La padella e la brace
Inviato da ilBuonPeppe il 16/4/2008 (1148 letture)
Non credo proprio

Diciamoci alcune banalità. Che avrebbe vinto Berlusconi lo sapevano anche i muri; che avrebbe vinto con questi margini invece no; che l'astensione avrebbe colpito la sinistra era ovvio; che la sinistra sarebbe scomparsa no; che il PD potesse fare un buon risultato era chiaro; che potessero farlo la Lega e IdV non altrettanto.
E, banalità per banalità, la cosa più ovvia del mondo era che gli italiani votano sempre allo stesso modo. Non tutti sono d'accordo con questa affermazione, ma io lo ripeto da tempo, e oggi ne ho avuto l'ennesima conferma.

Si può girarla come si vuole, ma l'analisi del voto non lascia molti dubbi; confrontando i risultati con quelli del 2006, vediamo alcuni aspetti e alcune curiosità che non vengono sbandierate dai giornali. I dati sono presi direttamente dal sito del ministero degli interni.
Si dice che il progetto del PD abbia fallito clamorosamente, e nemmeno ci si sorprende, dal momento che le fusioni tra partiti non hanno quasi mai portato bene al nuovo soggetto; il confronto col 2006 per la camera dei deputati, ci dice però che i voti presi oggi sono solo lo 0,7% in meno di quelli dell'Unione e della Rosa nel pugno sommati insieme. Se poi consideriamo che da quelli del 2006 andrebbero tolti i voti socialisti, la perdita di oggi si riduce ulteriormente. Dove stia il fallimento non lo capisco.
Anche le liste minori dello schieramento di centro-sinistra non hanno subito grandi sussulti, passando complessivamente dal 3,42% al 2,95%. La differenza la fa l'Italia dei valori, che passa dal 2,30% al 4,37%, e il gruppo che ha formato la Sinistra arcobaleno, che crolla dal 10,22% al 3,08%.
Al di là dei numeri nudi e crudi, la differenza vera e sostanziosa è nel risultato: 99 deputati in meno.

Anche sull'altro fronte c'è qualche curiosità.
Sommando per il 2006 i voti di Forza Italia e Alleanza nazionale (più la lista della Mussolini), si ottiene un 36,73%; oggi il PdL ha ottenuto il 37,39%. Una differenza dello 0,56% che da sola non giustificherebbe certo grandi entusiasmi; tanto più se si considera che i voti passano da 14.011.456 a 13.628.865. Quasi 400.000 voti in meno.
Qui a fare la differenza è la Lega che passa dal 4,58% al 8,30%. Le liste minori (tra cui l'UDC che perde circa un punto) restano sostanzialmente stabili, passando dal 8,42% al 8,61%.

Al senato, per la questione dei premi di maggioranza regionali, il discorso è molto più complesso, ma le percentuali globali non si discostano molto da quelle della camera. Quello che cambia è il risultato: a parte i tre senatori siciliani dell'UDC, non c'è spazio per nessun altro al di fuori di PD, PdL e relativi alleati.
Concludendo: l'astensione massiccia non c'è stata (l'aumento è stato solo del 3%), tra le liste alternative nessuna ha avuto risultati significativi, l'invito al “voto utile” più o meno è stato ascoltato. Ma soprattutto, a parte la catastrofe che ha colpito la sinistra arcobaleno, non ci sono state grandi differenze rispetto al passato; le differenze nei risultati sono dovute essenzialmente ai meccanismi della legge elettorale.

Gli italiani hanno continuato a votare i partiti e i politici di sempre, quelli che da almeno quindici anni governano alternativamente l'Italia; quei partiti che sono collegialmente responsabili dello sfacelo di questo paese; quei politici che ci permettono di essere primi in Europa solo per il malaffare dilagante.

Se prendiamo solo i due blocchi principali, quelli del voto utile, e li sommiamo insieme otteniamo un bel 84,36%; se poi ci aggiungiamo gli altri partiti che nel tempo si sono succeduti in vario modo a condividere la responsabilità di guidare l'Italia arriviamo al 96,47%.
Dove voglio arrivare? Al fatto che solo il 3,53% degli italiani vuole cambiare le cose in questo paese; il 3,53% degli italiani è stanco di vedere sempre le stesse facce, di vedere sempre gli stessi disastri, di subire sempre le stesse angherie; il 3,53% degli italiani si è stufato di dover scegliere sempre tra la padella e la brace, gli altri evidentemente tengono meglio la cottura.

Il 3,53% degli italiani si è rotto i coglioni; gli altri no, a loro le cose vanno bene così come sono.

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