Basta: spengo il TG

A sentire i nostri nonni vien quasi da ridere: “un tempo certe cose non succedevano”. Già, i tempi sono cambiati e succedono cose che una volta non erano neanche immaginabili. Poi però se ci parli e cominci a scavare scopri che in fondo anche ai loro tempi succedevano cose simili a quelle di oggi. Cosa è cambiato allora? E’ cambiato che un tempo tante cose non si sapevano, semplicemente perché le notizie circolavano di meno e più lentamente. Oggi invece sappiamo tutto subito, siamo perfino riusciti a vedere in diretta un evento assolutamente imprevedibile (???) come un aereo che si schianta contro un grattacielo. Siamo bombardati di notizie in quantità ed intensità tale da rimanere senza fiato; certo qualche decennio fa non si poteva dire altrettanto. E se l’informazione è la base della democrazia e di tante altre belle cose, oggi stiamo sicuramente molto meglio di ieri. Eppure…
Eppure c’è qualcosa che non funziona in questo bailamme informativo. Se il vento porta via la papalina del Papa, mi viene da sorridere, ma non mi sembra una notizia da telegiornale. Se un cane muore e la famiglia pubblica una pagina sul giornale per ricordarlo, mi dispiace per il cane, me non mi sembra una notizia da telegiornale. E poi c’è il tempo: non esiste un telegiornale che rinunci a fare un servizio sul tempo, e qualunque sia il clima del giorno è sempre una situazione critica. E la situazione del traffico, e le insulse stupidaggini di Carlo d’Inghilterra e famiglia, e il conteggio di quanti italiani partono o ritornano ogni fine settimana. Per non parlare dei servizi sportivi che di tutto parlano tranne che di sport.
Il risultato è che un telegiornale medio di mezz’ora riesce a parlare per cinque, dieci minuti quando va bene, di politica, economia, cronaca e qualche altra cosuccia che dovrebbe starci a cuore; per il resto è un rotocalco insulso di spazzatura varia ed inutile.
Il telegiornale non esiste più.

Un paio di anni fa fui colpito da una notizia sconvolgente, che il TG aveva riportato con tanto di servizio: il Papa aveva starnutito! Ripresomi dallo shock, presentai ad un amico il mio dubbio: “I casi sono due: o i giornalisti non hanno niente da dire perché non succede niente di interessante, oppure ci bombardano di cazzate per non farci vedere quello che succede veramente“. Lui mi rispose dandomi una terza interpretazione: “Forse ci bombardano di cazzate perché questo è quello che vuole la gente“.
Dissi che non era possibile, che persone sane di mente non possono volere una cosa simile. Eppure c’è del vero.
Credo che l’attuale stato dell’informazione dipenda da una combinazione di due fattori. Da un lato c’è la classe politica che, con gli altri poteri forti, “pilota” la maggior parte dei giornalisti perché ci distragga dai problemi reali e dai loro sporchi affari. Dall’altro una maggioranza di persone che ha una vita già abbastanza faticosa e che, convinta che tanto non c’è modo di cambiare le cose, non ha alcuna voglia di sentire in quanti modi viene quotidianamente fregata da una banda di delinquenti.

Così ci ritroviamo con quello che dovrebbe essere lo strumento di informazione per eccellenza, semplice, veloce, comodo, diffuso ovunque, ridotto ad un ammasso vergognoso di scandali da quattro soldi e spot pubblicitari, il tutto condito con una abbondante dose di sensazionalismo. Anche quei pochi residui minuti di notizie interessanti (o almeno presunte tali) sono trattati allo stesso modo: non si dice, se non di sfuggita e in modo volutamente parziale, cosa fa il governo o il parlamento, ma si fornisce ogni dettaglio sull’ultima battuta del premier, o sullo scambio di insulti di qualche politicante da strapazzo. Questa sarebbe l’informazione politica?
Salvo rare ed occasionali eccezioni, questo è il panorama odierno dei telegiornali; uno squallido panorama che neanche i tanto decantati canali tematici satellitari riescono a spezzare. L’unica differenza è che non devi aspettare quattro ore per rivedere un telegiornale uguale al precedente, perché ogni mezz’ora ripetono le stesse cose.

Basta, non ci sto più a farmi prendere per i fondelli in questo modo.
Da qualche settimana a casa stiamo sperimentando un metodo nuovo. La sera quando si comincia a preparare la cena, momento in cui tipicamente si accende la TV per aspettare il telegiornale, si ascolta musica; e la TV non si accende fino a che non si è finito di mangiare e si è sparecchiato.
I risultati sono andati ben oltre le mie aspettative. Si mangia più tranquilli, senza correre il rischio che qualche notizia insulsa possa mandare il boccone di traverso; si ascolta della buona musica e ci si rilassa; si può chiacchierare; i bambini non stanno più imbambolati a guardare la pubblicità.

E l’informazione? L’informazione la ottengo per altri canali, che ce n’è in abbondanza.
La radio è un po’ meglio della TV; alcune notizie “scomode”, che in TV non passano neanche per sbaglio, alla radio qualche volta sfuggono ai controlli e si fanno strada verso gli ascoltatori. Ci sono i giornali, quotidiani e periodici vari; c’è solo l’imbarazzo della scelta, e con un po’ di attenzione non è difficile trovare delle pubblicazioni abbastanza indipendenti.
Poi c’è Internet. Non è una cosa banale cercare informazioni su Internet, perché la quantità e la varietà di fonti è tale che ci si perde facilmente; però, con un po’ di pazienza e di esercizio, si possono ottenere risultati eccellenti, nettamente superiori a qualsiasi altro mezzo.

Il telegiornale è uno degli strumenti con cui il potere ci tiene nell’ignoranza. A qualcuno questa situazione va bene così. A chi invece vuole conoscere, vuole sapere cosa succede davvero nel mondo, vuole dire NO a chi ci tratta come dei deficienti, propongo questa iniziativa:

SPENGO IL TG

Da oggi, e a tempo indeterminato, non guardo più il telegiornale, di qualsiasi rete televisiva. L’informazione la cercherò tramite altri strumenti.

Spegni anche tu il TG, e fai conoscere questa iniziativa ai tuoi amici e conoscenti, più si diffonde maggiori saranno gli effetti. L’auditel serve, oltre che a riempire a sua volta i telegiornali di finte notizie, a stabilire il prezzo degli spot pubblicitari; se calano gli spettatori, calano anche i prezzi, e se la cosa è sensibile e duratura può provocare un piccolo terremoto.
Una battaglia di civiltà, condotta con metodi civili: colpiamo questa gente lì dove fa più male.

L’indirizzo di riferimento dell’iniziativa è: http://www.pleonastico.it/spengoiltg.htm


NB: pleonastico.it è assolutamente contrario allo spam, l’invio massiccio di email non richieste, principalmente a scopo pubblicitario. Per questo evitate di fare spam per pubblicizzare l’iniziativa, sarebbe un controsenso. La diffusione di notizie (questa come qualsiasi altra) tramite email deve essere fatta con comunicazioni mirate e non ripetitive. Se inviate l’email a più persone contemporaneamente, non mettete i loro indirizzi nello spazio del destinatario, ma in quello cosiddetto “per conoscenza nascosto”, identificato di solito nei programmi dalle sigle “CCN” oppure “BCC”. In questo modo si evita di far circolare in modo incontrollato gli indirizzi email dei propri conoscenti. E inserite nel messaggio questa nota in modo che anche gli altri facciano altrettanto.

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