Antiscientifico sarà lei!

Ignác Semmelweis era un medico ungherese. A metà del 19° secolo lavorò per alcuni anni come assistente nella clinica ostetrica dell’ospedale di Vienna; qui fu colpito dall’elevato tasso di mortalità delle puerpere. Nel 1847, dopo una serie di ricerche e di ipotesi, giunse alla conclusione che le morti avvenivano a causa degli stessi medici che, senza lavarsi le mani, visitavano le pazienti dopo aver eseguito autopsie. Introdusse quindi l’obbligo del lavaggio delle mani e la mortalità diminuì rapidamente in modo drastico.

I suoi colleghi (la comunità scientifica) non accettarono però l’ipotesi di essere loro i responsabili e, invece di far tesoro di una pratica così semplice ed efficace, lo ostacolarono in ogni modo fino ad ottenerne il licenziamento. Tornato in Ungheria applicò il metodo nell’ospedale di Pest, ottenendo gli stessi risultati: i decessi diminuirono e lui fu cacciato. Morirà qualche anno più tardi in manicomio. Solo dopo la sua morte verrà riabilitato; nel 1879 Louis Pasteur dimostrerà la fondatezza delle sue tesi.

Ignác Semmelweis era antiscientifico. La scienza diceva una cosa, lui ne sosteneva un’altra. Era un genio? Aveva delle capacità particolari che lo ponevano ad un livello più elevato della media? Da quello che ho letto su di lui direi di no: era uno scienziato, e come tale applicava il metodo scientifico. Un metodo fatto di osservazioni, ricerche, ipotesi e verifiche.

Ignác Semmelweis era antiscientifico. Uno fra i tanti casi che la storia ci ha regalato di scienziati incompresi, ostacolati, perseguitati: da Nikola Tesla, Copernico, Galileo a tanti altri. Persone che hanno consegnato al mondo scoperte e invenzioni spesso eccezionali, ma che non hanno avuto il meritato riconoscimento.

Ignác Semmelweis era antiscientifico. Oggi verrebbe probabilmente definito così. In questo nuovo medio evo che stiamo vivendo, tanti sono coloro che si arrogano il diritto di decidere cosa è scientifico e cosa non lo è. Senza capire che pretendere di attribuire la definizione di scienza in modo aprioristico è l’unico vero comportamento antiscientifico.

L’argomento del giorno è il vaccino anti papilloma virus, ma non si tratta di una novità, e si amplia inevitabilmente ai vaccini in generale. Quello che voglio dire è molto semplice e si riduce a due concetti apparentemente contraddittori:

  • chi si dichiara a prescindere contrario all’uso dei vaccini è un idiota;
  • chi si dichiara a prescindere favorevole all’uso dei vaccini è un idiota.

Perché? Perché la scienza non è mai “a prescindere”, non è un totem, non accetta dogmi. Per chi vuole certezze di fede esistono le chiese, le moschee e tanto altro. La scienza è osservazione, ricerca, ipotesi e verifica. E, soprattutto, la scienza è dubbio: il dubbio che domani arrivi un Ignác Semmelweis qualsiasi e dimostri che quello che si è fatto fino ad oggi è sbagliato. Succede. E’ successo migliaia di volte nella storia. Succederà ancora.

Chi oggi se la prende con coloro che fanno domande, sollevano dubbi, chiedono approfondimenti non è diverso dagli inquisitori del medio evo. La scienza accetta sempre di essere messa in discussione, perché è su questo principio che si basa il suo metodo.

Purtroppo, oltre all’arroganza che certe cricche hanno sempre manifestato, oggi sono aumentati a dismisura gli interessi che ruotano in alcuni ambiti, tra cui proprio i vaccini; la scienza viene quindi troppo spesso messa da parte per lasciare spazio ad appetiti molto poco nobili. Schiere di scienziati (veri e falsi), giornalisti, politici e opinionisti vari si immolano volentieri in difesa di posizioni prive di qualsiasi fondamento, nella speranza di raccogliere la paghetta da chi quegli interessi gestisce. In fondo anche loro tengono famiglia.


Addendum (22/04/2017)

E’ appena giunta la notizia che il dott. Roberto Gava è stato radiato dall’ordine dei medici di Treviso; era accusato di aver manifestato idee contrarie alla vaccinazione di massa.

Anche ammesso e non concesso (consiglio la lettura dei suoi interventi per verificare quali sono le idee del dott. Gava) che l’accusa sia fondata, è palese come il provvedimento sia assurdamente sproporzionato rispetto all’accusa. E’ evidente che c’è una volontà punitiva che va ben oltre i fatti che riguardano il dott. Gava. Un metodo che ha un nome tristemente noto: fascismo.

Colgo l’occasione per fare una confessione pubblica: io sono profondamente contrario all’uso di software prodotto dalla Microsoft. Ora attendo di essere espulso dal novero dei programmatori.

4 thoughts on “Antiscientifico sarà lei!

    • Non solo permangono ma si approfondiscono, perché la mala fede diventa evidente. In questo modo spingono tra le braccia dei fanatici le persone che razionalmente pongono domande; e si trasforma in guerra di religione quello che si potrebbe, e dovrebbe, gestire con un pacato dibattito pubblico.

  1. Premetto che ho letto l articolo e trovo sia davvero ben scritto..condivido completamente il senso della riflessione..

    Un solo appunto, mi creda senza polemica e senza voler minimamente togliere valore allo splendido articolo..scrive che “questo metodo ha un nome noto: “fascismo” ”

    Mi perdoni ma il fascismo cosa centra?
    Il Fascismo non esisteva durante l inquisizione ne quando vissero Nikola Tesla, Copernico, Galileo, Ignác Semmelweis e per dirla tutta non esiste neanche oggi che radiano il dottor Gava..

    Quello che è avvenuto in passato e continua ad esserci non è il Fascismo ma la violenza di imporsi con la forza e la prevaricazione sulle ragioni e i pensieri altrui.

    Non è forse rivelatore osservare i tanti che si proclamano fieramente antifascisti assumere comportamenti e metodi che loro considererebbero fascisti?

    La ringrazio.
    Paolo

    • Ha ragione: il fascismo non c’è oggi come non c’era allora. Ma per noi italiani il fascismo è una cosa molto ben definita, anche temporalmente.
      Dovrebbe quindi essere evidente (e mi scuso se la sintesi è risultata fuorviante) che non intendevo il fascismo come regime ma come metodo: appunto “la violenza di imporsi con la forza e la prevaricazione sulle ragioni e i pensieri altrui”. Questo per me è il metodo fascista, una pratica che non ha colore politico e che prescinde dall’effettivo sistema di potere nel quale viene applicato; tanto che viene praticato, come giustamente dice, anche dai sedicenti antifascisti.

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