Le patate erano grosse, quelle piccole non tanto

Progetto per l’Italia: i principi e le azioni dell’Unione. Ovvero: è meglio vivere bene con due stipendi, che tirare avanti a fatica con uno solo (Catalano docet).
Sì, ho letto il progetto per l’Italia, ovvero quella specie di pre-programma di governo che l’Unione ha pubblicato pochi giorni fa. Bello, davvero. Devono averci pensato parecchio per tirare fuori una cosa così… così. L’Unione si impegna a contribuire ad attuare pienamente i princìpi della Costituzione… si impegna a favorire l’adozione su scala nazionale ed europea di politiche capaci di assicurare una più forte coesione sociale… resterà fedele e coerente al valore della pace… considera la sicurezza individuale e collettiva come un bene essenziale… si impegna a un rapido riorientamento delle politiche fiscali con obiettivi di lotta all’evasione e al sommerso… assume la sfida ambientale come occasione per la tutela e la conservazione del territorio e delle risorse naturali… proporrà e sosterrà politiche industriali per rilanciare la produttività e qualificare l’impresa… si impegna a politiche attive per contrastare le povertà… si impegna per politiche di riequilibrio economico e occupazionale… si impegna a legiferare con attenzione.
Domanda: c’è un politico, di qualunque colore, disposto a sostenere che non condivide questi impegni e che intende fare cose diverse? Risposta: no.
Chi si candida alle primarie di ottobre deve sottoscrivere questo documento e, sulla base di questo, indicare le sue priorità in un programma dettagliato. A questo punto mi aspetto che Berlusconi si presenti candidato alle primarie dell’Unione; del resto ne condivide i principi, quindi perché no?

A parte le battute però, questo documento è davvero importante, perchè ci dà una rappresentazione chiara di cosa è oggi la politica in Italia.
Dal punto di vista dei contenuti è assolutamente inutile: una serie di affermazioni talmente ovvie e scontate da essere… pleonastiche. Nessun contenuto significativo, niente che vada appena oltre una scialba enunciazione di principi astratti. Mio figlio di otto anni avrebbe saputo fare di meglio; certo, non scritto così bene, ma sicuramente avrebbe avuto più mordente.
Se mi è permesso un ossimoro, condivido tutto il niente di questo documento.
Un altro aspetto è che questo documento è indispensabile; sembra paradossale ma è proprio così, e dimostra che a sinistra hanno imparato almeno una lezione. Cinque anni fa la campagna elettorale è andata avanti con Berlusconi che sparava le sue promesse da piazzista, e Rutelli che rispondeva “lo faremo anche noi”. Patetico. Rutelli è stato punito subito, noi per i cinque anni successivi.
Il progetto per l’Italia dimostra che “chi mena per primo, mena due volte”: ecco qua le nostre promesse, sparate tutte insieme, con otto mesi di anticipo. Adesso cosa si inventa Berlusconi? Lui non è tipo da “lo faremo anche noi”. Le risorse e la fantasia non gli mancano, qualcosa troverà.
Infine va detto che si tratta di un documento impossibile. E’ praticamente impossibile mettere insieme un programma di governo in cui si riconoscano Bertinotti e Mastella, Rutelli e Di Pietro, e per riuscirci si è tolto tutto quello che li divide. Quello che rimane è appunto il niente di cui sopra.

Tutto si riduce ad un’operazione tattica: impossibile da realizzare, ma indispensabile, quindi resa innocua fino ad essere inutile. Pare brutto dirlo, ma forse aveva ragione Mussolini quando diceva “governare gli italiani non è difficile, è inutile”.

Link al progetto per l’Italia

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