Europa: ultima fermata

Tra circa un mese diventerà operativo il MES, il meccanismo europeo di stabilità; una struttura che dovrebbe in teoria provvedere al salvataggio degli stati in difficoltà. Bello. Come avverrebbe questo salvataggio? Semplice, dando dei soldi in prestito agli stati in crisi. E da chi vengono forniti questi soldi? Dagli stati, ovviamente.
Sarò io che sono fatto male, ma qualcosa non mi quadra. Dunque… Con la partenza del MES ogni stato verserà una quota nel cosiddetto fondo salva-stati, quota che per l’Italia sarà inizialmente pari a 125 miliardi di Euro. Miliardi che però l’Italia non ha, altrimenti potrebbe farci un mucchio di cose utili, per cui dovrà indebitarsi per ottenerli. Una volta versati questi soldi al MES ci sentiremo più tranquilli, perché se dovessimo trovarci con l’acqua alla gola ci penseranno loro. Così, quando, dopo la Grecia e la Spagna, verrà il nostro turno (molto presto a quanto pare), andremo a chiedere aiuto al MES che ci presterà i soldi di cui abbiamo bisogno.
Ricapitolando, prendiamo in prestito dei soldi, ovviamente pagandoci i relativi interessi, per darli ad una sorta di assicuratore che, quando saremo in difficoltà, ce li presterà ad un congruo tasso di interesse. Forte! Riusciamo a farci prestare due volte gli stessi soldi pagandoci due volte gli interessi. E lo chiamano fondo salva-stati? Io lo chiamo colpo di grazia. C’è poi un altro fatto. Nel momento in cui uno stato aderisce al MES, che si comporta di fatto da assicuratore, il rischio nei nostri confronti si annulla, perché se non riusciamo a pagare i nostri debiti interviene la garanzia dell’assicuratore. Quindi chi compra titoli di stato italiani non rischierà più nulla, e non rischiando più nulla non dovrebbe neanche più pretendere un interesse; gli interessi infatti coprono principalmente il rischio, e tanto più alto è il rischio tanto maggiore è l’interesse, altrimenti tutta la storia dello spread con cui ci stressano da mesi è una bufala. Ma se il rischio è zero, perché assicurato, anche l’interesse deve essere zero.
Sono pronto a scommettere quello che volete che non sarà così, che l’interesse sul debito italiano neanche si avvicinerà allo zero. Fatto che dimostrerà oltre ogni ragionevole dubbio quanto tutta questa storia sia una truffa.

Si dice che tutto questo lo vuole l’Europa. L’Europa vuole rovinare gli stati europei? Quindi l’Europa vuole rovinare sé stessa. E’ una tale idiozia che non ci crederebbe nessuno. Però noi ci crediamo. Tanti italiani credono che tutto questo lo vuole l’Europa nell’interesse stesso degli stati e dei suoi cittadini; così come credono che Monti sia il salvatore che cerca in ogni modo di aggiustare il giocattolo che noi abbiamo rotto.
Questa invece sarà la fine dell’Europa, la fine del sogno europeo. Un sogno bellissimo che, una volta creato il mostro Euro, è diventato un incubo. Ora gli stati crolleranno uno dopo l’altro, schiacciati dal peso di torture che ci stiamo auto infliggendo e dalle conseguenze del crollo degli altri stati.
E perché tutto questo sta succedendo? Perché si è puntato tutto sul denaro, perché ci si è illusi che l’unione monetaria potesse fare da elemento trainante per il progetto europeo. Perché abbiamo consegnato il nostro destino nelle mani di un soggetto indipendente che, invece di gestire per nostro conto l’emissione e la circolazione della moneta, ce la presta. Una follia.
Certo, siamo all’interno di una crisi che è planetaria e che deriva dal fallimento del modello liberista, ma in mezzo a tutto questo gli stati europei sono in una posizione del tutto particolare, di fatto impossibilitati a reagire.
Napolitano, Monti e la loro banda di aguzzini sono quindi diventati i nostri carnefici: killer professionisti che, insieme ai loro omologhi degli altri stati, stanno mettendo a punto gli ultimi particolari prima di consegnarci al boia.

Eppure basterebbe poco. Basterebbe cambiare lo statuto della BCE e farla diventare quello che in realtà non è mai stata: la banca centrale europea. Un istituto, posto sotto il controllo della politica, che si occupa di stampare il denaro e di controllarne la circolazione; un pezzo dello stato che non “presta” ma “consegna” il denaro allo stato, perché ne fa parte. Un’istituzione pubblica che invece di prestare, come ha fatto negli ultimi mesi, mille miliardi alle banche che poi li hanno utilizzati per coprire le loro porcate e fare speculazione, li consegna agli stati affinché questi possano pagare servizi e opere pubbliche innescando così un circolo virtuoso.
Questo dovrebbe fare una banca centrale. E facendo questo consentirebbe al governo di dare garanzie circa la solvibilità del proprio debito, tagliando così le gambe alla speculazione.

Questa è la strada, forse l’unica, per salvare il progetto europeo e gli stati che ne fanno parte. Potrebbero farlo domani mattina, che quando vogliono sanno essere veloci.
Ma non succederà. Uno alla volta crolleranno gli stati, e ogni volta sarà un colpo più grosso che provocherà altri crolli; quando il colpo sarà troppo grosso crollerà l’Euro e subito dopo sarà la volta dell’Europa. E addio ai sogni.
A quel punto non ci sarà più spazio per i grandi ideali, ma solo la lotta per la sopravvivenza; nell’attesa che nuovi equilibri si formino saremo tutti contro tutti, cercando solo di non essere la prossima vittima.
Potrebbero fermare tutto questo domani mattina. Ma non succederà perché gli avvoltoi stanno girando da tempo e aspettano che le nostre carcasse vengano messe a disposizione. Arriveranno in picchiata e faranno razzia di tutto quello che trovano. Quando avranno finito, con la pancia piena, si guarderanno intorno; e qualcuno forse si chiederà che senso ha possedere tanta ricchezza in un cimitero.

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