Multato per… aver pagato troppo

Venerdì 22 giugno. Ho in tasca il biglietto per l’Eurostar delle 18.18 che mi riporterà a casa da Bologna, dove sono stato per un corso di aggiornamento. La lezione del pomeriggio finisce in anticipo, e mi ritrovo in condizione di prendere il treno precedente; bene, così arrivo a casa ad un’ora decente per fare cena.
Vado in stazione per il cambio del biglietto, faccio i miei venti minuti di fila e spiego la cosa all’omino seduto di là dal vetro.
Questo biglietto è di categoria superiore, quindi non occorre sostituirlo; può prendere il suo treno direttamente con questo.
Effettivamente il treno che volevo prendere era un Intercity, categoria inferiore all’Eurostar e prezzo più basso, ma resto perplesso: non che mi interessasse avere il rimborso della differenza (appena un paio di euro) ma nella mia ignoranza sapevo che il biglietto andava comunque cambiato. Ma se lo dice lui…
Sì va bene, ma il posto?” Tranne che sui regionali la prenotazione del posto è sempre obbligatoria. Pensavo.
Adesso controlliamo la situazione… Non ci sono problemi, sul treno ci sono centoventi posti liberi. Vada tranquillo.
Vado tranquillo. Se lo dice lui… Quando il treno arriva, è subito evidente un fatto: dei centoventi posti liberi non c’è neanche l’ombra. Ma, a questo punto, o prendo il treno o vado a strozzare l’omino della biglietteria. Prendo il treno. Dopo non poca fatica rimedio un predellino in corridoio e almeno non sto in piedi.
Passa il controllore, mi buca il biglietto e procede nel suo giro. Almeno su qualcosa l’omino della biglietteria ha detto il vero. Pensavo.
Ad un certo punto si libera anche qualche posto negli scompartimenti, ma ormai manca poco e poi io mi affeziono ai posti: resto sul mio predellino.

Dopo Ancona ripassa il controllore, un altro, quello di prima deve aver finito il turno. Gli do il biglietto, lui lo guarda, ci pensa un attimo.
Questo biglietto non va bene su questo treno.
Lo so, è per l’Eurostar, ma il suo collega alla stazione di Bologna ha detto che essendo di categoria superiore non avevo bisogno di cambiarlo.
No, no. Siccome la differenza è inferiore ad 8 euro, ci sarebbero da pagare 2,50 euro.
A parte il fatto che non si capisce la logica che imporrebbe questa differenza, anche sommando i 2,50 reclamati alla differenza di prezzo tra i due biglietti, comunque non si raggiungono gli 8 euro. Due conti ancora li so fare.
Scusi, io volevo cambiare il biglietto, ma il suo collega ha detto che non era necessario ed io mi sono fidato; e anche il controllore che è passato prima non ha detto niente. E poi comunque ho pagato di più di quello che avrei dovuto.
Ah, lei ne fa una questione di principio? E allora paga i 2,50 euro.
Io ne faccio una questione di principio?
Forse esiste anche una regola di questo tipo, ho imparato a non affidarmi unicamente alla logica, soprattutto di fronte a organizzazioni come le FS; certo è che il buon senso è merce rara. E anche senza voler pretendere un briciolo di buon senso, sarebbe già molto se si limitassero a mettersi d’accordo e a dire tutti la stessa cosa. Ma evidentemente anche questo è eccessivo.

Morale: ho pagato più di quel che dovevo, ho fatto il viaggio su un predellino, e sono stato anche multato. Anche volendo prescindere dalle varie TAV e dalle altre bufale che ci raccontano, le ferrovie italiane hanno davvero un gran futuro…

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