Potere ai ragionieri!

Leggo dal comunicato del governo: “Il consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’economia e delle finanze, ha approvato misure urgenti per l’incremento della dotazione patrimoniale della Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. (MPS) in attuazione della dichiarazione dei capi di stato o di governo dell’UE del 26 ottobre 2011 sulle misure di rafforzamento del settore bancario.

Per farla breve, MPS non rientra nei parametri stabiliti a livello europeo per gli istituti di credito; in altre parole MPS non riesce ad essere una banca. Non lo dico io, lo dice l’Europa, lo dicono i mercati, dal momento che istituzioni europee ed operatori del sistema bancario europeo hanno stabilito di comune accordo questi parametri per dare stabilità all’intero sistema.

Cosa dovrebbe fare a questo punto il governo dei tecnici? Un governo ligio ai voleri dell’Europa, sposato con i principi dell’economia liberista, fautore del rigore e del merito? Dovrebbe fare una cosa tanto semplice quanto coerente con questi principi: mettere in liquidazione MPS.

Vuoi fare la banca? Queste sono le regole. Non ci riesci? Chiudi. E’ il mercato bellezza.

Invece no.

Poiché “il fabbisogno patrimoniale da colmare stimato dalla banca MPS per raggiungere, entro le scadenze previste dall’EBA, il livello target di Core Tier 1 al 9%, comprensivo del buffer per rischio sovrano, rientrerebbe in un range tra 1,3 e 1,7 miliardi”, il governo ha deciso di fornire il necessario fino ad un massimo di due miliardi. Già che ci mettiamo le mani è meglio abbondare, non facciamo i pidocchiosi, che tanto ce n’è per tutti. Il tutto grazie ad uno dei tanti regali lasciati in eredità dal governo precedente: i famigerati “Tremonti bond”.

Due miliarducci che si vanno ad aggiungere a quelli (1,9 per la precisione) già emessi nel 2009, portando così il totale a 3,9 miliardi.

Ricapitolando…

Nel 2009 MPS si trova con le pezze al culo e chiede aiuto a Pantalone, cioè il governo, cioè lo stato, cioè noi. Noi, siccome siamo generosi, gli molliamo quasi due miliardi che tenevamo lì inutilizzati, così almeno servono a tirare questi poveri ragazzi fuori dai guai. In tre anni i vertici di MPS si danno molto da fare, mettono in campo strategie nuove per consolidare la loro banca e per rilanciarne l’attività. I risultati sono di tale portata che oggi alzano nuovamente bandiera bianca e il governo, cioè lo stato, cioè noi, cacciamo altri due miliardi per aiutarli.

Qualcosa mi dice che nel 2015 gli dovremo dare altri due miliardi, ma se siamo fortunati arrivano prima i Maya.

Certo, parlare quando non si devono prendere decisioni di questa portata è sempre facile, tanto sono sempre gli altri che si scottano. Però…

Io però, che non sono professore ma solo ragioniere, volo basso, e se un professore si può permettere una certa approssimazione, un ragioniere i conti li deve far quadrare al centesimo. Sempre. Così mi vado a guardare i numeri.

E dai numeri scopro due cose. Scopro che MPS ha in circolazione 11.681.539.706 azioni a fronte di un capitale sociale pari a 7.484.508.171,08 euro. Non è un’informazione segreta, sta scritto sul loro sito web.

Informazione ancora più pubblica di questa è la quotazione di queste azioni, fissata, alla chiusura del 27/06, ad un valore di 0,1916 euro per azione. Moltiplicando il numero delle azioni per il loro valore unitario si ottiene la cifra di 2.238.183.007,67 euro, quello che i tecnici chiamano capitalizzazione di borsa.

Detto in parole più semplici, oggi MPS vale 2,2 miliardi, neanche il 30% del suo capitale sociale. E noi dovremmo prestare altri due miliardi, oltre ai due già erogati, ad una società che in tutto ne vale 2,2? Per una banca che, evidentemente, non riesce a sopravvivere senza aiuti pubblici?

Cosa farebbe un ragioniere? Semplice. 1,9 miliardi te li ho già dati, ci metto sopra altri 338 milioni e mi prendo tutta la baracca senza neanche fare lo strozzino: pago il prezzo di mercato. Poi deciderò cosa farci, ma intanto la smetto di buttare soldi in una fornace.

Inoltre posso togliermi la soddisfazione di dire anche io: “abbiamo una banca”.

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