Destra, sinistra, avanti, indietro

Ricordo un gioco che facevano in TV alcuni anni fa, in cui alcuni concorrenti, dopo essere stati bendati, dovevano trovare delle cose, guidati solo dalla voce dei rispettivi compagni, che urlavano “… avanti, avanti, destra, destra, destra… no sinistra, indietro, sinistra, sinistra, avanti…”. E quei poveracci che vagavano per lo studio, sbattendo uno contro l’altro, spesso senza capire neanche a chi dovevano dare retta. A pensarci bene è più o meno la situazione di gran parte degli italiani di oggi. Tra chi urla “destra” e chi risponde “sinistra”, noi siamo lì che non sappiamo cosa fare, a chi dar retta, sbattendo gli uni contro gli altri, sperando di non farci troppo male; già, perché non siamo in uno studio televisivo, protetti e al sicuro. Questa è la vita, quella vera, e camminando bendati si fa presto a cadere in un burrone.
E non basta. Siamo talmente presi da questo gioco che ci siamo messi pure noi a gridare a quelli che ci vengono addosso: ciechi che danno indicazioni ad altri ciechi… Nel frattempo, quelli che conducono il gioco, approfittando della nostra cecità, si fanno gli affari loro. A destra come a sinistra. Loro vanno avanti, noi andiamo indietro.
Qualunquismo? Può darsi, ma basta ascoltare un qualsiasi dibattito politico e ci si rende conto, se si sta un po’ attenti e si cerca di andare oltre i facili slogan che ci vengono ripetutamente sbattuti in faccia, che si parla di niente, che si litiga senza portare alcun argomento concreto. Che si tratti di politici più o meno conosciuti, o di persone comuni, la discussione di solito si limita ad un “destra, destra”, “sinistra, sinistra”.
Ma destra e sinistra sono due riferimenti geografici, e come tali relativi; non si tratta solo di una disquisizione filosofica. In politica quelle che una volta erano la destra e la sinistra non esistono più, le differenze sono sempre più sfumate, e sempre più spesso si assiste a prese di posizione trasversali, che rappresentano idee a volte difficili da definire in modo razionale.
Siamo stati troppo tempo con la benda sugli occhi; è ora di guardare in faccia la realtà, di renderci conto che le situazioni cambiano, e che non possiamo esimerci dal fare delle scelte. Scegliendo però con la nostra testa, senza prendere per oro colato quello che ci raccontano i soliti noti.
Finché faremo il loro gioco, saranno solo loro a divertirsi.

PS: Ho scritto questo pezzo tempo fa, e non lo avevo pubblicato perché, rileggendolo a freddo, mi sembrava un po’ troppo pessimista. Non che lo ritenga campato per aria, ma come ho già detto (anzi, scritto) non voglio fare il predicatore, né continuare a fare il piagnisteo limitandomi a sbattere i pugni sul muro; sto invece preparando un paio di iniziative per cominciare a fare qualcosa di concreto.
Poi è arrivata la crisi di governo, che ha dimostrato, semmai ce ne fosse stato bisogno, che quello che ho scritto sopra è più che mai fondato; ma intanto mi è capitato un fatto che, pur essendo assolutamente normale, assume un carattere di eccezionalità rispetto al pessimismo precedente.
Recentemente ho avuto una “discussione” su un newsgroup, con un certo Luigino: non lo conosco, non so chi sia, ed ha evidentemente idee diverse dalle mie, spesso opposte. Eppure abbiamo discusso in maniera chiara e pacifica, portando avanti le nostre convinzioni con forza, e guadagnando il rispetto l’uno dell’altro. Sembra quasi incredibile che in questo paese si possa parlare di politica senza insultarsi.
Quello che mi ha dato da pensare è stato il pensiero con cui Luigino ha concluso, e al quale non sono ancora riuscito a rispondere: “…siamo troppo ingenui o puliti per fare politica”.
La politica è veramente un terreno in cui c’è spazio solo per bastardi e corrotti? Ma se noi ci tiriamo indietro perché non ci riteniamo adatti, allora la politica diventerà proprio questo. E sarà colpa nostra.
O no?

2 thoughts on “Destra, sinistra, avanti, indietro

  1. non ti conosco, non so chi tu sia, probabilmente hai idee diverse dalle mie, magari opposte, ma questo articolo ti fa molto onore. Non c’è nulla che non condivida. Grazie per aver detto al “mondo” quello che anch’io penso…
    Claudio62.

    • Se condividi tutto quello che ho detto, perchè sostieni che probabilmenteho idee opposte alle tue?
      Forse (è un’ipotesi) perchè votiamo in modo diverso?
      E’ proprio questo che secondo me occorre superare: il pensiero che la scelta politica (anzi partitica) determini poi tutto il resto, e ci collochi da una parte o dall’altra.
      E’ esattamente il contrario. Il voto che noi esprimiamo è solo una conseguenza delle nostre idee, è assolutamente secondario; quello che conta sono i principi sui quali regoliamo la nostra vita.
      Il nostro voto è prioritario solo per chi lo riceve, non certo per noi.
      E a proposito di quello che “ho detto al mondo”, ti rivolgo, ma vale per chiunque ci legga, un invito formale. Vieni anche tu a dire al mondo quello che pensi, che sia uguale al mio pensiero oppure opposto non importa. E’ importante invece partecipare, per non essere poi costretti a dire “potevo fare una piccola cosa, e non l’ho fatta”.