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E' emergenza!
Inviato da ilBuonPeppe il 26/7/2008 12:43:32 (527 letture)
Fatti e misfatti

Il 25 luglio 1943, con l'arresto di Mussolini, cadeva il fascismo; un nuovo periodo si apriva per gli italiani, un periodo che inizia in maniera drammatica, ma che è pieno di speranza e di buone intenzioni, e che poi porta alla nascita della democrazia, allo sviluppo economico, al benessere.
Il 25 luglio 2008, con la dichiarazione dello stato d’emergenza su tutto il territorio nazionale per “il persistente ed eccezzionale afflusso di extracomunitari”, cade la democrazia. Quella democrazia faticosamente conquistata, pagata con il sangue di tanti italiani, è ormai un ricordo; scomparsa (che combinazione!) nello stesso giorno in cui erano state costruite le sue premesse.

Ma basta davvero così poco (ammesso che sia “poco”) per dichiarare defunta la democrazia? In fondo lo stato di emergenza per l'immigrazione clandestina era già operativo da tempo, anche se limitato a tre sole regioni. “Dov'è la novità?” chiedono polemicamente dal ministero.
Il fatto è che questo provvedimento non è un fulmine a ciel sereno. Arriva dopo una serie di provvedimenti ben più gravi; arriva a chiudere un ciclo (brevissimo, neanche tre mesi) durante il quale il nuovo governo ha lavorato intensamente per realizzare la sua visione del mondo e dell'Italia; arriva nel momento (guarda caso!) in cui gran parte degli italiani è preoccupata dalle ferie e non ha voglia di chiedersi cosa significhi la parola “emergenza”.

Solo per citare i passaggi più rilevanti che hanno portato a questo, ricordiamo: il decreto che dovrebbe affrontare il problema spazzatura nel napoletano, e che invece di risolverlo crea le premesse per la definitiva devastazione del territorio in barba alle leggi vigenti; il cosiddetto “lodo Alfano” che rende intoccabili quattro persone qualunque porcata abbiano commesso nella loro vita; il “pacchetto sicurezza” che offre l'occasione per militarizzare l'Italia, aumenta pene che non verranno mai comminate, inventa reati che non saranno perseguibili; il decreto legge 112 che avvia il processo di smantellamento della pubblica amministrazione e crea le premesse per la spartizione, a beneficio dei soliti pochi noti, di ciò che rimane di questo disgraziato paese.
La dichiarazione dello stato di emergenza arriva a completare il quadro di uno stato di polizia, uno stato sotto assedio, uno stato che non è capace di operare con la normale legislazione. Il prefetto Mario Morcone spiega a il sole 24 ore che “la misura consente l'esercizio di poteri straordinari, tramite interventi e provvedimenti di natura eccezionale attraverso l'utilizzo di ordinanze di protezione civile, l'adozione di procedure accelerate per la gestione dei nuovi centri di accoglienza nonché interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria in strutture soggette a quotidiano degrado”.
Cioè? Con lo stato di emergenza si può scavalcare qualsiasi legge, qualsiasi vincolo, qualsiasi diritto, perché... c'è l'emergenza. Come la spazzatura di Napoli insegna.

Questo è l'Italia oggi: un paese in guerra, contro gli stranieri, ma anche contro gli italiani (ma solo alcuni), un paese in guerra contro sé stesso.
E non importa se il motivo che giustifica l'emergenza è fasullo; non importa se il numero degli stranieri presenti in Italia è inferiore, in proporzione, a quello di quasi tutti gli altri paesi europei; se gli ingressi in clandestinità (tipicamente quelli via mare, che tanto colpiscono l'opinione pubblica) sono solo una piccola percentuale del totale. Si dice agli italiani che c'è un'emergenza e gli italiani ci credono, perché sentono una campana sola, perché ormai viviamo nell'epoca del pensiero unico.
Poi è meglio non sapere quello che già succede per le strade delle nostre città, in nome dell'emergenza, del pacchetto sicurezza o di chissà cos'altro. L'importante è poter andare al mare.

Chi mi conosce lo sa: non mi sono mai lasciato andare (come in tanti fanno da anni) a proclami che parlano di dittatura, di fine delle libertà civili e cose simili. Li ho sempre trovati eccessivi e poco utili.
Però la situazione è cambiata, ed è cambiata in maniera drammatica: la Costituzione è stata smontata un pezzo alla volta, sempre all'ombra della correttezza formale; i cittadini vengono messi in condizione di non sapere più ciò che succede sulle loro teste; ai grandi poteri economici viene data la possibilità di accaparrarsi quello che dovrebbe essere patrimonio comune. Il tutto sempre in maniera formalmente legale, così che chi protesta possa essere messo a tacere senza tanti problemi.

In Italia un'emergenza c'è davvero: è l'emergenza democratica. La democrazia è stata uccisa da coloro che dovrebbero esserne espressione. L'articolo 1 della Costituzione è stato svuotato del suo significato.
La Costituzione è mota. La democrazia è morta. RIP

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Autore Albero
Anonimo
Inviato: 27/7/2008 13:36  Aggiornato: 27/7/2008 13:36
 Re: E' emergenza!
Concordo pienamente. Le emergenze in Italia sono 2:
- democratica
- economica.

[Alessio]
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