Una mamma… tosta

Dichiarazione di Julia Ward Howe, in occasione della festa della mamma del 1870

Alzatevi, dunque, donne di questo giorno. Si alzino tutte le donne che hanno cuore, sia che abbiano avuto un battesimo d’acqua, sia che abbiano avuto un battesimo di paura. Dite con fermezza: Non permetteremo che le grandi questioni siano decise da forze estranee dalla nostra volontà. I nostri mariti non torneranno da noi con addosso la puzza del massacro, per ricevere carezze e applausi. I nostri figli non ci verranno sottratti affinché disimparino quello che noi siamo state in grado di insegnare loro sulla carità, la pietà e la pazienza. Noi donne di qui proviamo troppa tenerezza per le donne di un qualsiasi altro paese per permettere che i nostri figli siano addestrati a ferire i loro. Dal seno di una terra devastata una voce si unisce alla nostra. Dice: Disarmo! Disarmo!. La spada dell’assassinio non è la bilancia della giustizia. Il sangue non lava il disonore né la violenza indica possesso. Poiché, gli uomini hanno spesso abbandonato l’aratro e l’incudine alle prime avvisaglie di guerra, che le donne ora lascino a casa tutto ciò che può essere lasciato e si uniscano per una giornata nella quale si discuta insieme.

Si incontrino dapprima, le donne tra loro, per riflettere sul dolore e la devastazione della guerra e commemorare i morti. Si uniscano poi agli uomini in un comune consiglio per trovare i mezzi con cui la grande famiglia umana possa vivere in pace, e ognuna porti nel tempo che mette a

disposizione la sacra impronta, non di Cesare, ma del suo dio. In nome delle donne e dell’umanità io chiedo seriamente che un congresso generale delle donne, senza limiti di nazionalità, venga indetto nel luogo più conveniente e nel più breve tempo possibile, per promuovere l’alleanza di differenti nazionalità, la risoluzione delle questioni internazionali, il grande e generale interesse della pace.

——————————————

Arise then…women of this day!

Arise, all women who have hearts!

Whether your baptism be of water or of tears!

Say firmly:

“We will not have questions answered by irrelevant agencies,

Our husbands will not come to us, reeking with carnage,

For caresses and applause.

Our sons shall not be taken from us to unlearn

All that we have been able to teach them of charity, mercy and patience.

We, the women of one country,

Will be too tender of those of another country

To allow our sons to be trained to injure theirs.”

 

From the voice of a devastated Earth a voice goes up with

Our own. It says: “Disarm! Disarm!

The sword of murder is not the balance of justice.”

Blood does not wipe our dishonor,

Nor violence indicate possession.

As men have often forsaken the plough and the anvil

At the summons of war,

Let women now leave all that may be left of home

For a great and earnest day of counsel.

Let them meet first, as women, to bewail and commemorate the dead.

Let them solemnly take counsel with each other as to the means

Whereby the great human family can live in peace…

Each bearing after his own time the sacred impress, not of Caesar,

But of God –

In the name of womanhood and humanity, I earnestly ask

That a general congress of women without limit of nationality,

May be appointed and held at someplace deemed most convenient

And the earliest period consistent with its objects,

To promote the alliance of the different nationalities,

The amicable settlement of international questions,

The great and general interests of peace.

I commenti sono chiusi