L’apocalisse che non ci sarà

Il governo è caduto. Anzi no: non hanno permesso che si votasse la mozione di sfiducia, per cui tutto è rimandato alla settimana prossima. E mentre si fanno i soliti giochetti per evitare a qualsiasi costo che si vada a votare, il governo, tutt’ora in carica con pieni poteri, composto sempre dalle stesse persone, cambia radicalmente atteggiamento nei confronti del tema immigrazione.

Tra lettere aperte, crisi di coscienza, richiami a principi sovranazionali (che dovremmo essere gli unici a rispettare), il ministro degli interni si ritrova solo contro i suoi stessi colleghi di governo. Non è certo una sorpresa, ma fino ad ora questo scontro era stato mantenuto ad un livello tale da non emergere in modo evidente; e comunque chi dettava la linea era Salvini, l’unico che in questo ambito sembra avere a cuore gli interessi dell’Italia. E questo è solo il primo argomento, certo non il più importante ma quello più di attualità, su cui sta cambiando la posizione del governo. Tutto cambia.

Una cosa che non è cambiata invece è il ruolo dei 5stelle. Rileggevo un articolo scritto dodici anni fa, in cui lamentavo la loro scarsa concretezza e il non avere un progetto politico; non lo avevano allora e non lo hanno oggi, perché da sempre il loro compito è di portare avanti i progetti altrui. In questi anni hanno canalizzato il dissenso, lo hanno spento buttando fuori gli spiriti più battaglieri, sono entrati in parlamento raccogliendo i voti persi dagli altri partiti, per arrivare infine al governo e impedire scelte contrarie al diktat europeo. Non c’è che dire, chi ha gestito la cosa è stato bravo.

Alla fine di questo brillante (per chi lo ha guidato) percorso arriva la ciliegina sulla torta: l’accordo con il PD. Una ipotesi che non merita commenti.

Non so se il governo M5s-PD si farà, se si andrà a elezioni o se inventeranno altre soluzioni. Per me rimane valido quanto scrivevo alla vigilia delle elezioni, per cui ritengo che l’unica cosa utile da fare ora sia sostenere la Lega e sperare che riesca a mettere in campo un’azione di contrasto ai poteri europei degna di questo nome. Poi succederà quel che deve succedere.

A margine di tutto questo c’è una cosa che mi colpisce: l’atteggiamento di tanti che non riesco a definire in altro modo che apocalittico.

“Se succede X (ipotesi qualsiasi) allora sarà la fine”, “Dobbiamo impedirlo a qualsiasi costo perché altrimenti non potremo più tornare indietro”, e altre amenità simili, variamente declinate.

A prescindere dal fatto che chi vuole fare una cosa “a qualsiasi costo” è pericoloso e va tenuto a debita distanza (anche perché spesso il costo finisce per pagarlo chi gli sta vicino), a queste persone suggerirei di studiare la storia. Scoprirebbero che abbiamo passato periodi ben più bui di questo e comunque ne siamo sempre usciti. Certo, ogni scelta ha un prezzo, ma il mondo non finisce, e gli atteggiamenti apocalittici in fin dei conti sono decisamente infantili.

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