Un voto (davvero) utile

In primavera (anzi, si dice il 4 marzo) si vota per il rinnovo del Parlamento. Per quanto mi riguarda la questione si risolve in modo estremamente semplice, motivo per cui posso dire fin d’ora quali sono i miei criteri di scelta.

Questa volta non voterò in base ad ideali, princìpi o modelli sociali di qualche tipo; né voterò in base al complesso delle proposte che avanzeranno i vari partiti; e non mi preoccuperò dei loro candidati, della loro coerenza, delle loro fedine penali. No, questa volta darò un voto utile. Non un voto utile come ci è sempre stato chiesto, cioè utile a lor signori. Darò un voto utile a me. A me e, incidentalmente, a gran parte degli italiani. E lo darò rispetto ad un solo parametro.

Darò il mio voto a quel partito che si impegnerà a liberare l’Italia dalla gabbia dell’Unione Europea, cosa che passa inevitabilmente e prioritariamente per l’abbandono dell’Euro e dei vincoli di Maastricht.

Perché? Che l’Unione Europea sia una gabbia nella quale è impossibile fare una qualsiasi politica a favore degli interessi italiani non penso ci sia bisogno di spiegarlo. Chi ancora oggi non lo ha capito appartiene ad almeno una di queste categorie: stupidi, disonesti, disinteressati. Posto che per le prime due categorie qualsiasi tentativo è evidentemente privo di senso, anche per chi non è interessato l’impegno si rivela inutile: che sia per semplice ignavia o perché presi da problemi contingenti molto più gravi (e mi dispiace per loro) o perché comunque le cose gli vanno bene così, non c’è nulla che si possa fare se non sono loro stessi a decidere che vogliono capire.

Del resto del programma, delle altre proposte, dei candidati che sceglieranno, non mi interessa niente. La scelta di essere liberi è prioritaria, il resto viene dopo, per cui sono pronto a votare il diavolo in persona se si prende questo impegno. Del resto, quando la casa brucia è abbastanza stupido chiedere i documenti a chi porta l’acqua.

Poi, quando ci saremo scrollati di dosso questa maledizione, potremo parlare di altri argomenti; magari dovremo liberarci anche di chi nel frattempo ci ha liberato dalla UE perché di loro non condividiamo nulla. Pazienza. A quel punto potremo confrontarci sulle tante scelte da fare,  e ci affideremo a chi meglio potrà realizzarle, come dovrebbe sempre essere un normale confronto politico. Ma non ha senso oggi parlare di cose su cui in realtà non è possibile fare alcuna scelta, se non quella di accettare supinamente gli ordini che arrivano dall’estero. A proposito, proprio in questi giorni da Bruxelles è arrivata la notizia che le valutazioni della UE sulla legge finanziaria in corso di approvazione saranno comunicate… dopo le elezioni. Serve altro per capire cosa ci aspetta?

E’ ovvio che stiamo parlando di promesse elettorali, merce facilmente deperibile. Chi ci garantisce che poi alle promesse seguiranno i fatti? Chiaramente nessuno, ma questo succede comunque in qualsiasi elezione: o si accetta il rischio di essere presi in giro oppure si rimane a casa e si lascia che gli altri decidano per la nostra vita.

Se poi (improbabile, ma non si sa mai) ci sarà più d’uno che promette l’uscita dalla UE, allora sceglierò quello che mi dà maggiori garanzie di riuscita. Non quello più simpatico, più onesto, con il programma migliore o con le idee più simili alle mie; no, voto per chi può farcela. Lo ripeto: è un voto utile, quindi ha uno scopo ben preciso e quello scopo va raggiunto. A qualsiasi costo.

One thought on “Un voto (davvero) utile

  1. Totalmente d’accordo, ma il punto è se ci sarà una singola lista che proporrà in modo univoco ed esplicito questa scelta.
    Al momento, la cosa non appare per niente scontata e così tutti i miei sforzi si concentrano nello spingere con le mie modestissime forze per assicurare agli Italiani questa opzione elettorale.
    Se la cosa riuscisse, ti chiederò di collaborare come puoi a questa lista.
    A presto.

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