La faccenda di Gustavo Selva (ex-giornalista e senatore di AN) è ormai diventata una barzelletta. Come diceva un grande saggio tempo fa, in Italia niente è serio ma tutto è drammatico. Oppure ridicolo, ma spesso la differenza è minima. E in questo caso infatti non c'è niente di serio, ma molti aspetti sono veramente drammatici, fino a rendere il tutto ridicolo. Appunto.
Che dire di un senatore che si agita come una debuttante perché rischia di non arrivare in tempo da “padron Bush”, e di non potergli presentare il suo libro? Che simula un malore per raggiungere in ambulanza lo studio televisivo e fare la sua comparsata quotidiana sui nostri teleschermi? Che si vanta in diretta della bravata, facendo presente che si tratta di un trucco da giornalista (per cui probabilmente non era neanche la prima volta)? Che dopo le ovvie polemiche, presenta una lettera di dimissioni in cui si lamenta del pessimo servizio del 118? Che poi si rimangia le dimissioni (che vi credevate, che qualcuno in Italia si dimette davvero?) sostenendo di essersi sentito male davvero? E' serio uno così? La domanda può sembrare retorica, ma se la si inquadra correttamente, ecco che viene fuori il primo aspetto drammatico: quest'uomo è un rappresentante del popolo! Uno di quelli che dovrebbero occuparsi del bene comune, degli interessi pubblici, della nostra vita. Non ho parole... solo parolacce.
Ma ci sono altri aspetti drammatici, non meno importanti. Una ambulanza che corre a sirene spiegate per le vie di una città comporta sempre una serie di rischi, per tutti quelli che incrocia. E' andata bene, ma si sono corsi dei rischi inutili, solo per soddisfare i capricci di un prepotente. E' stato utilizzato abusivamente un servizio di emergenza. Qualcuno può dire con certezza che non c'erano emergenze vere, che potevano o dovevano essere soccorse da quel servizio? Qualcuno mi può garantire che nessuno è stato lasciato a piedi dall'ambulanza dirottata verso gli studi televisivi?
E' drammatico, poteva perfino diventare tragico, ma il punto non è questo. Il problema non è Gustavo Selva: lui è solo uno dei tanti, troppi parassiti che vivono sulle nostre spalle, facendo il loro porco comodo e fregandosene allegramente dei problemi delle persone comuni. Solo qualche giorno fa Buttiglione (a proposito di parassiti...), chiedeva che la buvette del Senato si rifornisse di gelati (sì, gelati, sapete quelli che si leccano?), sostenendo che “si tratterebbe di adeguare i servizi del Senato alle esigenze della normale vita quotidiana delle persone”. Ma cosa ne sanno questi ceffi della normale vita quotidiana delle persone? Questi vivono su un altro pianeta, e non contenti di avere tutti i privilegi possibili ed immaginabili, cose che la maggior parte degli esseri umani non riuscirebbe neanche a sognare, si permettono anche di fingersi malati per poter comparire in televisione; fregandosene se magari quella stessa ambulanza poteva salvare una vita.
Lo so, sto diventando moralista, ma che ci posso fare? L'alternativa è far finta di niente, riderci su e dimenticare subito dopo. Cosa che già tanti italiani fanno; tutta gente che sicuramente vive più tranquilla del sottoscritto, che non si arrabbia più di fronte a queste cose, che è convinta che tanto niente cambierà ed è meglio abbandonarsi alla rassegnazione. E che ovviamente approfitta appena può delle occasioni, lecite o meno che siano, di farsi gli affari propri, anche a discapito di altri. Del resto, se si comportano così i rappresentanti del popolo, perché mai il popolo dovrebbe essere diverso?
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