Prima li ammazzano poi ci chiedono di stare in silenzio

Ricevo dalla prefettura questa comunicazione:
In relazione a quanto indicato nella nota del sig. Prefetto di Macerata in data odierna, si comunica che il minuto di silenzio da osservare nella giornata del 20 maggio 2010 dovrà essere in concomitanza della cerimonia funebre dei militari italiani.
Il Ministero della Difesa non ha ancora comunicato l’orario di svolgimento della cerimonia. Sarà cura di questa Prefettura inviare tale notizia all’esito delle disposizioni del Cerimoniale dello stesso Ministero della Difesa che, in ogni caso, saranno rese note anche agli organi di stampa.

Non ci sto. Non è col silenzio che dimostriamo rispetto per due persone morte in questo modo; se vogliamo partecipare responsabilmente al dolore di questo momento la denuncia è lo strumento adatto.
Da oltre otto anni in Afghanistan viene perpetrato un crimine che genera una quantità di vittime impressionante, un crimine che si chiama “guerra“. Una guerra in cui i governi italiani hanno scelto consapevolmente, in barba alla Costituzione e al diritto dei popoli all’autodeterminazione, prima di entrare e poi di rimanere; salvo poi strapparsi le vesti quando un soldato muore.

Il silenzio non è rispettoso né rispettabile, il silenzio è mafioso. Io denuncio.

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