| Non lo so e non me ne frega niente |
| Inviato da ilBuonPeppe il 14/12/2009 1:03:28 (158 letture) |
 Un imbecille ha tirato una statuetta in faccia ad un criminale. E allora? In realtà io non so se l'imbecille sia veramente tale, di sicuro lo è il suo gesto. E non so se è un disturbato mentale come dice qualcuno o se è stato manovrato come dice qualcun altro. E comunque questo non cambia le cose. Non so se si è trattato di un raptus improvviso dovuto alla quantità inverosimile di puttanate che il criminale era riuscito a dire poco prima, o se è stato il culmine di un periodo di tensione per una situazione non più sopportabile. O se addirittura l'abbia premeditato perché stufo di vederselo sempre davanti ad ogni ora del giorno e della notte con quel sorriso bastardo. Perché neanche questo cambia le cose. Non lo so e non me ne frega niente del come e del perché. Però alcune cose le so. So che tutti quelli che contano sono già lì a sbavare messaggi di solidarietà insulsi e ipocriti. So che il malcapitato imbecille sarà l'occasione per dimostrare che, una volta tanto, la giustizia italiana funziona, veloce e spietata come non mai. So che ci sono (per ora) oltre ventimila idioti che hanno dichiarato di essere fan dell'imbecille. So che questo offrirà il pretesto per l'ennesimo provvedimento restrittivo delle nostre libertà. So che tutta questa storia tornerà a vantaggio del criminale, che per l'ennesima volta potrà presentarsi come una vittima. E allora io non do la mia solidarietà a nessuno dei due, perché non la meritano; la tengo per tutte le persone che ogni giorno si sacrificano per i propri cari e per il prossimo. E non auspico “assoluta severità”, perché non si può invocarla solo quando viene colpito qualcuno più uguale degli altri. E non spenderò un'altra parola per condannare la schiera di servi che sono già all'opera e che ci stracceranno i coglioni per i prossimi giorni, con cretinate che meriterebbero cose ben peggiori di una statuetta in faccia. All'imbecille, al criminale, a tutti i servi, agli ipocriti solidali, agli idioti contenti: andate tutti affanculo! |
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| Viva Marrazzo |
| Inviato da ilBuonPeppe il 26/10/2009 1:22:32 (236 letture) |
 Piero Marrazzo andava con un trans? Evidentemente ha gusti diversi dai miei; probabilmente ha gusti diversi anche da quelli di una larga maggioranza di persone. E tiene un comportamento che contrasta con la morale cattolica; io non so se lui sia cattolico, ma se anche lo fosse sarebbe un problema che deve spartire esclusivamente con la sua coscienza. Eventualmente col suo confessore. Se avesse rubato o avesse ucciso qualcuno non verrebbe trattato con tanto disprezzo; se poi avesse evaso il fisco verrebbe trattato da eroe, ma questo è un altro discorso. No, lui è andato con un trans, e questo nell'Italia meschina, benpensante e bigotta è imperdonabile. E pensare che a Natalie (il trans) non ha promesso un incarico politico, tanto meno un ministero che è prerogativa altrui; non ha garantito un occhio di riguardo sui suoi affari privati o lo sblocco di una pratica ingolfata nella burocrazia. Piero e Natalie hanno fatto sesso e basta. Ora lui si deve dimettere e scomparire dalla faccia della terra, perché la sua sola presenza è fastidiosa per i tanti, troppi tromboni che vedono sempre e solo la pagliuzza altrui. Che in questa storia lui sia la vittima non interessa nessuno. Quanto ai quattro carabinieri, i veri colpevoli, temo (come è già successo in altri casi) che appena il polverone sarà passato, riprenderanno tranquilli la loro vita e il loro lavoro, magari in una sede diversa. Il delitto paga, e le vittime... abbiamo troppi problemi in questo paese per poterci occupare anche delle vittime. |
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| Significati e conseguenze: lettera aperta a Giorgio Napolitano |
| Inviato da ilBuonPeppe il 3/10/2009 17:42:54 (178 letture) |
 Signor presidente, rispondendo oggi ad un cittadino che le chiedeva di non firmare la legge che contiene lo scudo fiscale, lei ha detto che “non firmare non significa nulla”; e ha proseguito con la manfrina che la Costituzione stabilisce l'obbligo della firma se il Parlamento ripresenta poi la legge così com'era la prima volta. La ringrazio per la lezione di diritto costituzionale, anche se ero già a conoscenza di come funziona la promulgazione delle leggi. Mi permetto invece di farle io una lezioncina di italiano, e spero che lei non si offenda per questo. “Non significa nulla” si dice di qualcosa che non ha significato, è vuoto di contenuti, non rappresenta un'idea o una posizione precisa. Il non apporre la firma su una legge invece un significato ce l'ha, e molto preciso: vuol dire che non si condivide ciò che la legge prescrive o, per quanto riguarda il suo ambito di competenza, che quella legge non è conforme alla Costituzione. Quindi tanto l'atto di firmare una legge quanto quello di non firmarla hanno un significato ben preciso: sancire o meno la sua conformità con la Costituzione. Diverso sarebbe stato se lei avesse detto che “non firmare non avrebbe conseguenze”, proprio perché con ogni probabilità il Parlamento l'avrebbe nuovamente approvata tale e quale, e lei non si sarebbe potuto esimere dal mettere la firma. “Conseguenza” ha un significato diverso da “significato”, se mi perdona il bisticcio di parole. Sul fatto che negare la sua firma non avrebbe conseguenze sono d'accordo, che non abbia un significato invece no; anzi, di significato ne avrebbe molto, perché manderebbe ai cittadini un messaggio molto chiaro e potrebbe essere di stimolo per tutti ad interessarsi maggiormente alla vita pubblica. Proprio la scarsa partecipazione dei cittadini alla vita pubblica è causa della drammatica situazione in cui versa oggi l'Italia, e il suo comportamento, così benevolo nei confronti di provvedimenti che mi limito per decenza a definire vergognosi, non aiuta certo ad invertire questa tendenza. La rassegnazione signor presidente è una gran brutta cosa e non produce mai nulla di buono; avere un esempio dall'alto sarebbe di grande aiuto per tutti, uno stimolo forte per migliorare questo paese. C'è bisogno che qualcuno dia questo esempio. ------------- Lettera inviata mediante il servizio di posta disponibile in questa pagina. |
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| Assenti ingiustificati: Brunettaaaaaa! |
| Inviato da ilBuonPeppe il 2/10/2009 17:50:18 (147 letture) |
 Sarò telegrafico, che tante parole non servono. Qualche giorno fa alla Camera dei deputati si è votata la pregiudiziale di incostituzionalità, presentata dalle opposizioni (parole grosse!), sulla legge che (re)introduce lo scudo fiscale; grazie ai 58 assenti tra i banchi dell'opposizione, la pregiudiziale è stata bocciata e l'iter è proseguito senza altri intoppi. Se fossero stati presenti in aula, cioè se avessero fatto il loro dovere, il risultato sarebbe stato opposto e la legge non avrebbe potuto essere discussa. Ma magari pretendere che fossero in aula a votare una proposta fatta da loro stessi, era troppo per lor signori. Oggi c'era il voto finale (grazie alla fiducia si procede a tappe forzate) su questo obbrobrio chiamato legge. Risultato: approvata con venti voti di scarto. Assenti nell'opposizione: ventinove. Fate voi i conti. Dov'è Brunetta, il Savonarola del 2000? Perché non licenzia questi assenteisti? |
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| Potere assoluto |
| Inviato da ilBuonPeppe il 25/9/2009 18:27:39 (162 letture) |
 Credo che l'Italia sia l'unico paese al mondo ad avere un ministro per la semplificazione; non che non ce ne sia bisogno (della semplificazione, non del ministro), ma è roba da sganasciarsi dalle risate. Se non fosse tragico. Poi però quando nel testo di una legge leggo che “L'articolo 4 del decreto legislativo luogotenenziale 14 settembre 1944, n. 288, è abrogato“ mi si risolleva lo spirito. Millenovecentoquarantaquattro? Luogotenenziale? Nel 2009 abbiamo ancora norme scritte da un luogotenente durante la guerra? Roba da sganasciarsi dalle risate. Se non fosse tragico (l'ho già detto?). Evviva allora: il D.L. 200 del 22/12/2008 ne aveva cancellate circa 29.000 di norme vecchie e non più utili, tra cui quella del luogotenente di cui sopra. Semplifichiamo! |
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| Il microscopio maledetto |
| Inviato da redazione il 4/9/2009 1:10:38 (161 letture) |
 Pubblico un articolo, con annessa intervista, dell'ottimo Claudio Messora su un argomento che mi sta particolarmente a cuore. A questo indirizzo trovi l'intervista.
I ricercatori acquistano fama e accumulano ricchezze. All'estero! In Italia, più che farsi una fama, fanno la fame. Perlomeno quelli che fanno di testa loro, come accade nell'informazione: va tutto bene, ma devi scrivere quello che ti dico io. Cos'hanno in comune Giampaolo Giuliani, Stefano Montanari e la moglie Antonietta Morena Gatti? Fanno di testa loro. Fanno bene? Fanno male? Non ne ho la più pallida idea: io sono solo un umile informatore. E faccio di testa mia. Nel 2006 la rete comprò un microscopio elettronico a scansione ambientale a due ricercatori di Modena che pestavano piedi a destra e a manca. Avevano la mania di individuare nanoparticelle negli alimenti più comuni, rimasugli di processi industriali o frutto di contaminazioni ambientali. Stilavano elenchi, facevano nomi e cognomi, marche e prodotti, con i quali Beppe Grillo ci terrorizzava nei suoi spettacoli. Ricordo ancora quando mi accorsi con orrore che nella lista - a dire il vero non esaustiva - dei cibi a nanovalore aggiunto c'erano anche la macine. Fu allora che capii che non avrei più potuto passare sotto a un metal detector. Oggi mi accorgo con sollievo che non erano quelle del Mulino Bianco. |
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| Domandare è lecito, rispondere è cortesia |
| Inviato da ilBuonPeppe il 28/8/2009 18:58:57 (347 letture) |
 Non so a voi, ma a me i genitori hanno insegnato che l'educazione è fondamentale in qualsiasi situazione; e che non rispondere ad una domanda è cattiva educazione. Il buon senso dovrebbe poi dirci che è sempre lecito fare domande. Già... il buon senso... qualcuno l'ha visto in giro? Beh, il nostro capo del governo ci ha fatto notare che le nostre idee in fatto di educazione e di liceità sono completamente sbagliate. Alcuni mesi fa, sull'onda della storia di Noemi e delle mignotte che frequenterebbero Sua Bassezza, il quotidiano Repubblica ha pubblicato dieci domande per le quali l'utilizzatore finale (secondo la definizione del suo avvocato) dovrebbe fornire una risposta. Domande puntualmente cadute nel vuoto, dal momento che nessuna risposta è arrivata; evidentemente l'educazione di questo signore è diversa dalla mia. Sinceramente non so se devo compiacermene. Oggi è stata diffusa la notizia che Repubblica è stata citata in giudizio, oltre che per altri articoli, perché quelle domande sono diffamatorie. La cosa è talmente ridicola che non merita commento. Quello che va invece sottolineato è il paradosso di un uomo (chiedo scusa agli uomini per il paragone) alla guida di un paese presunto democratico, che ritiene illecite le domande fino a considerarle un reato. Mi viene da vomitare, ma... in fondo è colpa nostra. |
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| Un libro per non fanatici |
| Inviato da ilBuonPeppe il 11/8/2009 17:00:50 (116 letture) |
 Estate, tempo di svaghi e di letture leggere. Ma siccome a me piace andare controcorrente, penso poco agli svaghi, e alle letture leggere preferisco quelle che mia moglie definisce “mattoni”. Così mi ritrovo per le mani, senza averlo cercato – ma forse è lui che ha cercato me, “L'anima e il suo destino” di Vito Mancuso; un libro di un paio di anni fa di cui avevo sentito parlare. E benché non sia particolarmente interessato alla teologia, e ancor meno alle questioni dottrinali, comincio a leggerlo. Lo leggo e mi sorprendo subito, per almeno due motivi. Nonostante Mancuso sia un teologo cattolico, non si arrocca sulle sue convinzioni, anzi le mette in discussione accettando (almeno così sembra) il rischio di trovarle errate; uno sforzo sicuramente encomiabile e purtroppo non così diffuso. L'altro aspetto che mi colpisce positivamente è la semplicità del discorso: io non ho una formazione umanistica e sono quasi privo di conoscenze di teologia, filosofia e altre discipline invece necessarie per affrontare adeguatamente l'argomento. Ma Mancuso non dà niente per scontato e si fa leggere anche da me. Che dire? Grazie. |
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| La sicurezza... di aver fatto un casino |
| Inviato da ilBuonPeppe il 18/7/2009 1:07:03 (296 letture) |
 Lo dico sempre: basta leggere. Non c'è bisogno di lambiccarsi il cervello, immaginare oscuri scenari, chiedersi se sia vero, se ci sono secondi fini, se c'è qualcosa di nascosto. Si recupera la fonte originale e si legge. E molto spesso si scoprono cose ben più grosse di quelle che si sarebbero potute immaginare facendosi le seghe mentali. Si legge e si scopre la verità. Che bisogno c'è di credere a Tizio o a Caio, quando la verità è lì a disposizione di tutti? Così sono andato a cercare la lettera che Napolitano ha scritto al governo a proposito della nuova normativa sulla sicurezza approvata dal Senato in via definitiva il 2 luglio scorso. E dove li trovo i documenti originali? Semplice: la legge sul sito del Parlamento, la lettera sul sito del Quirinale. E leggo. |
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