamente succube del governo Berlusconi. Invece il 30 novembre 2011, dopo aver raccolto strada facendo qualche altra proposta sul tema, tra cui risaltano le firme di Antonio Martino (PdL), Linda Lanzillotta (ApI) e Pierluigi Bersani (PD), il disegno di legge viene approvato. Sarà che a quel punto non c’era più Berlusconi a palazzo Chigi, sarà che lo vuole l’Europa, ma la proposta viene approvata senza voti contrari. Sì, avete capito bene: 464 voti favorevoli, undici astenuti e zero contrari.
Io sono prevenuto e ho il difetto di pensare sempre male, ma quando vedo cose come questa mi preoccupo; soprattutto perché non stanno disquisendo del colore dei ciclamini; stanno modificando la Costituzione.

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Mi chiamo Angelica
Inviato da ilBuonPeppe il 25/3/2012 (411 letture)
Buoni e cattivi

Mi chiamo Angelica, o almeno così mi chiamavo. Sono un piede. Un piede femmina. Sono quello che resta di un soldato, o di una soldatessa, come qualcuno preferisce dire.
Non so bene quello che è successo; camminavo su una strada polverosa, e improvvisamente non ho capito più niente. Poi qualcuno mi ha raccolto, insieme agli altri resti di Angelica, e mi ha messo in una cassa. E da lì, forse per un banale incidente, sono caduta fuori.
La fortuna di essere un piede è che puoi camminare, così ora me ne vado in giro da sola. E non mi piace quel che vedo. E ancora meno mi piace quel che sento.

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Quando le Poste consegnavano la posta...
Inviato da ilBuonPeppe il 12/3/2012 (328 letture)
Fatti e misfatti

C'era una volta un ente pubblico che aveva due compiti importanti, due funzioni che gli davano anche il nome: Poste e Telegrafi.
Poi il tempo e l'innovazione hanno prodotto gli inevitabili cambiamenti. Il telegrafo è sparito e il suo posto è stato preso dal telefono, la cui competenza però è passata in altre mani. Rimaneva così il servizio postale che, evidentemente, deve essere sembrata ben poca cosa agli amministratori degli ultimi anni. Tanto che le Poste si sono messe a fare la banca, l'assicurazione, l'operatore di telefonia, il venditore di libri e CD, il consulente finanziario e chi più ne ha più ne metta.

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