Santi, poeti, navigatori… e ipocondriaci

La paura funziona. Lo sanno bene i terroristi. E lo sanno anche i governi e i loro mandanti che troppo spesso li imitano anziché combatterli. Per paura si può fare, o non fare, qualsiasi cosa; la razionalità viene messa da parte. Ma, soprattutto, la paura spinge a cercare un rifugio, un sostegno, qualcosa a cui aggrapparsi. E chi meglio della pubblica autorità può rappresentare questo rifugio? Che possa essere la stessa responsabile di quella paura, poco importa.

La paura funziona. E funziona tanto meglio quanto più il pericolo è invisibile; perché non c’è nulla come l’ignoto che sia capace di accendere i nostri incubi peggiori. Che derivi da un pericolo reale o immaginario non ha importanza: le emozioni muovono i nostri istinti primordiali, e quando si scatenano non c’è ragionamento che tenga.

La paura funziona. Chi detiene il potere ha, da sempre, due obiettivi fondamentali: aumentare la ricchezza (la propria, ovviamente) e rafforzare il controllo sociale. E la paura, costruita e gestita scientificamente, è uno strumento formidabile per rabbonire e distrarre le persone mentre si realizzano i propri obiettivi.

La paura funziona. E non potevano lasciarsi sfuggire l’occasione di un virus nuovo per mettere in campo il più grande esperimento sociale mai tentato. Non importa se sia naturale o artificiale, se sia più o meno letale degli altri, se sia curabile o no. Non importa se l’emergenza (quella vera) è finita da tre mesi. L’importante è mantenere alta la tensione, e grazie a questo applicare una serie di ricette che aspettavano da tempo.

La paura funziona. E se puoi imporre le norme, se i media ti seguono come un cagnolino scodinzolante, puoi realizzare ciò che vuoi, anche se con il virus non c’entra nulla. La confusione, creata appositamente, fa da amplificatore alla paura, e le persone sono disponibili a qualsiasi rinuncia, magari superando volontariamente anche le imposizioni più assurde.

La paura funziona. Chi è in condizioni di capirlo, lo ha già fatto. Con gli altri non vale nemmeno la pena di parlare: ci si rovina il fegato e si creano inimicizie. E si fa il gioco del nemico, che ci vuole divisi oltre che impauriti. Si devono invece mantenere i rapporti e i nervi saldi: questo è il momento di riempire i granai, in tutti i sensi.

La paura funziona. Non so se l’efficacia della paura come strumento di governo abbia una durata più o meno lunga, ma è sicuramente limitata. Finirà, e quando questo avverrà ci sarà da fare un bel po’ di conti. E non sarà semplice né indolore; tutto dipenderà da cosa abbiamo messo nei granai.

La paura funziona. Ma si combatte e si vince; come tutte le paure che hanno interessato il genere umano, anche questa verrà superata. I danni fatti dalla paura, come succede spesso, supereranno quelli fatti dal virus.

Ricostruiremo. Lo abbiamo già fatto.

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