Chiagne e fotte

Metti che io sono un tipo un po’ particolare, e vedere un italiano che fa fatica a parlare in italiano già mi fa incazzare. Per di più sono uno che pensa che lo sport sia una cosa in cui c’è ben poco da parlare ma molto da sudare, e una conferenza stampa sullo sport è una contraddizione in termini. Come se non bastasse ho uno strano concetto dello sportivo come di una persona che si sobbarca fatiche inenarrabili per il puro gusto di arrivare in fondo e poter dire “ce l’ho fatta”.

Sì, lo so, sono fatto male io, ma le Olimpiadi (come qualsiasi altro evento sportivo) preferirei guardarle senza sonoro. Se non fosse che non vivo da solo e bisogna pur trovare qualche compromesso nella vita di comunità.

Ma quando è troppo è troppo.

E sentire la conferenza stampa di Alex Schwazer (che mi tocca pure guardare su Wikipedia per sapere come si scrive) che alla tenera età di 27 anni non ha ancora imparato l’italiano come si deve ma ha imparato benissimo l’antica tecnica del “chiagne e fotte” (che lui non saprà nemmeno pronunciare decentemente) è decisamente troppo.

Fare sport non è obbligatorio, infatti io me ne sono sempre guardato bene. Lo fai? Benissimo, ti ammiro per questo. Penso che fare uno sport porti una persona ad un livello un filino più alto rispetto a chi, come il sottoscritto, si limita a guardarlo in TV. Sono un idealista.

Ti sorbetti ore ed ore di allenamento durissimo, per i migliori anni della tua vita e magari oltre? Sei un grande, la mia ammirazione cresce, quale che sia lo sport che hai scelto (pugilato escluso, ma del resto non è uno sport).

Riesci a partecipare a gare di alto livello, magari addirittura alle Olimpiadi? Sei un mito, non ti sei fermato a “ce l’ho fatta”, ma sei andato oltre da “ho fatto il meglio che potevo” fino a “ho fatto meglio di altri”. Confesso che otto anni fa, quando Stefano Baldini è entrato per primo nello stadio di Atene mi sono commosso.

Lo sport è un’attività nobile e va trattato con rispetto; rispetto per lo sport stesso, per sé stessi e per gli altri. Imbrogliare nello sport è quanto di più assurdo ci possa essere, perché va contro i principi stessi che sono alla base dello sport, è un’azione contro natura.

Chi imbroglia nello sport dimostra di non aver capito niente di ciò che fa per cui, secondo la mia limitata mente, non deve gareggiare. Punto.

Alex Schwazer è stato scoperto a fare uso di eritropoietina ricombinante, che non ho idea di cosa sia ma è una sostanza vietata perché consente di “aumentare il numero di eritrociti al fine di aumentare il trasporto di ossigeno ai tessuti e di migliorare quindi la performance sportiva”. Lo stesso (ormai ex) atleta ha poi confessato. Dopo, ovviamente. Quindi non si tratta di confessione autentica ma solo di una conferma a ciò che era già stato scoperto. Però ce lo mandano in TV a spiegare il perché e il percome, a fare la parte di quello che si è sempre fatto il culo e ha sbagliato una sola volta, di chi ha fatto tutto da solo che lo staff queste cose non le tollera. E, per non lasciare niente al caso, ci scappa anche la lacrimuccia, perché lui in fondo è solo un vittima, magari di sé stesso.

Alex… ma perché nontelavaiaprenderenelculo?

Sei pentito? E che cavolo me ne frega? Lo hai fatto e tanto mi basta, il passato non si cambia.

Hai fatto tutto da solo? E chi mi dice che questo non serva solo per parare il culo a medici, allenatori e soggetti vari che ronzano intorno a quelli come te?

Andrai a restituire pistola e tesserino? Ah già, perché tu saresti anche un carabiniere, uno di quelli che le regole le fanno rispettare. Agli altri.

E l’onorificenza di “Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana” che Re Giorgiolitano ti ha appeso al collo quattro anni fa? Restituirai anche quella?

Vedi Alex, come persona sarai anche apprezzabile, simpatico, intelligente; magari saprai ricostruirti una vita, anzi te lo auguro perché non cerco vendetta. Ma come sportivo hai chiuso: io non voglio più vederti calpestare una pista o fare qualsiasi cosa che possa avere a che fare con lo sport.

Non ce l’ho con te in particolare, ce l’ho con tutti quelli che si macchiano di queste azioni e che, così facendo, infangano tutti coloro che fanno sport onestamente, e tolgono la voglia e l’interesse a tutti, anche a quelli che lo sport lo seguono da dietro il telecomando.

E lascia stare le conferenze stampa che ci fanno solo avvelenare il sangue; non bastava il tuo di sangue avvelenato?

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