Coccodrilli, avvoltoi e altre bestie

E’ morto il Papa. E’ morto un gigante. Un gigante per l’importanza della sua figura, ma anche e soprattutto per ciò che ha rappresentato e per ciò che ha fatto. Ma non è di questo che voglio parlare; molti altri, ben più qualificati di me lo stanno facendo.
Quello che mi dà fastidio in questa occasione è il solito corollario di bestie di ogni tipo, autentici nani che circondano il gigante e si inventano un modo per giustificare la loro presenza. Da tre giorni tutti gli organi di informazione, in particolare le televisioni, parlano del Papa a ritmo continuo, senza lasciare spazio a niente altro; certo, è di un gigante che si sta parlando, che merita, sia lui sia la sua scomparsa, tutta l’attenzione possibile. Però ho l’impressione che si stia esagerando.
Si è cominciato con due giorni di anticipo a parlarne come se fosse già morto; nessuno si faceva illusioni che fosse oramai giunto all’epilogo della sua avventura, ma mi sembra di cattivo gusto cominciare a passare i coccodrilli, prima della sua dipartita. Cos’è, avevano paura di non fare in tempo a farceli vedere tutti?
Per la cronaca, il coccodrillo, in termini giornalistici, è il servizio che si prepara per la morte di un personaggio famoso; e si prepara prima che muoia per evitare di trovarsi scoperti all’improvviso. E per il Papa ne avevano preparati tanti.
Abbiamo assistito ad un autentico delirio mediatico; trasmissioni fiume in cui sedicenti giornalisti facevano le domande più insulse, neanche fossero tutti idioti le persone intervistate. Se non si sono presi qualche bel “vaffa…” è solo per rispetto al momento drammatico.
In tutto questo non poteva mancare il maestro di tutti i rapaci, l’avvoltoio che venerdì sera, anche lui in anticipo, si è tuffato sulla preda per poter fare il suo pieno di ascolti; io non l’ho visto, da anni ormai non assisto più ai suoi banchetti, ma sono sicuro che ha avuto di che sfamarsi. Purtroppo sono altrettanto sicuro che non si accontenterà di un solo pasto…
A proposito di bestie, che dire poi di quelle che giovedì sera, quando è arrivata la notizia dell’aggravamento delle condizioni di salute del Papa, hanno censurato praticamente tutte le reti televisive per evitare che la gente puntasse il telecomando su qualcosa che non fosse il monologo del nostro premier? Che hanno fatto chiudere la trasmissione che Rai3, per colpo di fortuna, si è trovata tra le mani nel momento in cui avveniva il fatto? Mentre tutte le TV del mondo già stavano riportando gli aggiornamenti, quelle italiane sono state censurate.
Che bestie sono queste? Stavo pensando ai vermi, ma non vorrei che si offendessero (i vermi).
Il risultato è che per qualche giorno (fino a quando?) non avremo altre notizie, non sapremo quello che succede nel mondo, vivremo all’oscuro di tutto; che a pensarci bene non è una situazione molto diversa dal solito.

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