La protesta sottovoce di Tsipras

Lo so, sono fatto male. Non mi fido di nessuno, e soprattutto in politica cerco sempre la fregatura a prescindere. Il problema, come mi ha detto qualche giorno fa mia cognata, è che non mi va mai bene nessuno. Ha ragione lei, e probabilmente sono destinato a rimanere sempre insoddisfatto. Se credessi nel destino…

Ve la ricordate la Grecia tra il 2011 e il 2012? Succedeva il finimondo, tra referendum minacciati, cambi di governo repentini e casini vari ne abbiamo viste di tutti i colori. Non che qui da noi ci si annoiasse, ma di là dall’Adriatico stavano sicuramente peggio. Poi in qualche modo sono andati avanti e, non senza difficoltà, sono arrivate le elezioni; in tanti avevamo sperato in un’affermazione di Syriza, il partito guidato da Alexis Tsipras, poiché era l’unico che metteva in discussione l’Europa e le politiche criminali delle sue istituzioni. Il risultato è stato buono, ma non sufficiente a conquistare il governo, e la Grecia ha continuato a sprofondare all’inferno.

Tsipras ha ovviamente continuato la sua battaglia e con il tempo si è potuto guardare meglio nei contenuti della sua proposta politica. E si è visto che la sua contestazione nei confronti di questa Europa dei finanzieri è ben poca cosa. Non è una contestazione radicale, non va a fondo nei problemi, si ferma alla superficie; contesta l’austerità ma non mette in discussione l’Euro, lo strumento che la rende necessaria; contesta le singole regole ma non i trattati che le impongono; contesta la politica della BCE, ma non ne denuncia la natura criminale. Come si fa a dare credito ad un soggetto simile?

A maggio si vota per le europee e Tsipras è in prima linea con una lista che porta avanti le sue mezze contestazioni. Non so quello che succede nel resto d’Europa, ma in Italia si sono aggregati a questa lista i residui di quelli che furono i partiti della sinistra: dai Verdi a SEL a Rifondaqualcosa ai Diversamente Comunisti. Guardo l’elenco, vomito, e mi chiedo: ma questi hanno ancora il coraggio di presentarsi? Hanno distrutto la sinistra, si sono politicamente suicidati lasciando il Parlamento italiano in balia delle forze più reazionarie, si sono ripetutamente resi ridicoli mettendo in piedi iniziative prive di senso e perdendo quindi progressivamente credibilità e consensi, hanno impedito che in Italia si sviluppasse un movimento di sinistra degno di questo nome… e ancora hanno la faccia di proporsi! Sempre gli stessi.

Però bisogna almeno riconoscergli una certa coerenza: anche stavolta hanno scelto il modo migliore per essere insignificanti. E ci riusciranno, perché a farsi del male sono maestri. Tsipras è infatti espressione dello stesso “nulla” che da ormai troppi anni guida questi soggetti. Sono troppo critico? D’accordo, andiamo a vedere cosa propone Tsipras per le europee.

Tre le priorità definite nel manifesto:

  • Porre fine all’austerità e alla crisi, con gli strumenti indicati nei 10 punti del piano.
  • Avviare la trasformazione ecologica della produzione, per rispondere alla crisi ambientale e dare priorità alla qualità della vita, alla solidarietà, all’istruzione, alle fonti energetiche rinnovabili, allo sviluppo ecosostenibile.
  • Riformare le politiche europee dell’immigrazione, rifiutando il concetto di “Fortezza Europa” che alimenta forme di discriminazione, e garantendo invece i diritti umani, l’integrazione, il diritto d’asilo e le misure per la salvaguardia dei migranti, costretti ad affrontare viaggi in cui è a rischio la loro stessa vita.

Bello. Chiacchiere, ma belle. Andiamo a vedere i 10 punti, sperando di trovarci qualcosa di più. E’ di cattivo gusto sottolineare il fatto che i 10 punti sono… 6? D’accordo, non è carino, quindi non lo faccio. Entriamo nel merito.

La fine dell’austerità” – Si, l’hai già detto, era un obiettivo prioritario e qui dovevi spiegare come raggiungerlo. Non c’è scritto. Deduco che la fine dell’austerità si ottiene con la fine dell’austerità. Tautologico.

Un programma di ricostruzione economica, finanziato direttamente dall’Europa tramite i prestiti a basso tasso d’interesse” – Prestito uguale debito. Ma le persone e le imprese sono già piene di debiti; siamo sicuri che siano disposti ad accollarsene altri?

La sospensione del patto di bilancio europeo (Fiscal Compact)” – La sospensione… non la cancellazione, la sospensione. Come dicevo, si tratta di una protesta fatta sottovoce, molto sottovoce altrimenti c’è il rischio che qualcuno senta. Quindi, pazienza se il pareggio di bilancio è una porcata, lo mettiamo da parte per un po’, poi lo riprendiamo successivamente; magari quando nessuno ci pensa più.

Una conferenza europea sul debito” – Cosa significa? Qual è l’obiettivo? Cancellare i debiti pubblici? Il richiamo al 1953 sembrerebbe suggerire questo, però è meglio non dire troppo, così non ci si vincola.

Una vera banca europea, che in caso di necessità possa prestare denaro anche agli stati” – Wow! Finalmente avremo una banca centrale che gli stati possono utilizzare per fare politica monetaria e… ah, no… scusate, mi sono sbagliato. La BCE continuerà ad essere un prestatore, cioè uno a cui il denaro lo devi restituire, cioè tutto tranne che una banca centrale. E come ci liberiamo di questo strozzino?

Una legislazione europea che renda possibile tassare i guadagni che derivano dalle operazioni finanziarie” – E non poteva mancare il richiamo a far pagare le tasse ai ricchi, uno dei ritornelli più cari ad una certa sinistra; una di quelle cose che ha condannato la sinistra italiana a scomparire.

E questo è tutto. Non se se i quattro punti mancanti compariranno successivamente, o se più semplicemente questi non sanno neanche contare fino a dieci, ma per quanto mi riguarda questo basta e avanza. La lista di Tsipras è il solito pastrocchio multicolore e insipido che abbiamo purtroppo imparato a conoscere. La critica è solo fumo negli occhi, serve a confondere le idee per non far vedere che in realtà non una delle cause della crisi viene minimamente intaccata.

Io non so se Tsipras e gli altri siano davvero convinti di quello che dicono e non si rendono conto di essere ridicoli, o se siano in mala fede e abbiano l’obiettivo di catturare una parte del dissenso per incanalarlo e renderlo inoffensivo. Non lo so e non mi interessa, tanto si capirà entro pochi mesi. Quello che so è che questo progetto non può essere in alcun modo sostenuto da chi contesta la politica attuale, europea o nazionale che sia. Non è credibile Tsipras, non lo è il suo progetto, non lo sono le forze che in Italia lo appoggiano. E la cosa è ancora più grave se si considera che proprio grazie all’assurdità di progetti come questo, la parte più autentica e più seria della protesta alle politiche europee viene abbandonata nelle mani di soggetti come la Lega, che opportunisticamente sanno benissimo come cavalcare l’onda.

A me non va bene nessuno, ma se l’alternativa è questa, io sto benissimo da solo.