Panem et circenses

Filippo Raciti è morto. Mentre faceva il suo dovere, il poliziotto; era allo stadio di Catania per impedire, insieme ad altri 1500 suoi colleghi, che qualcuno si facesse male. Lo hanno ammazzato infilandogli una bomba nell’auto. Così l’ennesima giornata di sport si è trasformata in una guerra con morti e feriti.
Subito, come di consueto, si è messo in moto il teatrino delle anime belle: allenatori, politici, presidenti, calciatori, rappresentanti vari ed eventuali, a dire in coro che non si può andare avanti così, che bisogna cambiare, che questo non è più sport, eccetera eccetera.
IPOCRITI !!! Il calcio non è uno sport da molto tempo, e se qualcuno non se ne fosse ancora accorto, è perlomeno un ingenuo. Il calcio oggi è due cose fondamentali: soldi e psicologia di massa.
Sul fatto che il calcio sia una questione di soldi non credo sia necessario spendere molte parole; chi nega questo non è neanche un ingenuo, ma solo uno stupido o un bugiardo.
Quanto alla psicologia di massa, il calcio svolge un ruolo importantissimo di regolatore sociale. I nostri avi, duemila e più anni fa, facevano la stessa cosa: facevano ammazzare centinaia di persone nelle arene, per dare al pubblico uno spettacolo nel quale convogliare tutti gli istinti peggiori, sfogare i sentimenti repressi, dissetarsi del sangue altrui. Panem et circenses: dai al popolo lo stretto necessario per vivere e una valvola di sfogo, e non avrai problemi.

Oggi al posto dei gladiatori abbiamo i calciatori, ma la vera differenza è che invece dei commedianti, sono gli spettatori ad ammazzarsi. Però funziona lo stesso. Quando qualcuno ci lascia le penne è sufficiente battersi il petto, dire delle belle parole, fare un minuto di silenzio. Poi tutto ricomincia come prima, fino al prossimo “incidente”. The show must go on!

Filippo Raciti è morto. Perché? Perché un gruppetto di criminali aveva bisogno di sfogarsi; perché c’è gente che guadagna troppi soldi dal calcio per potersi preoccupare di questi particolari; perché i politici si occupano più di difendere il proprio angolo di potere che di fare gli interessi della collettività; perché nessuno ha mai fatto niente di serio quando cose del genere sono successe in passato. Non si tratta di un caso isolato o di un’eccezione, questo lo sanno anche i muri.

Ora staremo (anzi, “starete” visto che io non seguo il calcio da oltre venti anni) senza partite per qualche giorno, e questo sanerà i sentimenti feriti di tutti. In meno di una settimana la notizia scomparirà, e tutto potrà tornare alla normalità, con gli stessi sciacalli a fare le stesse cose di prima: i padroni a guadagnare quattrini, i politici a fare passerella in tribuna, la gente comune ad insultarsi nei bar. Alla faccia dei buoni propositi.
Restano invece una vedova e due orfani, che di normalità dovranno inventarsene un’altra. Ma di loro nessuno si occupa.

Qualcuno dice che dovremmo fare come gli inglesi che hanno praticamente eliminato le recinzioni negli stadi, ridotto al minimo il servizio di sicurezza, punito severamente le squadre per il comportamento dei propri sostenitori. Sì, dovremmo farlo senz’altro, ma non riesco ad essere ottimista: gli inglesi sono inglesi, noi siamo italiani, e ho seri dubbi che qui possa funzionare. Avete mai visto una partita di calcetto tra i ragazzi del quartiere? I genitori sembrano degli assatanati; cosa dovrebbero imparare i ragazzi?
Forse l’unica cosa seria da fare è quella di eliminare il calcio completamente, ma questo in Italia significherebbe la rivoluzione popolare; cosa che i nostri politici ovviamente non gradirebbero.
Quindi panem et circenses per tutti.

Prima pagina: venti notizie,
ventuno ingiustizie, e lo stato che fa?
Si costerna, si indigna, si impegna,
poi getta la spugna con gran dignità.
” (Fabrizio De André)

2 thoughts on “Panem et circenses

  1. Caro Blogger,
    non trovando una mail alla quale risponderti,
    e volendo proporti un servizio che
    probabilmente Ti interesserà,
    Ti chiedo di contattarmi a info@vascoblog.com.
    Ciao

  2. Mi piace come la pensa 🙂 piu che giusto! per tutto quello che ho letto!