Re: Tutto succede perché me ne frego

Autore: Anonimo  Data di invio: 2/2/2009 15:05:18

Viviamo in una società virtuale, mediatica ed iperreale. I mezzi di informazione ci presentano, o tentano di presentarci, ogni giorno una manipolazione, se non una “simulazione”, della realtà, una virtualità sconnessa da ciò che è reale.
Ma la maggior parte di noi moderni occidentali preferisce questa “simulazione” alla “realtà effettiva”. E’ più facile, è più comodo. Pensare induce la ragione a porre delle domande e le domande, in particolare quelle scomode, necessitano di risposte che il pensiero preconfezionato ti porge già su di un piato d’argento, senza la fatica del ragionamento. L’invincibile quiete dell’ozio.
C’è un impegno continuo a non destar il pensiero dormiente, a (di)mostrare la “cronaca” reale attraverso la “finzione”; provare le verità attraverso gli scandali; provare la legge attraverso la trasgressione; provare il lavoro attraverso lo sciopero; provare il sistema attraverso la crisi; ...
Questa iperrealtà ci viene spacciata come realtà, anche se ovviamente è filtrata attraverso gli interessi di chi, di volta in volta e di caso in caso, ci mostra questo o quel materiale.
Uno degli aspetti più evidenti dell'iperrealtà sono i giganteschi centri commerciali, nei quali andare a fare compere diventa un evento in sè e non è più direttamente correlato all'acquisizione di cose che realmente ci servono. Si fa shopping solo per aver qualcosa da fare. Si comprano cose di cui non si ha realmente bisogno, che in certo senso loro stesse ci hanno trovato attraverso l'esperienza dello shopping, la pubblicità e il marketing.
Dicendoci cosa è di moda e cosa no, cosa è nuovo e cosa obsoleto, cosa è giusto e cosa è sbagliato, cosa pensare e cosa dire, i governi, le aziende, i media, ci impongono cosa fare e cosa essere.
Questa è ovviamente una simulazione della libertà di scelta: possiamo scegliere qualunque cosa dal menù, ma non possiamo creare noi il menù.
Qui si discute di un nuovo tipo di nichilismo, non così semplice come il classico "Dio è morto", ma di un nichilismo moderno, basato sull'inerente "sparizione" delle cose, dei fatti, delle persone, delle loro idee. Un pericolosissimo neo-totalitarismo.
Perciò non solo il significato ma anche l'apparenza delle cose è messa in discussione. Il risultato è la generale e completa indifferenza presente tra le masse, anche tra chi si proclama "religioso".
Questo è il risultato della simulazione: la TV distrugge il significato delle cose, ad esempio, rovescia e simula la realtà. Osservate la costante popolarità dei "reality show": non siamo più noi a vedere la TV, è lei che vede noi.
Molti di noi si sentono così come le comparse, le vallette, le pupe ed i secchioni, i tronisti e le corteggiatrici, gli amici-nemici, tutti con il proprio x-factor, tutti accomunati dall’unico desiderio apparire per almeno cinque minuti sulla spiaggia di questa grande isola dei famosi. La maggioranza delle persone è così perfettamente soddisfatta di esistere in questo sistema politico, economico e mass-mediologo che non ha significato al di là del proprio fine.
La politica, in particolare, usa la gente per qualunque fine si prefigga; interessi esterni influenzano e controllano il governo che è al momento al potere; le corporazioni e i governi invadono la nostra vita privata, ci controllano e manipolano i nostri consumi, come schiavi nati in catene, in una prigione che non ha sbarre, che non ha mura, che non ha odore, una prigione per la nostra mente.

Morpheus: Immagino che in questo momento ti sentirai un po' come Alice che ruzzola nella tana del Bianconiglio.
Neo: L'esempio calza.
Morpheus: Lo leggo nei tuoi occhi: hai lo sguardo di un uomo che accetta quello che vede solo perché aspetta di risvegliarsi. E curiosamente non sei lontano dalla verità. Tu credi nel destino, Neo?
Neo: No.
Morpheus: Perché no?
Neo: Perché non piace l'idea di non poter gestire la mia vita.
Morpheus: Capisco perfettamente ciò che intendi. Adesso ti dico perché sei qui. Sei qui perché intuisci qualcosa che non riesci a spiegarti. Senti solo che c'è. È tutta la vita che hai la sensazione che ci sia qualcosa che non quadra nel mondo. Non sai bene di che si tratta, ma l'avverti. È un chiodo fisso nel cervello, da diventarci matto. È questa sensazione che ti ha portato da me. Tu sai di cosa sto parlando...
Neo: Di Matrix.
Morpheus: Ti interessa sapere di che si tratta, che cos'è? Matrix è ovunque, è intorno a noi, anche adesso nella stanza in cui siamo. È quello che vedi quando ti affacci alla finestra o quando accendi il televisore. L'avverti quando vai al lavoro, quando vai in chiesa, quando paghi le tasse. È il mondo che ti è stato messo dinanzi agli occhi, per nasconderti la verità.
Neo: Quale verità?
Morpheus: Che tu sei uno schiavo. Come tutti gli altri sei nato in catene, sei nato in una prigione che non ha sbarre, che non ha mura, che non ha odore, una prigione per la tua mente. Nessuno di noi è in grado purtroppo di descrivere Matrix agli altri. Dovrai scoprire con i tuoi occhi che cos'è. È la tua ultima occasione: se rinunci, non ne avrai altre. Pillola azzurra: fine della storia. Domani ti sveglierai in camera tua e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa: resti nel paese delle meraviglie e vedrai quanto è profonda la tana del Bianconiglio. Ti sto offrendo solo la verità, ricordalo. Niente di più.
(....)
Invia commento
Regole per i commenti*
I commenti vengono automaticamente approvati.
Titolo*
Icona del messaggio*
       
Messaggio*
Inserisci Link Email Inserisci immagine dal web Image Manager Xoops Faccine Flash Youtube Link WIKI (Richiede MediaWiki) Codice Citazione

Grassetto Corsivo Sottolineato Barrato  Allineamento a Sinistra Allineamento al Centro Allineamento a Destra  


Premere Anteprima per un'anticipazione del contenuto
Opzioni*
 
 
 
Codice di verifica*

Se l'immagine non è chiara, premere qui per aggiornare.


Inserire le lettere visualizzate nell'immagine
Il codice non è sensibile a Maiuscole/minuscole
Numero massimo di tentativi: 10
 



Login

Menu principale
Rubriche
Cerca nel sito

Ricerca avanzata
Grazie a...