Candidati eccellenti

Qualche giorno fa è giunta la notizia che Luigi De Magistris si candiderà alle elezioni europee con l’Italia dei valori di Di Pietro. Personalmente ho un’ottima opinione di De Magistris; non sono ovviamente in condizione di valutare il suo lavoro, ma da quello che ho visto succedere intorno a lui negli ultimi anni, e dalle tante cose lette e dibattute, mi sono convinto che si tratti di una persona per bene che svolge con responsabilità il suo lavoro di magistrato. E che l’accanimento che si è scatenato contro di lui altro non è che il tentativo di mettere a tacere una persona che ha scoperto fatti gravissimi a carico di molti personaggi di spicco del mondo politico.
Evviva! Finalmente un partito candida facce nuove, facce pulite, facce rispettabili.
Sì, finalmente… però c’è qualcosa di stonato in tutto questo. Ovviamente ogni cittadino (magistrati compresi) ha il pieno diritto di fare politica come meglio crede, e questo non è criticabile in sé; anzi, ben venga l’impegno politico di persone per bene, persone che nel loro lavoro quotidiano hanno dimostrato di essere serie ed affidabili. Eppure, sarà che io non sono mai contento, che devo sempre andare contro corrente, la cosa mi lascia quanto meno perplesso.
C’è, se non altro, un aspetto di natura strategica che va valutato. Un magistrato che ha indagato sul malaffare che gira intorno al mondo politico, che per questo è stato attaccato dai suoi indagati e non solo, che è stato accusato (pretestuosamente, secondo me) di voler fare una battaglia politica attraverso le sue indagini, non può impegnarsi in politica senza dare il fianco ai suoi detrattori. Non dubito delle sue buone intenzioni, ma ora tutti gli daranno addosso (qualcuno ha già cominciato) sostenendo che “Visto? L’avevo detto io che la sua era solo una battaglia politica.” I suoi nemici avranno gioco facile a delegittimare lui e le sue inchieste, arrivando a sostenere, con una logica assurda ma perfettamente efficace, che tutti i suoi indagati sono innocenti.
I ruoli di vittima e di persecutore verranno invertiti, e tutto il suo lavoro sarà gettato alle ortiche. Con buona pace della giustizia, dello stato di diritto, dei diritti delle vittime e di chi pagherà per i tanti misfatti, Cioè tutti noi.

Se dopo il massacro a cui De Magistris è stato sottoposto, le speranze di vedere la fine delle sue indagini e di portare finalmente a giudizio i responsabili erano ridotte al lumicino, ora sono definitivamente scomparse.
Non critico De Magistris per essersi arreso; anzi lo capisco, e in qualche misura mi sento solidale con lui. Ognuno di noi ha dei limiti, e da nessuno si può pretendere l’eroismo. Ma la sua resa è la resa della giustizia, il suo fallimento è il fallimento di chi crede che l’onestà possa comunque essere vincente. Veramente un pessimo segnale per tutti.

E per proseguire lungo il filone delle candidature di cui rallegrarsi, leggo oggi che, sempre con IdV, si candida anche Carlo Vulpio. Un giornalista che, per conto del Corriere della sera, fino a dicembre aveva seguito (guarda un po’ che coincidenza!) proprio le inchieste di De Magistris. Un lavoro dal quale erano usciti ottimi reportage, con tanto di dettagli ed approfondimenti forniti senza paura di andare contro gli interessi dei soliti noti; un lavoro che ha permesso agli italiani di sapere cosa succedeva realmente a Catanzaro, andando oltre la propaganda della stampa di regime. Un lavoro che è stato bruscamente interrotto dal suo direttore all’indomani della pubblicazione di un articolo in cui, evidentemente, c’erano troppi nomi.
Evviva anche per Vulpio! Però…

Però non posso fare a meno di ricordare che neanche due mesi fa (il 30 gennaio per la precisione), in occasione di un incontro pubblico, durante il quale veniva presentato il suo ultimo libro “Roba nostra”, Vulpio abbia sostenuto che non si può assolutamente accettare di votare con le leggi che abbiamo, perché sono antidemocratiche e perché servono solo a mantenere il potere dei due grandi schieramenti di potere; schieramenti che, fingendo di darsi battaglia, si dividono il potere per mantenere lo status quo. Secondo lui, partecipare alle elezioni in queste condizioni, per i cittadini è un controsenso.
Lui si riferiva alle elezioni politiche, ma è evidente a tutti come anche per le altre contese elettorali la situazione non sia molto diversa; in particolare poi le europee, alle quali da poche settimane sono state applicate alcune delle scandalose regole già esistenti per le politiche.
Ero presente all’incontro, e ho ribattuto alla sua posizione. Concordo con quello che ha detto, ma non condivido la conclusione; non partecipare al voto serve solo a rendere ancora più forti i due grandi schieramenti; solo votando si può cercare di cambiare qualcosa; votare senza accontentarsi del meno peggio.
Non mi aspettavo certo che avrebbe cambiato idea sentendo le mie osservazioni, ma la sua reazione, quasi incazzata, mi ha sorpreso per la veemenza: ha ribadito che non si può e non si deve votare perché è una presa in giro, perché non serve a niente, perché si fa il loro gioco, e così via. E’ finita lì, con questo scambio di opinioni.
Oggi, lo stesso Vulpio si candida, e quindi mi chiede di votare per lui e per un partito che fa parte di quel sistema che lui stesso denunciava. Se la coerenza è una virtù, lui sicuramente ne ha delle altre.

Non ne faccio una questione personale: sono abituato a questo genere di confronti, come pure a sostenere idee che trovano pochi alleati.
Ancora una volta però resto con l’amaro in bocca, perché anche Vulpio, come De Magistris, entra in quell’ambiente che fino a ieri denunciava e combatteva; ancora una resa, che umanamente comprendo, ma che rappresenta il fallimento di un certo tipo di giornalismo. Quel giornalismo d’inchiesta che tanto servirebbe e che viene fatto quotidianamente bersaglio di attacchi violentissimi.

Beato il paese che non ha bisogno di eroi.

2 thoughts on “Candidati eccellenti

  1. Caro Peppe,
    premesso che condivido le tue preoccupazioni, non hai sempre sostenuto (correttamente ritengo) che è anche colpa di chi non fa politica il fatto che poi la facciano sempre e solo (non esageriamo, diciamo per lo più) i delinquenti?

    Tutto sommato, si potrebbero anche leggere queste 2 notizie come un positivo segnale che non tutta la cd. (e fantomatica) società civile ha perso la voglia di impegnarsi…

    Un saluto.
    Francy68

    • Hai perfettamente ragione. Quello che lamento non sono le candidature in sè che, ne sono convinto, riguardano due persone serie ed oneste, ma il significato che hanno e le conseguenze che comportano.
      De Magistris e Vulpio, candidandosi, cancellano il loro lavoro e questo, soprattutto per il primo, è devastante per il nostro paese. Il dramma italiano è tutto qui: un onesto che entra in politica crea un mucchio di problemi.