Bugie con le gambe lunghe (2)

Proseguo l’analisi del libro di Elvio Dal Bosco “La leggenda della globalizzazione”, su alcune delle bugie più grosse che ci circondano.
Anche in seguito alla diffusione di Internet, dagli anni 90 si è avuta un’autentica esplosione delle attività finanziarie; oltre agli operatori tradizionali, si sono infatti lanciati in borsa aziende grandi e piccole, fino ai comuni cittadini. Purtroppo la maggiorparte delle persone, non avendo conoscenza dei meccanismi nei quali si stavano infilando, non si è resa conto che tutto questo movimento di capitali, non aveva niente a che fare con l’economia. L’economia in senso stretto riguarda infatti la produzione di beni e servizi, la loro distribuzione e commercializzazione; il movimento dei capitali, quando questi non vengono investiti nell’economia reale, riguarda esclusivamente la finanza.
In teoria le operazioni finanziarie servono per fornire i necessari capitali alla produzione e all’economia più in generale, magari anche ricorrendo alle speculazioni, che ne rappresentano l’aspetto meno nobile. Quello a cui si è assistito è che i movimenti finanziari sono stati trasformati da “mezzo” in “fine”, la speculazione è diventata sistematica, la borsa è diventata il paradiso di rapinatori tecnologici in giacca e cravatta.
Il tutto senza che l’economia possa giovarsi in alcun modo di tutto questo movimento; al contrario, sottraendo risorse per le speculazioni finanziarie si priva l’economia reale del carburante essenziale, senza il quale non può che atrofizzare. E questa follia continua e aumenta di dimensioni.
Ma perchè tutto questo?
La risposta è drammaticamente semplice, basta guardare le conseguenze: poche persone diventano sempre più ricche, mentre un numero sempre crescente diventa sempre più povero.
Vale la pena a questo punto di ricordare uno degli strumenti fondamentali attraverso cui questo meccanismo viene sviluppato a livello mondiale: il Fondo Monetario Internazionale.
L’attività del FMI, teoricamente più che nobile, comprende la concessione di prestiti e contributi ai paesi in via di sviluppo; peccato che questi interventi siano di solito condizionati ad un vero e proprio ricatto. I paesi ottengono i fondi del FMI solo se accettano di applicare determinate regole ai propri mercati; quelle regole che consentono ai paesi occidentali (Stati Uniti in testa) di sfruttare a proprio piacimento le risorse di quei paesi, senza peraltro permettergli di sollevarsi dallo stato di povertà nel quale sono di fatto costretti.
Le teorie del neoliberismo, fatte di liberalizzazioni, privatizzazioni, abbattimento delle protezioni statali, deregulation, vengono applicate a senso unico; i paesi poveri devono applicarle rigorosamente, mettendosi così nelle mani di pirati senza scrupoli. Pirati che però, nei loro paesi (Stati Uniti, ma anche Europa, Italia compresa) non ci pensano affatto a rinunciare alle protezioni senza le quali sarebbero spacciati. Alcuni esempi concreti, tanto per non sparare a casaccio.
Nell’importazione di caffè grezzo non ci sono dazi da pagare, ma se il caffè è torrefatto si paga 7%, se poi è decaffeinato il 9%. Sull’ananas fresco si paga il 2%, sul succo il 15%, se è liofilizzato il 30%. Il cotone grezzo non ha dazi, ma se diventa una maglietta ha il 10%.
Il significato di questi numeri è molto semplice, anche per chi non ha conoscenze di macroeconomia. I paesi produttori di questi e di molti altri prodotti, che di solito sono paesi molto poveri, possono solo esportare materie prime, perchè se si affardano a mettere in piedi una qualsiasi industria di trasformazione, per dare un valore aggiunto ai loro prodotti, ecco che vengono tassati. In questo modo siamo noi che gli impediamo di svilupparsi.
Ricapitolando: i paesi ricchi attraverso il FMI prestano i soldi ai paesi in via di sviluppo, al tempo stesso gli impediscono di svilupparsi ponendo barriere e vincoli economici ai loro danni; non potendo svilupparsi, questi paesi si indebitano sempre di più senza poter rimborsare questi prestiti; ogni tanto poi qualcuno si alza e dice “cancelliamo il debito”, a volte lo si fa anche e così ci sentiamo tutti più buoni.
Ma siccome non si rimuovono le cause di tutto questo, il ciclo ricomincia…
Vorrei che qualcuno mi spiegasse cosa ci ha trovato di tanto bello nel Live8 di questi giorni.

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