L’Italianic e l’Aventino dorato

Ecco, l’hanno fatto. Si sono offesi e l’hanno fatto di nuovo. Cavolo però, come sono permalosi!
Io sinceramente non capisco la gente che si offende; sarà che sono un tipo semplice, sarà che non considero l’orgoglio una virtù, sarà che evito di frequentare persone che non stimo, sarà quello che volete, ma non vi so dire quand’è stata l’ultima volta che mi sono offeso.
Perché offendersi? Che senso ha? Se una persona non ti piace, stai alla larga; se non hai stima di una persona, non ce l’hai neanche di quello che dice; se consideri qualcuno un bastardo, non c’è motivo di pretendere il suo rispetto. Non so voi, ma ogni volta che vedo qualcuno offendersi, e magari lo fa in maniera plateale, ho sempre l’impressione che abbia la coscienza sporca. Invece c’è gente che si offende di continuo. O meglio… c’è gente che fa finta di offendersi. Perché è ora di gettare la maschera e dire le cose come stanno: questi qui fanno finta, sono fasulli, dal primo all’ultimo. Come? Ah, già! Non vi ho detto ancora di chi sto parlando.
Parlo dei parlamentari della cosiddetta sinistra; scusate se uso ancora il termine obsoleto e velleitario di “sinistra”, ma è solo per comodità. In realtà la sinistra in Italia non esiste più da molti anni. Come la destra.
Insomma, questa sinistra si è offesa perché il governo ha fatto inserire nel pacchetto sicurezza (una bestialità di cui parleremo prossimamente), attualmente in discussione al Senato, il famoso emendamento detto “salva-premier”. Si è offesa e se n’è andata, si è ritirata sul suo Aventino. Mi ricorda qualcosa…
L’emendamento è stato approvato, Sua Bassezza si è parato il culo per l’ennesima volta, il sistema giudiziario italiano è stato ulteriormente umiliato, un altro pezzo di Costituzione è stato cancellato. E via così, avanti tutta verso nuovi abissi!

Va detto anche, per onestà intellettuale, che se la sinistra fosse rimasta in aula a fare un’opposizione seria, non sarebbe cambiato niente; i numeri sono tali che possono far passare qualsiasi cosa.
In fondo non c’è niente di sorprendente o di inatteso: si sapeva, perché lo avevano già fatto in occasioni precedenti e perché era stato sbandierato in campagna elettorale, quali fossero le intenzioni di questa banda. Intenzioni che stanno diventando, una alla volta, fatti concreti. In tanti parlano di fascismo strisciante, ma io non vedo strisciare niente: qui si galoppa a briglia sciolta, in maniera assolutamente limpida e coerente. E infatti non è con loro che me la prendo.

Chi è che a partire dal 1994 ha difeso il diritto di Berlusconi di candidarsi e di entrare nei palazzi della politica? D’Alema e tutta la sinistra. Il tutto in barba al fatto che ci fossero le leggi che lo proibivano per il fatto che era titolare di concessioni pubbliche. “Se gli italiani lo votano…” è stata la difesa d’ufficio di una violazione di legge. Ma gli italiani sono persone, e possono sbagliare; e due cose sbagliate non ne fanno una giusta. Così si è permesso ad un personaggio gravemente inguaiato, sia dal punto di vista economico che da quello giudiziario, di conquistare il potere e di risolversi i suoi problemi.
E tanto per tornare a tempi più recenti, non è stato Veltroni che lo ha riabilitato come leader della coalizione opposta, dopo che i suoi stessi alleati lo avevano scaricato? Era morto e sepolto (politicamente) e il buon Walter lo ha resuscitato come un novello Lazzaro, anzi un lazzaro’.
Lo stesso Walter che neanche due mesi dopo (un tempismo sinistramente perfetto), ha innescato la crisi del governo Prodi con la dichiarazione che ha fatto infuriare Mastella: “Alle prossime elezioni noi correremo da soli“.
Sempre lo stesso Walter che in campagna elettorale si è rifiutato di combattere l’avversario, perché ci vuole rispetto e bisogna saper dialogare con tutti. Anche con chi fa a pezzi la Costituzione?

Se oggi Sua Bassezza è di nuovo al comando dell’Italianic lo dobbiamo a D’Alema, a Veltroni e a tutta questa sinistra che non ha voluto (stavo per scrivere “saputo”, ma la loro non è incapacità) combattere i veri nemici della democrazia; che non ha voluto costruire un’alternativa valida e credibile; che ha approfittato delle occasioni in cui è stata al governo non per raddrizzare le tante storture del nostro povero paese, ma per farsi gli affari propri.
Se avessero un briciolo di responsabilità e di coerenza, sarebbero usciti dall’aula, sì, ma per sempre. L’unica cosa onesta che questa sinistra può fare è dimettersi in massa da tutte le cariche che occupa, e non farsi più vedere. (Oddio, ho messo le parole “onesta” e “sinistra” nella stessa frase…)
Il guaio è che i privilegi di cui godono sono tali che non ci rinunceranno mai volontariamente; privilegi paradossalmente ancora più godibili ora che stanno all’opposizione, dal momento che non hanno la preoccupazione di dover governare. In fondo a loro va bene qualsiasi cosa, purché possano continuare a razzolare liberamente nella greppia che noi gli paghiamo. Ogni tanto sbraitano un po’ per cercare di salvarsi la faccia, magari si ritirano per qualche ora, dicono peste e corna dei loro (presunti) avversari, si invitano in tutte le trasmissioni a recitare la loro parte. Poi si ritrovano per la cena con i loro colleghi, che nel frattempo hanno portato a termine la malefatta del giorno, e si raccontano barzellette sugli italiani.

Quando la nave affonda i topi scappano; e non riusciamo a capire come mai questi invece restano sempre lì. Beh, ho capito il perché: i topi stanno su un’altra nave.
Sarà una lunga notte…

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