Cuba è di nuovo America

Sono passati ben 47 anni da quel 1962 in cui il governo statunitense decise di cacciare Cuba dall’OEA, l’organizzazione degli stati americani; una decisione che, come al solito, vide gli USA decidere per proprio conto e gli altri stati accettare supinamente la cosa. Perché non va dimenticato che così stanno le cose da molto tempo, e non solo sul continente americano.
Oggi qualcosa è cambiato. Sarà che i tempi erano maturi, sarà che Fidel Castro nel frattempo si è ritirato, sarà che Obama ha dato una svolta decisa alla politica estera statunitense, sarà che la guerra fredda è finita da vent’anni; l’OEA, al vertice che si è tenuto in Honduras ha riammesso Cuba al suo interno. Gli USA hanno cercato di porre qualche condizione, ma alla fine hanno dovuto accettare a denti stretti una decisione che oggi tutto il sud America festeggia. Il governo cubano, coerentemente alla linea tenuta in questi 47 anni, ha rivendicato la vittoria politica e ha declinato l’invito: “Cuba non ha mai chiesto di tornare né tornerà in una organizzazione con una storia tenebrosa e succube. Però riconosce il valore politico, simbolico e l’orgoglio ribelle che muove questa decisione voluta dai governi popolari dell’America latina.
Al di là del fatto in sé, comunque importante, questo sancisce un cambiamento nei rapporti tra gli USA e gli altri stati; un cambiamento che è evidente anche nelle parole dette da Obama nei giorni scorsi in visita in medio oriente. Il mondo sta cambiando; speriamo che anche in Europa qualcuno cominci a rendersene conto.

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