Governo: non tutte le ciambelle riescono col buco

Dunque il governo è fatto. Mattarella non voleva che i 5 stelle o la Lega andassero al governo, singolarmente o in coppia, non lo ha mai voluto e per evitarlo ha fatto tutto quello che poteva. E anche quello che non poteva. Come lui non lo volevano neanche la BCE, l’UE, i tedeschi, i grandi poteri finanziari europei e un mucchio di altri soggetti non sempre facili da identificare. Ci hanno deriso, insultato e minacciato, mentre le nostre istituzioni tacevano colpevolmente. Eppure il governo è stato fatto.

Quindi raccogliamo il primo dato positivo: l’oligarchia finanziaria che dirige questo angolo di mondo non ce l’ha fatta, nonostante il suo grande potere ha fallito. A volte capita.

Possiamo comunque smettere subito di far festa perché se le cose sono andate come sono andate non lo si deve alla forza e al coraggio di un popolo che combatte contro il potere becero e violento di una tecnocrazia disumana. Sì, la reazione popolare c’è stata (e questo è un altro dato positivo) ma l’elemento determinante è stata la pressione che viene dall’altra parte dell’Atlantico. Quindi lasciamo stare i discorsi sulla sovranità, sul rispetto della volontà popolare e altre amenità simili.

La realtà è che c’è una guerra in corso tra gli USA e la Germania, e l’Italia si trova ad essere uno dei campi di battaglia. E come la storia insegna, la Germania vince qualche battaglia ma poi perde la guerra.

Quello che farà il nuovo governo è quindi abbastanza ovvio: romperà le uova nel paniere ai tedeschi, quindi alla UE e alla BCE. Bisognerà vedere quanto lo faranno seriamente, quanto saranno capaci di affondare il bisturi. Se gli americani manterranno il loro supporto, l’Italia potrebbe essere l’elemento che scardina la gabbia della UE. Diversamente non penso che questo governo possa fare granché, anche sul fronte interno. Non mi fa per niente piacere dover dipendere dagli umori degli americani, ma forse in questo momento è il male minore.

I 5 stelle non mi sono mai piaciuti e ancor meno mi piace Di Maio. Ho sostenuto la Lega e non sono (ancora) pentito di questa scelta: per ora posso dire che Salvini ha dimostrato di essere l’unico leader politico degno di questo ruolo. Il contratto di governo concordato con i 5 stelle non è entusiasmante, ma è inevitabile in una situazione del genere concedere qualcosa per ottenere qualcos’altro. Si chiama compromesso e non è una brutta cosa, ognuno di noi ne fa, continuamente. Vedremo poi se i risultati saranno positivi oppure no. Certo è che dopo oltre sei anni di governi che hanno massacrato gli italiani vale la pena correre dei rischi per provare a cambiare qualcosa.

L’Unione europea, un mostro ben diverso da ciò che ci hanno sempre dipinto, è destinata a crollare per i suoi molti e gravi difetti; è inevitabile perché la storia cammina a prescindere dalla volontà degli uomini, e una struttura che crea problemi invece di risolverli non può durare. Il problema è che non sappiamo quando né come avverrà questo crollo e, soprattutto, se ci arriveremo preparati. Comipto della politica è appunto scegliere se essere artefici di questo crollo, e quindi arrivarci preparati, o se ci limiteremo a subirlo.

Questo governo non è quindi la luce in fondo al tunnel che ci segnala la fine di questa interminabile crisi, ma un lumicino che qualcuno ha accesso e grazie al quale, forse, potremo prendere una direzione. Sperando che sia quella giusta.

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