Acqua assassina

No, non sto parlando di tsunami, inondazioni o altre tragedie simili. Sto parlando di normalissima acqua potabile, l’acqua che tutti noi beviamo ogni giorno.
Perchè assassina? Beh, considerando i provvedimenti presi dal governo a questo proposito, deve aver fatto almeno una strage. Altrimenti come si spiega che a partire dal 19 luglio non sarà più possibile entrare in un bar e chiedere “per favore, mi dà un bicchiere d’acqua?” Un decreto del ministero per le attività produttive del 24/03/2005 (G.U. N° 78 del 05/04/2005) stabilisce infatti che nei locali pubblici l’acqua deve essere somministrata esclusivamente in confezioni sigillate da 125, 250, 330, 500 ml. Niente più bottiglia da due litri aperta dietro il bancone, né la possibilità di utilizzare l’acqua del rubinetto.
Perchè tanto accanimento? Pare che ci siano problemi igienici. Allora alzo le mani, di fronte all’igiene non si scherza. Ma mi viene un dubbio.
Se è a rischio l’igiene nel tenere una bottiglia d’acqua non sigillata da consumare un po’ per volta, lo è al bar come a casa mia; tra l’altro se al bar una bottiglia da due litri può durare qualche ora, a casa può durare anche qualche giorno, per cui il rischio è molto maggiore. Allora perchè nessuno mi ha mai detto di stare attento? E se non è igienica l’acqua del rubinetto del bar, non lo è neanche quella delle case, visto che l’acquedotto è lo stesso. E che dire allora delle fontanelle che troviamo in giro per la città? Dio ce ne scampi e liberi, è roba da prendersi il colera come minimo.
Sento dire che ogni tanto c’è qualcuno a cui per errorre viene dato del detersivo al posto dell’acqua, con conseguenze facilmente immaginabili. Ma se ci sono leggi (vedi la 626 e le sue sorelle) che stabiliscono addirittura il colore che devono avere le scrivanie, che le sedie da ufficio devono avere cinque ruote e non quattro, mi sembra impossibile che manchi una norma che banalmente dica: i prodotti di pulizia devono essere tenuti in ambienti diversi da quelli contenenti sostanze alimentari, e conservati in appositi contenitori che riportino in etichetta il loro contenuto. Troppo semplice?
Che c’entra poi in tutto questo l’acqua del rubinetto lo devo ancora capire: non capita spesso di aprire il rubinetto del detersivo invece di quello dell’acqua. O no?
L’impressione è che siamo di fronte al solito provvedimento che invece di risolvere un problema ne crea un altro, anzi tre. Aumenteranno i costi per i consumatori, aumenterà il volume dei rifiuti prodotti, e aumenterà il traffico dei camion che trasportano acqua, visto che a parità di quantità, con le confezioni più piccole il volume aumenta. Tre cose di cui sicuramente non abbiamo alcun bisogno.
Probabilmente l’unico problema che verrà risolto in questo modo sarà quello di aumentare le entrate delle aziende che imbottigliano l’acqua.

P.S. Leggendo il decreto e la legge che questo va a modificare, non ho trovato alcun divieto esplicito o implicito alla vendita di acqua in confezioni non sigillate. Delle due l’una: o questo divieto deriva da un’altra norma, e mi piacerebbe sapere quale, oppure questa notizia è tutta una montatura.

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