Merda

Parola dell’Onorevole Presidente del Consiglio Dott. Cav. Silvio Berlusconi: “vado via da questo paese di merda… di cui… sono nauseato… punto e basta” (fonte).
E se lo dice lui, che ha un osservatorio sicuramente privilegiato, c’è da crederci. Invece no, tutti a fare gli stupiti, gli indignati, gli offesi… fino a stasera. Poi domani è sabato e chi se ne ricorda più?
Il punto è che, ancora una volta, ha ragione lui. Che ci piaccia o no, l’Italia è un paese di merda. Se così non fosse ci sarebbe già qualcuno ad aspettarlo all’aeroporto per condurlo premurosamente a piazzale Loreto. Oppure, visto che il nostro ometto sta a Parigi, potrebbe raggiungerlo, che anche dalla torre Eiffel farebbe la sua porca figura. E’ un peccato che la massa degli italiani non prenda sul serio quello che dice, che il più delle volte dice la verità. Magari ci sarebbe da discutere di quello che non dice.
Non dice, per esempio, che la merda in cui è immerso oggi è la stessa merda che negli ultimi decenni lui ha spalmato in ogni ambito che ha frequentato; è la stessa merda diffusa a pioggia dalle sue aziende, televisioni in primis; è la stessa merda che hanno seminato i suoi protettori politici prima e i suoi alleati poi.
Non dice che quella merda in cui è immerso e di cui è, giustamente, nauseato è la merda grazie alla quale si è arricchito, ha conquistato il potere politico (prima per interposta persona, poi direttamente), ha evitato il fallimento delle sue aziende, si è risparmiato secoli di carcere, ha rimodellato la politica italiana, ha plasmato un nuovo modello di società.

Oggi quella merda che lo soffoca assume due connotazioni principali. Una è quella, ormai usuale dei giudici che si ostinano (bontà loro) a fare il proprio mestiere e a perseguire reati; cosa che, dal suo punto di vista, è oggettivamente fastidiosa ma sostanzialmente innocua, come un vecchio tic. L’altra, sicuramente più pesante e complessa da gestire, ha la forma dei suoi alleati che cercano in ogni modo di garantirsi un futuro senza di lui: un esercito di zombi che sa benissimo di aver raggiunto un punto di svolta, oltre il quale non ci sarà più Silvio che pensa a tutto. Ed eccoli quindi a cercare di arraffare come possono posizioni, favori, elettorato, appoggi, per sopravvivere al terremoto prossimo venturo.
Ecco quindi che ci ritroviamo con una finanziaria nuova ogni tre giorni, in cui se accontenti uno ne scontenti un altro, e sei costretto a buttare tutto per aria un’altra volta. Tutte cose di cui a Sua Bassezza è sempre fregato poco, troppo impegnato a farsi i cazzi suoi, figuriamoci oggi che vede avvicinarsi il momento della successione.

E’ un paese di merda, è vero. E lo è perché a noi italiani questa merda è piaciuta. L’abbiamo raccolta e assaggiata, e ci siamo accorti che era buona. Ci ha permesso di piazzare il figliolo alle poste, ottenere il permesso per allargare il garage, evitare il pagamento di un po’ di tasse, saltare la fila per l’asilo nido, accorciare i tempi di attesa per la risonanza magnetica, incassare una pensione di invalidità non dovuta, agguantare un piccolo appalto al comune, superare le prove al concorso dell’INPS, e tante altre situazioni che altrimenti ci avrebbero costretto a lavorare.
Già, lavorare… che brutta espressione! Ma noi italiani abbiamo dimostrato ancora una volta di essere imbattibili nell’inventarci soluzioni originali ai problemi più scottanti. Così, piuttosto che lavorare abbiamo cominciato a mangiare merda.

Allora perché stupirci? Perché fare gli offesi? Dovremmo invece fare un esame di coscienza, ma temo che anche quella ormai sia solo merda.

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