In via dei matti al numero zero

Era una casa molto carina
Senza soffitto senza cucina
Non si poteva entrarci dentro
Perché non c’era il pavimento
Non si poteva andare a letto
Perché non c’era nemmeno il tetto
Non si poteva fare pipì
Perché non c’era vasino lì
Ma era bella, bella davvero
In via dei matti numero zero

Ecco, non avrei mai pensato che Sergio Endrigo sarebbe stato così attuale a 45 anni di distanza.

Non so a voi, ma a me la casa in via dei matti al numero zero fa tanto venire in mente l’unione europea. Una casa dove è praticamente impossibile abitare perché manca tutto ciò che è essenziale. Eppure il ritornello che viene ripetuto continuamente è che questa casa è tanto bella. Non c’è niente, non è abitabile, eppure è tanto bella. C’è da essere matti, e infatti la casa è in via dei matti al numero zero.

Questa casa è stata costruita, senza preoccuparsi di metterci quello che serviva, sapendo perfettamente che non poteva funzionare, coscienti che questo avrebbe prodotto situazioni critiche, e ci hanno infilato i popoli di mezza Europa. Se fosse un’indagine per omicidio, la premeditazione sarebbe sicura.

E adesso che il gioco è scoperto? Ora che nessuno riesce più a nascondere la realtà? Adesso si cambia strada. Seee, come no?

Ieri sera il nostro caro presidente della Repubblica ci ha ricordato che alle elezioni europee “anche se vincono gli euroscettici l’Europa non torna indietro“. Che significa “voi potete votare chi volete, tanto si fa quello che noi abbiamo già deciso”. Molto democratico. Del resto, da uno che festeggiava i carri armati russi all’ingresso a Praga non mi aspetto niente di meglio.

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