Requiem

Costituzione della Repubblica italiana, articolo 32, secondo comma: “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.
C’è bisogno di aggiungere altro? Evidentemente sì. Purtroppo.
C’è bisogno di parlarne perché la nostra Costituzione, dopo quasi sessant’anni, è ancora in parte inapplicata; e questo fa di noi un popolo la cui civiltà è tutta da dimostrare. Piergiorgio Welby è stato sfortunato; una malattia non si augura a nessuno, ma una malattia come la sua ti lascia veramente senza parole.
Piergiorgio Welby è stato doppiamente sfortunato; una malattia come la sua in un paese come il nostro può trasformarsi nella più devastante disgrazia che essere umano possa immaginare.
Piergiorgio Welby è stato condannato a vivere.

Poco importa se la legge fondamentale dello stato prevede espressamente che il trattamento sanitario non possa essere obbligatorio; non fa nulla se le normative europee dicono esattamente la stessa cosa; chi se ne frega se anche il codice deontologico dei medici ribadisce lo stesso principio.
Piergiorgio ha chiesto che vengano interrotte le cure che gli vengono praticate: lui ha chiesto una cosa che tutte le leggi prevedono e, a parole, garantiscono. Lo farebbe da solo, ma non può.
Le persone e le istituzioni che queste leggi dovrebbero applicare, e che di queste leggi dovrebbero essere garanti, hanno detto a Piergiorgio: “Non ce ne frega niente”.

Piergiorgio non può esaudire il suo ultimo desiderio, perché non ci sono medici con le palle capaci di fare una cosa semplicissima: applicare la legge.
Piergiorgio è condannato ad una pena esemplare, senza aver commesso alcunché, perché nessun giudice ha le palle per far rispettare la legge.

Il Parlamento italiano ha appena inserito il reato di tortura nel codice penale. A che cosa serve se poi un uomo viene torturato in questo modo, proprio nel nostro “civilissimo” paese?
In Cina ai condannati a morte si spara un colpo alla testa, e in un attimo è tutto finito; non c’è che dire, i cinesi sono molto più umani e caritatevoli di noi.

Piergiorgio morirà, questo è ovvio, ma lo farà nel modo peggiore possibile, per lui e per i suoi cari: lentamente, con sofferenza, e con la certezza di essere stato abbandonato proprio da coloro che dovevano tutelare il rispetto della persona umana.

Addio Piergiorgio, decisamente non è un buon Natale.

P.S. Piergiorgio è morto.
Strano paese questo in cui ci vuole più coraggio a rispettare la legge che a violarla, in cui si rischia la galera per aver applicato una norma costituzionale.
Mario Riccio ha commesso il più grave dei crimini: ha rispettato la legge, e questo in Italia è imperdonabile.
Strano paese questo in cui rispettare la legge è un atto di eroismo…

A Piergiorgio
grazie per aver scelto la strada più difficile
grazie per aver avviato un dibattito su un tema così scomodo
grazie per aver dimostrato a tutti cosa significa la parola “dignità”
grazie per averci costretto ad interrogare la nostra coscienza
grazie Piergiorgio

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