Con noi o contro di noi

Qualche settimana fa, chiacchierando tra amici, si discuteva di politica, e in particolare dell’ultima, infelice, battuta a cui il nostro presidente del consiglio ci ha purtroppo abituato. Una delle ragazze presenti, conoscendomi da poco tempo, era curiosa di sapere quali fossero i miei orientamenti politici, e appena io ho criticato apertamente le parole di Berlusconi, il suo commento, soddisfatto, è stato: “allora sei dei nostri!”. Sul momento sono rimasto un po’ perplesso e non ho trovato niente di intelligente da dire, forse deludendo la mia interlocutrice; poi, ragionando a mente fredda sull’episodio, ho capito quale fosse l’elemento stonato.
Il fatto di criticare le parole del presidente del consiglio, non in generale ma su un fatto specifico, automaticamente mi colloca tra gli oppositori del governo; se le avessi difese sarei stato bollato come filogovernativo. Ovvio? Beh, non direi proprio.
Dove sta scritto che se uno condivide le posizioni di una certa forza politica non possa poi criticarne singoli aspetti o provvedimenti? Viceversa, se si contesta il governo, perché mai se uno dice “…però su questo sono d’accordo” viene preso per un traditore?
Il guaio è che in Italia siamo diventati tutti estremisti, è tutto bianco oppure è tutto nero; se ci riconosciamo nelle posizioni del governo allora siamo pronti a difendere qualsiasi stupidaggine venga detta o fatta dai suoi rappresentanti. Di contro, saremmo capaci di denigrarli anche se riuscissero ad eliminare la disoccupazione o l’evasione fiscale.
Quello che manca sempre di più è la capacità critica; beninteso, non la capacità di criticare, che ne abbiamo anche troppa. Manca la capacità di analizzare i fatti in maniera critica, di coglierne gli aspetti essenziali, e di saperli valutare a prescindere dai nostri preconcetti; siamo talmente prevenuti che vediamo solo quello che corrisponde al nostro modo di pensare.
Lungi dall’aver raggiunto un reale bipolarismo, che in tanti danno per scontato pur essendo ancora molto lontano, tanto meno il bipartitismo di cui ogni tanto qualcuno vaneggia, in Italia abbiamo raggiunto un bibarricatismo quasi perfetto. Il termine (di cui mi assumo la responsabilità linguistica) è orribile, ma il suo significato è anche peggio: o sei con noi o contro di noi, non c’è spazio per posizioni intermedie. Questa è la radice di tutti i fanatismi, la radice di tutte le guerre.
Quando la critica è cieca, preconcetta, distruttiva, può nascerne solo una guerra; lo sanno bene i nostri politici, di tutti i colori, che si affrontano ogni giorno in duelli all’ultimo sangue. E lo sappiamo bene anche noi, che osserviamo disgustati questo teatrino e continuiamo a dibatterci nei problemi che nel frattempo restano irrisolti.
Ma non li avevamo eletti per risolvere almeno qualcuno dei problemi che attanagliano la nostra società?

_ ilBuonPeppe _

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