Cara Emanuela ti scrivo…

Rai Radio 1, ore 6.15, Emanuela Falcetti conduce “Italia, istruzioni per l’uso”: una trasmissione molto interessante, capace di affrontare temi anche scomodi. E lo fa talmente bene che viene relegata ad un’ora decisamente scomoda. Quand’è che qualcuno alla Rai si deciderà a dare a questa donna lo spazio che merita?
Cara Emanuela, apprezzo veramente il lavoro che fai, quello che ho scritto sopra non è ironia. Permettimi però di fare una critica. Ieri mattina fra le altre cose si è parlato, purtroppo in chiusura e quindi con tempi troppo stretti, della sentenza della Corte di Cassazione secondo cui gli ausiliari della sosta non possono fare multe al di fuori del loro ambito specifico, che è ristretto all’area del parcheggio cui sono addetti. Nello specifico, l’oggetto del contendere era un motorino in sosta sul marciapiede; essendo al di fuori degli spazi adibiti alla sosta, la Corte ha stabilito che l’ausiliario della sosta, dipendente della società che ha in gestione il parcheggio, non poteva elevare la contravvenzione, per cui ha dato ragione al proprietario del motorino.
Niente da dire sulla decisione della Corte, che è giusta secondo il diritto, ed è anche logica. Quindi?
Nella discussione che ne è nata con gli ospiti, è venuto fuori che esistono diversi tipi, almeno quattro, di ausiliari addetti in vario modo al controllo della circolazione: come si fa a distinguerli, e a capire quali multe può o non può fare ognuno di loro?
Cara Emanuela, di fronte a questa confusione tu ti sei indignata. I tuoi ospiti si sono indignati. Come è possibile che un automobilista o un motociclista non sia in grado di distinguere quello che può fargli la multa da quello che non può fargliela? Come fa a regolarsi?
Cara Emanuela, anche io mi sono indignato, ma non per lo stesso motivo. Il problema non è se quell’ausiliario che mi trovo davanti può farmi la multa oppure no; il problema è che non si deve parcheggiare sul marciapiede, perché altrimenti dove passano i pedoni?
Cara Emanuela, il problema di questo paese è che non c’è più (ma c’è mai stato?) un briciolo di senso civico. In un paese civile, una persona che parcheggia sul marciapiede e che per questo prende la multa, paga e si vergogna un pochino di quello che ha fatto. E non fa ricorso contro la multa che, pur se fatta dalla persona sbagliata, è sacrosanta.
Sicuramente bisogna risolvere un problema di attribuzioni e di rapporti tra le diverse forze che, a vario titolo, vigilano sulla circolazione. Ma non si può in alcun modo sostenere chi, giustamente multato, ottiene la ragione solo per una questione formale. E non ci si può indignare della confusione, che pure c’è, tra le forze dell’ordine, e ignorare la confusione che i cattivi guidatori generano sulle strade.
Cara Emanuela, concludo esprimendo alcuni auspici:
– di non dovermi alzare molto spesso così presto la mattina;
– di vedere riconosciuti i tuoi meriti, e quindi…
– di poter ascoltare la tua trasmissione ad un’ora più consona;
– di vedere meglio indirizzata l’indignazione;
– di scoprire che i cattivi guidatori sono solo una sparuta minoranza;
– di non vedere più la magistratura italiana impegnata su queste cose.
Cara Emanuela, temo davvero che per gli ultimi due punti non ci siano molte speranze.
Con stima

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