Intercettando…

“Pronto…?”

“Ciao Beppe, sono Matteo”

“Ciao. E’ un po’ che non ci si sente. Come stai?”

“Un po’ in affanno: sempre dietro a mille problemi, ma a parte qualche idiota che non capisce il suo ruolo, non mi lamento.”

“E già… c’è sempre qualcuno che non ci arriva. A cosa devo l’onore?”

“Sta arrivando il momento Beppe. E’ ora di sparigliare le carte.”

“Aspetta… di che stai parlando? Non volevi superare il semestre di presidenza senza scossoni?”

“Certo, ma le cose stanno cambiando velocemente, e non ci sarà una seconda possibilità per chi non si muove in fretta. Sta crollando tutto e chi non anticipa resterà sotto le macerie. Ormai è questione di mesi…”

“Ma i francesi…”

“Lascia stare i francesi. Quello è un mezzo idiota ma resterà al suo posto, e le presidenziali ci saranno solo nel 2017. Pensi che questa situazione possa reggere altri tre anni?”

“Beh, tre anni no, ma pensavo che si poteva andare alle elezioni l’anno prossimo.”

“Seeee! E che risultato pensi che verrà fuori? Fidati, le elezioni anticipate sarebbero comunque un casino ingestibile, e dopo sarebbe tutto più complicato. Dobbiamo muoverci adesso, solo così riusciamo a gestirla.”

“Cosa pensi di fare?”

“Io niente… per ora. Adesso la palla è in mano tua. Fai partire il referendum…”

“Ma che cazzo dici? Lo sai anche tu che è una puttanata.”

“Certo che lo so. Per chi mi hai preso? Ma mica lo dobbiamo fare. Tu pensa a raccogliere un quintale di firme e a presentare le carte. Sei in grado di farlo?”

“E che problema c’è? Ho migliaia di ragazzi che lavorano gratis. E senza l’articolo 18…”

“Ah ah ah… sei proprio stronzo quando ti ci metti.”

“Senti chi parla… Comunque quelli fanno qualsiasi cosa se gliela dico io. Il problema viene dopo: che succede quando si accorgono che finisce tutto in fumo?”

“Tranquillo, non ci si arriva. Appena le firme superano certe soglie parte il fuoco di sbarramento sui mercati, lo spread vola e in un attimo siamo con l’acqua alla gola. A quel punto entro in ballo io che sarò costretto a… salvare il paese.”

“E bravo! Così ti prendi il merito di averci liberato dall’euro e portato fuori dalla crisi, senza neanche dover sconfessare le porcate fatte finora. Tu ne esci pulito mentre io sarò quello che ci ha portati al limite del collasso.”

“Se ci ragioni un momento capisci che è l’unico modo per riuscire a gestire il passaggio. Se dovesse toccare a qualcun altro noi rischiamo di scomparire, ma a te non andrebbe molto meglio. E poi lo sai che io non dimentico gli amici.”

“Sì, sì… ma a Roberto chi glielo dice? Lo sai che lui ha altre idee.”

“Stai tranquillo. I suoi lo hanno già informato, e lui ha capito perfettamente cosa gli conviene fare. Vedrai che ti chiama entro stasera.”

“Cazzo! Allora è già tutto deciso e io sono l’ultimo a sapere le cose. Come i cornuti…”

“Rilassati. Lo sai quanto sei importante, però non è che gira tutto intorno a te. Hai idea degli interessi che sono in ballo e delle pressioni che ho io? Pensi che sia facile mandare in porto un’operazione del genere? Qui stiamo cambiando la storia, mica le cazzate come la legge elettorale o la riforma del senato.”

“Va bene, va bene. Allora non ci resta che partire e sperare nell’attacco dei mercati.”

“Sperare? Ma mi prendi davvero per un coglione? Ma tu pensi che io scateno un casino simile senza avere le spalle coperte? Sono già tutti pronti che aspettano solo un cenno per scatenare l’inferno in borsa. Sai com’è… a qualcuno tutto questo servirà anche per regolare qualche vecchio conto senza dare nell’occhio. Ci sarà da ridere per chi sa leggere i fatti.”

“Ok, scusa. Non ti incazzare. Lo so che sei un grande stratega…”

“Sì, pigliami pure per il culo… Pensa a far bene la parte tua e non te ne pentirai.”

“Non preoccuparti. So come scatenare i miei ragazzi. Resterai a bocca aperta.”

“Ci conto. Adesso devo andare che ho una riunione con… va be’, con qualcuno della squadra.”

“D’accordo. Avrai presto mie notizie. Ciao.”

“Ciao, stammi bene.”

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