Mattarella: il cane che si morde la coda

A volte ritornano… A volte. Poi c’è chi ritorna sempre: come la DC. Un tempo si diceva, suscitando brividi di terrore, che “moriremo tutti democristiani”. Forse è vero, chi lo sa? E forse non è neanche la peggiore delle fini possibili. Almeno a giudicare dalle alternative.

Come che sia, abbiamo un nuovo Presidente della Repubblica, un vecchio democristiano (un tempo questo sarebbe stato quasi un insulto, ma per fortuna i tempi cambiano). Una persona apparentemente pulita, per bene, senza scheletri nell’armadio, refrattario agli eccessi. Uno che passa inosservato. Strano, perché nel puttanaio nel quale viviamo da troppo tempo, uno così si dovrebbe notare. Comunque sono tutti lì a far festa, a dichiararsi entusiasti, a declamare salamelecchi, a giurare di averlo sostenuto da sempre e via sbrodolando ipocrisia. Tutto come da copione.

Come sarà questo presidente? Beh, lo scopriremo subito.

Mattarella è stato eletto da un Parlamento che è stato eletto in base ad una legge che è stata dichiarata incostituzionale un anno fa, dalla Corte costituzionale di cui lo stesso Mattarella faceva parte. Una sorta di corto circuito. Un incastro dal quale, inutile girarci intorno, si esce puliti in un solo modo:

  • il Presidente scioglie le camere e vengono indette nuove elezioni politiche (a questo punto con la vecchia legge elettorale, corretta secondo la sentenza della Corte costituzionale);
  • una volta insediato il nuovo Parlamento, si forma un nuovo governo;
  • il Presidente si dimette e il Parlamento ne elegge un altro (e ovviamente nulla impedisce che possa essere sempre lui).

In questo modo si rimette un po’ di ordine. Con questa operazione Mattarella dimostrerebbe di essere persona di principi, seria, coerente e, soprattutto, autentico garante della Costituzione, come ci si aspetta che sia un Presidente della Repubblica. Se non lo fa… mi dispiace ma non è migliore di quella banda di buffoni che l’ha eletto.

Pretendo troppo? No. Non va mica a fare l’usciere, va a fare il Presidente della Repubblica. Se qualcuno pensa che ci dovremmo accontentare di qualcosa di meno, ha le idee molto confuse; e non ha rispetto né per le nostre istituzioni né per i cittadini italiani (compreso sé stesso quindi).

Lo so, c’è una nuova legge elettorale in discussione in Parlamento e in fase già piuttosto avanzata di discussione. Solo che questa nuova legge non corregge le storture che la Corte costituzionale aveva rilevato, anzi introduce cose ancora peggiori, per cui mi pare ben difficile che Mattarella la possa firmare come Presidente della Repubblica. E questo ci riporta al punto di partenza.

Questa battaglia l’ha vinta Renzi e, anche per l’inconsistenza degli avversari, l’ha vinta alla grande. Resta da vedere se non rischia di perderne una molto più importante.

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