Il maiale con la pistola

Oggi a Mirafiori si vota per l’accettazione del nuovo contratto di lavoro imposto da Marchionne. Se vinceranno i NO vorrà dire che è cominciata la rivoluzione. Vinceranno i SI.
Vinceranno i SI perché con una pistola puntata alla tempia i lavoratori non hanno molta scelta: “se accetti il nuovo contratto continui a lavorare, altrimenti chiudo la fabbrica e tu non hai più di che sfamare la famiglia“. Non credo siano molti quelli in condizioni di poter respingere un simile ricatto. Perché di ricatto si tratta ed è inutile girarci attorno o tentare di indorare la pillola; Marchionne impone le sue condizioni fregandosene degli operai, dei sindacati, della Confindustria, del Governo, dei contratti precedenti, di decenni di conquiste sociali. Del resto lui è su quella poltrona per fare gli interessi della FIAT e degli azionisti. Non conosco in dettaglio i contenuti del nuovo contratto ma in realtà questi passano in secondo piano perché l’aspetto più dirompente è il metodo. Un fatto già di per sé grave, ulteriormente aggravato dal fatto che Marchionne in questo modo ha disegnato un nuovo percorso che ogni industriale si sentirà autorizzato a seguire. Un comportamento reso possibile dalla benedizione che è arrivata dal Governo e da quasi tutta la classe politica, (presunte) opposizioni incluse.
Marchionne vuole le mani libere per poter gestire la produzione secondo i suoi comodi. Come se la FIAT non avesse sempre fatto il bello e il cattivo tempo a suo piacimento, raccogliendo utili quando è stata in grado di produrli, scaricando le perdite sull’intero paese quando le cose andavano male. Nonostante questo, ora vuole di più. E lo otterrà. Per fare cosa? Lo scopriremo.

Del resto lui è su quella poltrona per fare gli interessi della FIAT e degli azionisti. Sarà… ma su questo ho qualche dubbio.
Se tu mi costringi con il ricatto a fare una cosa che io non voglio fare, io cedo perché sono più debole di te e nell’immediato l’alternativa è peggio, ma appena ne ho l’occasione te la faccio pagare. Oggi Marchionne vince la sua battaglia, ma da domani deve aspettarsi le conseguenze del suo ricatto. Non è certo uno stupido, quindi sa che prima o poi succederà; ma allora perché portare lo scontro a livelli mai visti prima sapendo di doverne poi pagare le conseguenze? Nessuno può illudersi che un’azienda lavori meglio se i suoi dipendenti sono scontenti.
Il punto è che Marchionne non pagherà le conseguenze delle sue azioni, perché quando ci sarà la reazione lui con ogni probabilità sarà da un’altra parte (forse alla Philips Morris?). Lui oggi ingrassa il suo patrimonio personale con un lauto stipendio, le stock option e tutti gli altri benefit, consapevole che in qualsiasi momento se ne può andare senza perdere niente, qualunque cosa succeda. A pagare le conseguenze delle sue malefatte saranno altri. Sarà la FIAT che si preoccupa solo del proprio interesse immediato e crea le condizioni per una disfatta; saranno gli azionisti (non quelli più grossi che seguiranno il “metodo Marchionne”) che si ritroveranno in mano una scatola vuota e inutile; sarà l’Italia intera che, grazie alla miopia della sua classe politica, non sa pensare al suo domani. E la pagheranno quindi quegli stessi operai che oggi votano SI convinti in questo modo di garantirsi un futuro.

Quando nel 1989 è stato abbattuto il muro di Berlino si è festeggiato per il crollo dei regimi comunisti. La vittoria del capitalismo e del libero mercato è durata neanche vent’anni, e oggi che sta crollando mostra i suoi effetti più devastanti: un ristrettissimo gruppo di persone che ingrassa nella sua porcilaia, mentre il resto delle persone perde progressivamente risorse, diritti e dignità. L’unica via di uscita da questa situazione è un ripensamento radicale della società, dell’economia e della politica: dobbiamo superare l’individualismo, la competizione, l’idea della crescita economica, la centralità della finanza, lo schema destra-sinistra, e costruire un mondo che metta al centro la persona..
Tanto più tempo impiegheremo ad imboccare questa strada, tanto maggiore sarà la quantità di macerie da raccogliere quando il muro sarà caduto completamente. Se non saremo rimasti schiacciati.

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