
Un imbecille ha tirato una statuetta in faccia ad un criminale. E allora?
In realtà io non so se l'imbecille sia veramente tale, di sicuro lo è il suo gesto. E non so se è un disturbato mentale come dice qualcuno o se è stato manovrato come dice qualcun altro. E comunque questo non cambia le cose.
Non so se si è trattato di un raptus improvviso dovuto alla quantità inverosimile di puttanate che il criminale era riuscito a dire poco prima, o se è stato il culmine di un periodo di tensione per una situazione non più sopportabile. O se addirittura l'abbia premeditato perché stufo di vederselo sempre davanti ad ogni ora del giorno e della notte con quel sorriso bastardo. Perché neanche questo cambia le cose.
Non lo so e non me ne frega niente del come e del perché. Però alcune cose le so.
So che tutti quelli che contano sono già lì a sbavare messaggi di solidarietà insulsi e ipocriti.
So che il malcapitato imbecille sarà l'occasione per dimostrare che, una volta tanto, la giustizia italiana funziona, veloce e spietata come non mai.
So che ci sono (per ora) oltre ventimila idioti che hanno dichiarato di essere fan dell'imbecille.
So che questo offrirà il pretesto per l'ennesimo provvedimento restrittivo delle nostre libertà.
So che tutta questa storia tornerà a vantaggio del criminale, che per l'ennesima volta potrà presentarsi come una vittima.
E allora io non do la mia solidarietà a nessuno dei due, perché non la meritano; la tengo per tutte le persone che ogni giorno si sacrificano per i propri cari e per il prossimo.
E non auspico “assoluta severità”, perché non si può invocarla solo quando viene colpito qualcuno più uguale degli altri.
E non spenderò un'altra parola per condannare la schiera di servi che sono già all'opera e che ci stracceranno i coglioni per i prossimi giorni, con cretinate che meriterebbero cose ben peggiori di una statuetta in faccia.
All'imbecille, al criminale, a tutti i servi, agli ipocriti solidali, agli idioti contenti: andate tutti affanculo!