Io l’avevo detto

Lo so, dire “io l’avevo detto” è odioso, però quanno ce vo’ ce vo’ (scusate il romanesco).
L’invito all’astensione in occasione di elezioni o referendum, se esercitato da soggetti investiti di pubblici poteri è reato. Lo stesso vale per i ministri di culto.
E’ invece legittima l’astensione esercitata dal singolo cittadino che può decidere, per qualsiasi motivo, di non andare a votare. Articolo 98 del D.P.R. 30 marzo 1957, n 361 (Testo unico delle leggi elettorali): “Il pubblico ufficiale, l’incaricato di un pubblico servizio, l’esercente di un servizio di pubblica necessità, il ministro di qualsiasi culto, chiunque investito di un pubblico potere o funzione civile o militare, abusando delle proprie attribuzioni e nell’esercizio di esse, si adopera a costringere gli elettori a firmare una dichiarazione di presentazione di candidati od a vincolare i suffragi degli elettori a favore od in pregiudizio di determinate liste o di determinati candidati o ad indurli all’astensione, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da lire 600.000 a lire 4.000.000.”

Articolo 51 della legge 352/1970 (Norme sui referendum previsti dalla Costituzione e sulla iniziativa legislativa del popolo): “Le disposizioni penali, contenute nel titolo VII del testo unico delle leggi per la elezione della camera dei deputati, si applicano anche con riferimento alle disposizioni della presente legge. Le sanzioni previste dagli Articoli 96, 97 e 98 del suddetto testo unico si applicano anche quando i fatti negli articoli stessi contemplati riguardino le firme per la richiesta di referendum o per proposte di leggi, o voti o astensioni di voto relativamente ai referendum disciplinati nei titoli I, II e III della presente legge.”

In base alle norme suddette, il prof. Severino Antinori (sul quale preferisco non esprimere opinioni per evitare una denuncia per diffamazione) ha presentato un esposto contro Ruini, Pera e vari ministri per aver indotto i cittadini ad astenersi dal voto.
Dubito che ne venga fuori qualcosa di serio; tutti i partiti hanno di volta in volta utilizzato strumentalmente l’astensione in base alle convenienze del momento, e non ci rinunceranno facilmente. Basta abrogare l’art. 51 della 352/70 e il gioco è fatto.
Abbiamo già verificato, purtroppo, che quando c’è il rischio che i cittadini dicano la loro “troppo” democraticamente, l’apparato politico sa difendersi benissimo. E in questi casi sono sempre tutti d’accordo, chissa perchè.

I commenti sono chiusi